Italia

Renzi sul salva-Silvio “Sconterà la pena fino all’ultima ora”

Cambiare la delega fiscale, escludendo le frodi dalla franchigia del 3% (che potrebbe scendere all’1,5%-1,8%), e approvarla il più rapidamente possibile. La richiesta, che parte da ampi settori della maggioranza ed è sostenuta con forza soprattutto dalla minoranza Pd, non è piaciuta a Matteo Renzi, che ieri avrebbe dovuto incontrare il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, per capire come intervenire. La soluzione, però, non è stata ancora individuata e l’incontro è slittato ai prossimi giorni. Quel che è certo è che il premier vuole sganciare la norma salva-Berlusconi dalla complicata partita del Quirinale. E ieri, nella sua e-news, Renzi ha confermato l’intenzione di occuparsi delle deleghe fiscali solo dopo l’elezione del successore di Napolitano. «Mi sono dato come scadenza il 20 febbraio. In quel Consiglio dei ministri porteremo tutti i decreti delegati pronti, anche quello già approvato il 24 dicembre (che conteneva il codicillo salva-Silvio, n.d.r.)» scrive il premier, che invoca un fisco semplice, chiaro, trasparente e assicura che il governo non vuole fare favori al Cavaliere in cambio dei voti per il Colle.

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