Cultura

La scrittrice Roberta Di Pascasio presenta in esclusiva il suo nuovo libro


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In occasione dell’imminente uscita del suo nuovo libro dal titolo “Ricordami la colpa”, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Roberta Di Pascasio, scrittrice avezzanese dal talento cristallino. Buona lettura

Il prossimo 22 ottobre, presso l’Aula Magna del Liceo Classico, presenterà il suo nuovo libro dal titolo “Ricordami la colpa”. Vorrebbe darci qualche anticipazione sulla trama, su eventuali differenze rispetto ai lavori precedenti e se, con gli stessi, c’è un trait d’union?

(ride, ndr)  “Questa è sempre la domanda più temuta. Per lo scrittore è difficile trovare le parole giuste per parlare del proprio lavoro, specialmente se, come in questo caso, si protrae da tre anni. E’ una storia molto complessa e piena di dinamiche psicologiche non facili da descrivere così, in poche parole. C’è un filo conduttore, questo sì, ed è lo stesso che porto avanti da anni. Adoro storie che abbiano una forte componente psicologica, che presentino rapporti tra persone che, ad un certo punto della loro vita, si trovano obbligate a fare scelte ardue. Mi interessano le relazioni umane e affettive che si creano all’interno di una famiglia perché, come diceva Tolstoj “Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo”. La famiglia intesa come microcosmo, luogo spaziale e affettivo in cui si mettono in moto situazioni limite. In questo caso ho scelto un tipo di famiglia infelice al cui interno c’è la protagonista Sibilla, voce narrante che racconta questa storia sfortunata e dolorosa rivolgendosi al fratello più piccolo. Nonostante  i toni che potrebbero sembrare cupi, la storia lancia dei messaggi di positività, come la fiducia in se stessi o il lottare per ciò in cui si crede”.

E’ innegabile che nella società moderna in cui viviamo vi siano molteplici fattori, soprattutto esterni, che influenzano e limitano la vita dei componenti del nucleo familiare. In che modo, secondo lei, questi fattori riverberano sulla qualità della vita al suo interno e sulla condizione dei figli che, sempre più spesso, si sentono estranei a ciò che, dovrebbe, invece, proteggerli?

“E’ una domanda difficile. Ci sono tante contingenze che determinano i rapporti psicologici e affettivi tra i componenti di un nucleo familiare. Ogni famiglia è un mondo a parte, del tutto unico. In questo caso, la storia narrata nel libro è sì interna ad una famiglia ma poi, ovviamente, questa realtà intima influenza fortemente anche la vita esterna (e viceversa), i pensieri, le idee, gli atteggiamenti soprattutto dei figli verso il mondo ‘fuori’, figli che assorbono senza filtri tutto ciò che di buono o di crudele vivono al suo interno. È dalla famiglia che dovrebbe derivare la serenità, la protezione e la sicurezza, ma non sempre è così, almeno in questa mia ultima storia.”

Vi sono dei motivi che, secondo lei, determinano lo smarrimento dei valori storici, tradizionali, legati al concetto di famiglia? Sempre più frequentemente, si sentono storie di difficoltà nel dialogo e nella ricerca di comprensione all’interno della stessa..

“Ovviamente la famiglia segue i cambiamenti della società e vi si adegua, ma è anche vero, come ho detto prima, che ogni famiglia è talmente diversa e variegata che è impossibile trovare un punto d’incontro per tutte. C’è ancora molto da fare per migliorare le condizioni di vita di una famiglia o di alcuni dei suoi componenti, parliamo della donna ad esempio: nonostante siano stati fatti grossi passi in avanti in questi anni, ancora stenta ad essere integrata a dovere nella società, sia come madre, sia come moglie, sia come lavoratrice, in special modo quando è tutte e tre le cose insieme. Da questo punto di vista c’è ancora molto che si può fare. Quello che conta in una realtà familiare è il dialogo, la condivisione, la comprensione, fattori che, quando mancano, comportano una solitudine amara e frustrata con l’inevitabile conseguenza di enormi difficoltà a relazionarsi.”

Sia in questo romanzo che nel precedente ‘e-mozioni da poco’ il personaggio positivo, onesto e anticonformista è sempre un adolescente, come mai questa scelta?

“L’adolescenza è un’età che mi affascina, è ancora tutto possibile, si possono scegliere tante strade, possiamo essere chi vogliamo, come una tabula rasa in cui poter scrivere qualsiasi cosa. Anche in questo romanzo forse l’unico personaggio davvero luminoso, alternativo e ‘pulito’ è il fratello di Sibilla, che però, come capita spesso ai più onesti e integri, subisce più di tutti. Ma in questa storia c’è soprattutto il rapporto speciale tra una sorella e un fratello, il dolore e il rimpianto di non essere riusciti a salvare chi si ama, l’amore inteso come sfida, come atto di coraggio che fa togliere i paraocchi che spesso vengono messi per pigrizia, per paura, per sfiducia.”
Siamo giunti alle conclusioni. Vorrei lasciare a lei le ultime parole per salutare i nostri lettori.

Grazie della bella intervista, è stata molto interessante e ricca di spunti. Vi aspetto il 22 ottobre all’Aula Magna del Liceo Classico.

 

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