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Ambiente

Referendum sulle Trivelle: i punti essenziali


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Perché si vota?

Il 17 aprile dalle ore 7 alle ore 23 si vota per il referendum proposto da nove regioni italiane (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) per decidere se abrogare una norma introdotta con la legge di stabilità 2016,che permette di estendere le concessioni per estrarre gas o petrolio da piattaforme offshore entro 12 miglia dalla costa fino all’esaurimento del giacimento, e non fino a 40/45 anni come con la previgente disposizione. Il referendum non riguarda le concessioni per nuove trivellazioni, che sono già vietate entro le 12 miglia, ma la possibilità per gli impianti esistenti di proseguire le attività estrattive in corso finché i giacimenti non saranno esauriti. Le concessioni per le trivelle attive in Italia sono oggi 31, di cui 5 non produttive nel 2015.

Come si vota?

La scheda per votare è una sola, gialla. Per votare si dovrà fare una croce sugli spazi “sì” o “no” relativi a questa domanda:

“Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?

Se vince il “sì” e se vince il “no”

Nel caso venga raggiunto il quorum, se i sì dovessero essere più dei no sarà impedito l’ulteriore sfruttamento degli impianti già esistenti una volta scadute le concessioni: gli effetti si dovrebbero vedere a partire dal 2018, quando scadranno i permessi per 21 delle 31 concessioni attive in Italia. Se dovessero vincere i no, invece, la legge non verrà modificata e le estrazioni in corso potranno continuare fino all’esaurimento del giacimento.

Antonella Valente

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