Italia

Renzi: “Sull’Italicum non tratto più”

«Non c’è nessuna trattativa. La legge elettorale è in dirittura d’arrivo ed è quella che abbiamo condiviso e concordato e che impedisce ai partitini di avere un potere di veto». Il giorno dopo il nuovo patto con Berlusconi, Matteo Renzi (che ieri è volato in Romania e poi si recherà in Australia per seguire i lavori del G20) assicura che il percorso è ormai tracciato. Ma ci sono ancora due punti della legge elettorale che restano irrisolti. Il premio di maggioranza non è ancora chiaro se andrà al partito (la lista) o alla coalizione e la soglia di sbarramento per i piccoli partiti potrebbe essere del 3% ma anche del 4% o addirittura del 5%, come vorrebbe Silvio Berlusconi. La questione dovrà essere risolta in Parlamento. E in tempi brevi, visto che il premier vorrebbe arrivare alla definitiva approvazione dell’Italicum entro febbraio. Nell’attesa che cominci la guerra degli emendamenti, la minoranza del Pd si ribella ai capilista nominati. Ma ci sono anche i distinguo di Forza Italia e le preoccupazioni dell’Ncd, che prevede una corsa a ostacoli in Senato.

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