Giudiziaria

Ricostruzione e Casalesi, ascoltato l’ingegnere avezzanese coinvolto

I sette devono restare agli arresti per tre mesi. Esigenze di natura probatoria. Questo il termine indicato dal gip Marco Billi nell’ordinanza di custodia che ha portato all’arresto di sette persone dopo l’inchiesta sullo sfruttamento dei lavoratori campani, nell’ambito della ricostruzione, da parte di personaggi ritenuti contigui ai clan camorristici, con la collaborazione dei tre imprenditori aquilani Elio Gizzi, Dino e Marino Serpetti che si trovano agli arresti domiciliari e dell’ingegnere avezzanese Michele Bianchini, socio in affari dei Di Tella. Bianchini ieri l’atro, entrando in aula, ha rivolto poche parole a una donna che lo attendeva fuori per rassicurarla, senza successo evidentemente perché dopo pochi minuti e dopo essere passato di fronte al gip, per una firma, nel momento del ritorno in carcere, ha incrociato di nuovo lo sguardo con quella donna che è scoppiata in lacrime.

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