Italia

Renzi: Minoranza ininfluente

«Minoranza ininfluente, neppure i militanti delle feste dell’Unità condividono quella posizione, noi non molliamo di un centimetro». A Davos c’è la neve e sono gelide le risposte di Matteo Renzi su ciò che accade in Italia intorno alle riforme. Il soccorso di Forza Italia non lo preoccupa perché «la maggioranza non cambia, è autonoma e va avanti per la sua strada». Ma nessuno scandalo se l’emendamento che ridisegna l’Italicum passa anche con i voti dell’opposizione, «giusto così le riforme si fanno anche con loro». Minimizza il premier. Pure la fronda della sinistra Dem, attaccata dai suoi pasdaran e bollata come parassita, non lo distoglie dalla soddisfazione per un risultato che porta all’inizio della discesa la legge elettorale: «Un grande passo avanti, rispettiamo chi dissente ma abbiamo un impegno con i cittadini. Siamo qui per fare una cosa bella e difficile, normale che qualcuno non sia d’accordo». Difficoltà da cui trarre beneficio, il suo è il “carpe diem” dei latini, cogli l’attimo, «l’Italia ha bisogno di una stagione di riforme». La giornata è di quelle importanti, lo aspettava una platea il Gotha dell’economia e della finanza mondiale, riunito nell’enclave svizzero. Di tutte le piazze che ha battuto da quando è premier per convincere finanzieri e imprenditori che l’Italia sta cambiando, forse è la più importante. «C’è grandissima curiosità per l’Italia questo può essere un bell’anno. Siamo un paese solido, forte, abbiamo un grande debito pubblico ma anche una ricchezza privata che è il doppio e se gli italiani fanno quello che devono siamo e restiamo in serie A.

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