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Renzi: sul Quirinale un ampio consenso

«Non c’è nessun patto preventivo sul Quirinale tra Pd e Fi, il patto del Nazareno è stato siglato un anno fa quando le dimissioni di Napolitano non erano in agenda, non è il patto del mago Otelma». Matteo Renzi gela le aspettative di Silvio Berlusconi sul successore «condiviso» per il Colle ma ribadisce che quando sarà il momento il Pd cercherà le più ampie convergenze sul nome del futuro presidente della Repubblica, come nel caso di Ciampi nel 1999 e per il bis di Napolitano. Ma per i l premier che ieri sera è stato ospite di «Che tempo che fa», chi lancia candidature per la successione di Giorgio Napolitano le vuole solo bruciare. E infatti a Fabio Fazio che gli cita Padoan e Fassino, e poi ancora Muti e Grasso replica: «Lei vuole accendere roghi ma io sono un estintore naturale». Il toto nomine per bruciarle è soprattutto indirizzato a Nichi Vendola che al Pd aveva proposto di eleggere Prodi alla quarta votazione. Un appello che forse mette in imbarazzo il premier. Che ne esce attaccando. E a Vendola ricorda che fu proprio il suo partito a mandare a casa il governo del Professore e l’Ulivo. Prova a chiudere la querelle l’ex portavoce di Romani Prodi. «Il Professore non è interessato al ruolo di capo dello Stato», ribadisce Sandra Zampa. Se Renzi non traccia identikit per il futuro presidente, Pier Luigi Bersani sembra avere le idee chiare. Al Quirinale «ci vuole qualcuno che sappia tenere in mano il volante» perché «la crisi economica durerà ancora un paio di anni», avverte. Toccherà al Pd fare un nome su quale cercare il più ampio consenso.

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