Politica

Regionali: Il pasticcio dei seggi contesi

Il nodo riguarda soprattutto l’assegnazione dei seggi ai partiti minori.

Per esempio, in una simulazione risulta l’ingresso in Consiglio di Giorgio D’Ambrosio, eletto a Pescara con il Centro democratico. L’ex sindaco di Pianella sbarrerebbe in questo modo la strada all’elezione della Pd Marinella Sclocco, azzerando la presenza femminile tra le file della maggioranza e creando qualche problema a Luciano D’Alfonso per la composizione della giunta che dovrà rispettare un certo equilibrio di genere.

In una seconda simulazione è Marinella Sclocco a risultare eletta, mentre il seggio di Centro democratico scatterebbe a L’Aquila e non a Pescara, garantendo l’ingresso di Maurizio Di Nicola, sindaco di Pescina e molto vicino ad Angelo Di Paolo, ex assessore di Chiodi oggi coordinatore regionale del partito di Bruno Tabacci. Per questo D’Ambrosio sta sul chi vive e ha già preannunciato ricorso. Con queste premesse nessuno dei partiti oggi è certo della composizione del Consiglio. Ma le simulazioni circolano. La più accreditata è quella che viene dagli ambienti della maggioranza. I seggi contesi. Secondo questa simulazione, per la circoscrizione di Chieti sono in corsa Silvio Paolucci, segretario del Pd e il capogruppo uscente Camillo D’Alessandro. Uscirebbe dallo schema il terzo Pd Antonio Innaurato, dato ieri per entrante. Un seggio andrebbe a M. Fiorentino Olivieri di Abruzzo Civico. Per Regione Facile, una delle due civiche di D’Alfonso, entrerebbe Alessio Monaco.

A Chieti, secondo questa simulazione, scatterebbe l’unico seggio dell’Italia dei Valori a favore di Lucrezio Paolini. Il M5S eleggerebbe Sara Marcozzi e Pietro Smargiassi (due dei sei grillini accreditati in Consiglio), Forza Italia l’assessore uscente Mauro Febbo. Nella circoscrizione di Pescara entrerebbero per il Pd Donato Di Matteo, l’uscente Marinella Sclocco e Alberto Balducci. A Pescara scatterebbe l’unico seggio di Sel conquistato da Mario Mazzocca. Forza Italia eleggerebbe Lorenzo Sospiri, il Movimento 5 Stelle Zaccardi Pettinari e Leandro Bracco. La circoscrizione dell’Aquila eleggerebbe per il Pd Pierpaolo Pietrucci e l’uscente Giuseppe Di Pangrazio. Qui Centro democratico eleggerebbe il suo consigliere Maurizio Di Nicola, Abruzzo civico Andrea Gerosolimo, Regione Facile Lorenzo Berardinetti. Per Forza Italia entrerebbe Emilio Iampieri e per i 5 Stelle Gianluca Ranieri. Infine c’è Teramo con Dino Pepe, Sandro Mariani e Luciano Monticelli eletti per il Pd, l’assessore uscente Mauro Di Dalmazio per Abruzzo Futuro, l’altro assessore uscente di Forza Italia e recordman di preferenze Paolo Gatti,. Infine Ncd eleggerebbe Giorgio D’Ignazio e il Movimento 5 Stelle Riccardo Mercante.

Resterebbe fuori l’assessore uscente di Fratelli d’Italia Giandonato Morra, l’unico non toccato dall’inchiesta Rimborsopoli. A questi seggi vanno aggiunti quello del presidente neoeletto Luciano D’Alfonso e quello del presidente uscente Gianni Chiodi, per un totale di 31 scranni. È evidente che questa incertezza complica il lavoro di D’Alfonso per la composizione della giunta. Lo statuto prevede infatti solo sei assessori di cui uno solo può essere esterno al Consiglio. Nomi ne circolano. A partire dall’esterno Giovanni Lolli. Crescono le quotazioni di Marinella Sclocco per una questione legata soprattutto alla rappresentanza di genere. Probabilmente è scontata una delega per il segretario Pd Silvio Paolucci. Dino Pepe, il più votato a Teramo o Pierpaolo Pietrucci, il più votato a L’Aquila potrebbero aspirare a un assessorato o alla poltrona di presidente del Consiglio. Aspirano a un incarico i veterani Camillo D’Alessandro e Giuseppe Di Pangrazio. Ma D’Alfonso dovrà tenere conto anche delle liste civiche e degli alleati minori che comunque hanno dato un contributo, chi più chi meno, decisivo alla vittoria della coalizione.

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