Abruzzo

Richiesta di interpretazione autentica su procedimento referendario da parte di Rapagnà

Il Comitato promotore dei 3 Referendum abrogativi di alcuni costi e sprechi della politica, CHIEDE AL CONSIGLIO REGIONALE una “interpretazione autentica” degli articoli della Legge Regionale n. 44/2007 relativi al “procedimento” referendario e controversi rispetto agli Articoli 75, 76 e 77 dello Statuto della Regione Abruzzo, al fine di poter dare inizio alla raccolta delle firme richieste.

Il “parere” del Collegio per le Granzie Statutarie al quale si è rivolto il Presidente del Consiglio Nazario Pagano, ha affermato che lo Statuto della Regione Abruzzo, nei sei mesi antecedenti e in quelli successivi l’elezione del Consiglio regionale, in realtà impone il divieto non dell’iniziativa referendaria, ma solo dello svolgimento del referendum abrogativo, e che, a stretto rigore, lo Statuto regionale nel semestre anteriore ed in quello successivo alle elezioni regionali preclude solo lo svolgimento del referendum, e che nel merito “la scelta è rimessa alla discrezionalità del legislatore regionale”.

Con i 3 Referendum che, in ogni caso si potranno tenere soltanto nella primavera del prossimo anno 2015, i Cittadini sottoscrittori chiederanno il taglio dei costi della politica, la riforma e lo scioglimento, di tutta una pletora di Enti “strumentali” che gestiscono alcuni servizi pubblici essenziali, quali per esempio il Trasporto Pubblico Regionale, le Risorse Idriche, i Rifiuti, la Sanità, la FIRA, la Edilizia Residenziale Pubblica.

In Abruzzo, i comportamenti contrari ad doveri di ufficio indignano moltissimi Cittadini, i quali sono però indotti a rivolgersi, non alle Istituzioni legislative e amministrative preposte, ma al Pubblico Ministero presso la Corte dei Conti, per segnalare e denunciare lo spreco di denaro pubblico causato dalla inefficienza soprattutto di enti ed istituzioni locali, nei quali si sono affermati e consolidati nel tempo situazioni sempre più difficili da rimuovere senza alterare l’equilibrio dei consensi.

Per questo, non sembra estraneo ad un “pre-giudizio politico” del Presidente Pagano il fatto, senza precedenti, che dal 10 marzo scorso, il responsabile del procedimento e l’Ufficio di Presidenza, abbiano “bloccato e rinviato” perfino il deposito stesso dei 3 quesiti referendari e dei moduli da vidimare e necessari per la raccolta delle firme, mentre nello stesso periodo temporale il Consiglio regionale il 17 marzo scorso sia stato chiamato a produrre una specifica e similare “interpretazione autentica” in merito alla norma della nuova legge elettorale relativa al numero delle firme autenticate da raccogliere per la presentazione della candidatura a Presidente della Regione.

Il Comitato Promotore si rivolge direttamente al Consiglio regionale, chiedendo che nella seduta di domani 9 maggio e, in ogni caso, prima del prossimo 25 maggio, produca una “interpretazione autentica” delle norme che i funzionari ed il Presidente del Consiglio, inaudita altera parte, hanno considerato controverse ed interpretato in senso contrario a quanto stabilito con chiarezza dallo Statuto della Regione Abruzzo.

Per il Comitato promotore

Pio Rapagnà – ex Parlamentare

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