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Abruzzo

Referendum, Rapagnà chiede l’interpretazione autentica degli articoli


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Il Comitato promotore dei 3 Referendum regionali sui costi e gli sprechi della politica, ha chiesto al Consiglio regionale di produrre “interpretazione autentica” degli articoli della Legge Regionale n. 44/2007 in merito all’avvio della iniziativa referendaria nel periodo di “prorogatio” e nei sei mesi successivi alla elezione del nuovo Consiglio regionale.

Assume una “gravità senza precedenti” il fatto che nessuno tra gli organi di vigilanza e di controllo ha avuto il coraggio di fare rilevare nelle sedi proprie che in modo diverso si è comportato invece lo stesso Consiglio regionale in merito alla “Interpretazione autentica” prodotta il 17 marzo scorso e pubblicata nel BURA del 26 marzo 2014, n. 12, ha approvato per chiarire che la candidatura alla carica di Presidente della Giunta regionale deve essere sottoscritta da non meno di settecentocinquanta e da non più di mille elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni della Regione.

E’ chiara la diversità di trattamento riservato dal Presidente del Consiglio alle due richieste “contestuali” relative alle due materie di pari grado costituzionale e statutario, quella elettorale e quella referendaria, proprio nel momento stesso in cui, inaudita altera parte, il Presidente e l’Ufficio di Presidenza, con un “parere improprio” richiesto al Collegio per le Garanzie Statutarie, hanno “riviato” il deposito dei quesiti e dei moduli da vidimare, impedendo “materialmente” l’avvio della raccolta delle 25.046 firme, “al fine” di esercitare la “iniziativa referendaria” medesima e ottenere la indizione e lo svolgimento dei 3 Referendum in una data compresa tra il 15 Aprile ed il 30 giugno del prossimo anno 2015.

Pio Rapagnà – ex Parlamentare

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