Politica

Regionali: non è una regione per donne… si salvi chi può!!!

Il Consiglio regionale dell’Abruzzo uscito dalle urne del 25 maggio è la prova che senza un obbligo di legge sulle candidature di genere la politica al maschile si riappropria, con poca cavalleria, dei suoi spazi.
Abolito il listino del presidente (la lista degli eletti senza preferenze grazie al premio di maggioranza), bocciata dall’assemblea la doppia preferenza di genere, il Consiglio regionale che si insedierà nelle prossime settimane sarà un consiglio per soli uomini. O quasi.
Al momento, mentre tribunali e corte d’Appello fanno i loro conti applicando per la prima volta (con qualche fatica) la nuova legge elettorale regionale, c’è la probabilità che l’unica consigliera donna sia la grillina Sara Marcozzi che, pur mancando l’elezione a presidente, è entrata all’Emiciclo eletta nel proporzionale della circoscrizione di Chieti. Da Pescara potrebbero arrivare Nicoletta Verì del Nuovo centrodestra, oppure Marinella Sclocco (Pd) in ballo con Antonio Innaurato (sempre Pd, ex sindaco di Gessopalena ricandidato anche al Comune dove non è stato eletto) ma sarebbero comunque tre su un totale di 32 consiglieri.

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