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Regionali, ora è ufficiale: si vota il 25 maggio

Il Governatore dell’Abruzzo, Gianni Chiodi, ha firmato il decreto di convocazione delle elezioni regionali che sono fissate per il prossimo 25 maggio in occasione dell’election day che prevede anche la consultazione europea e le amministrative.

Secondo la norma regionale, le elezioni si sarebbero dovute svolgere tra il 15 novembre scorso e il 15 marzo 2014, dopo il voto del 15 dicembre 2008, anticipato a causa degli arresti per l’inchiesta Sanitopoli che avevano decapitato la Giunta Del Turco: la decisione di riallineare le elezioni ha tenuto banco a lungo, provocando tensioni e polemiche per i costi di 15 consiglieri mantenuti in più per sei mesi, considerando che il prossimo Consiglio sarà di 31 componenti anzichè gli attuali 45.

Per concordare la data delle elezioni il governatore uscente e il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, avevano incontrato prima di Natale – secondo il dettato della normativa regionale – il presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Stefano Schirò, il quale aveva condiviso l’impostazione sulla data da individuare e sull’opportunità di accorpare le elezioni con le Europee e le Amministrative in linea con la norma nazionale sul taglio dei costi. Contestualmente al decreto di convocazione dei comizi elettorali il presidente Chiodi ne ha firmato un altro, secondo quanto stabilisce la legge regionale n. 9/2013, che fissa l’assegnazione dei seggi della quota circoscrizionale in ogni singola circoscrizione.

Tale decreto assegna 7 seggi alla circoscrizione di Pescara, 7 seggi alla circoscrizione di Teramo, 7 seggi alla circoscrizione dell’Aquila e 8 seggi alla circoscrizione di Chieti per un totale di 29 seggi che verranno assegnati con la quota proporzionale; a questi si aggiungono un seggio assegnato al candidato presidente eletto e un seggio assegnato al candidato presidente che ha conseguito un numero di voti immediatamente inferiore a quelli conseguiti dal presidente eletto. Lo slittamento oltre la scadenza naturale intende favorire l’affluenza, ma soprattutto serve per risparmiare risorse, visto che le elezioni «isolate» sarebbero costate alla Regione non meno di 8 milioni di euro. Il presupposto normativo è un decreto sul contenimento della spesa emesso negli anni scorsi dal governo nazionale.

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