Politica

Referendum abrogativi, infuria la polemica

In merito alla decisione assunta dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale di “rifiuto” a ricevere i quesiti referendari ed i moduli da vidimare per l’avvio della raccolta delle firme necessarie al fine di esercitare l’iniziativa referendaria nella primavera del 2015, il Comitato promotore denuncia ancora una volta che il responsabile del procedimento, su intervento diretto e “irrituale” del Presidente Pagano, ha richiesto al Collegio per le Garanzie Statutarie un “parere preventivo” non previsto dallo Statuto della Regione Abruzzo e dalla Legge Regionale n. 44/2007 che regolamenta i referendum abrogativi.

Il Presidente Pagano, che alla data del 4 marzo 2014 era già stato nominato responsabile regionale del partito politico di Forza Italia, nella richiesta di parere e, quindi, nella sua funzione istituzionale di garanzia, “anticipa” un suo proprio “giudizio politico” avverso alla inziativa referendaria che i Comitato promotore intende avviare, affermando che l’interpretazione letterale della disposizione in oggetto finirebbe per consentire, nel periodo di prorogatio, “l’esercizio di una iniziativa referendaria, istituto che sicuramente ha una forte connotazione politica”.

Il Presidente Nazario Pagano, nell’esercizio delle sue due funzioni di Presidente del Consiglio regionale e dell’Ufficio di Presidenza, intendeva forse interferire sul “Collegio per le Garanzie Statutarie”, per cercare di orientarne il parere, non vincolante?

Con tali presupposti, il Comitato promotore dei Referendum ritiene che sia di una gravità senza precedenti il fatto che il responsabile del procedimento, l’Ufficio di Presidenza e addirittura il Consiglio regionale che nella sua “collegialità” non è mai stato chiamato a pronunciarsi, abbiano deciso, unilateralmente e senza nemmeno ascoltare le ragioni “istituzionali” del Comitato, di “rinviare” il deposito dei 3 quesiti referendari e la vidimazione degli appositi moduli, nonostante il Collegio per le Garanzie Statutarie nel suo parere scritto n. 2/2004 affermi che lo Statuto della Regione Abruzzo, nei sei mesi antecedenti e in quelli successivi l’elezione del Consiglio regionale, in realtà impone il divieto non dell’iniziativa referendaria, ma solo dello svolgimento del referendum abrogativo.

Lo stesso Collegio, riunitosi nei giorni 11 e 13 marzo 2014, composto da Fabrizio Polito (Presidente), Stefano Civitarese Matteucci (Vice Presidente – collegato in audio-video conferenza) e Arnaldo Lucidi (Decano), tra l’altro in mancanza di due componenti, specifica che altro discorso è quello relativo all’opportunità di tale restrizione concernente appunto l’iniziativa referendaria, mentre, a stretto rigore, lo Statuto regionale nel semestre anteriore ed in quello successivo alle elezioni regionali preclude solo lo svolgimento del referendum, e, nell’esprimere comunque il proprio “parere” negativo non vincolante, aggiunge che questa è una scelta rimessa alla discrezionalità del legislatore regionale.

Proprio per questo, il Comitato Promotore chiede al legislatore regionale di pronunciarsi nel corso della prossima seduta del Consiglio convocata per martedì 29 aprile, producendo, nel merito del procedimento referendario, una “interpretazione autentica” dell’Art. 3, Comma 3 rispetto all’Art. 4, Comma 1 della Legge Regionale n. 44/2007 e per quanto in contrasto con gli Articoli 75, 76 e 77 dello Statuto della Regione Abruzzo nel merito dei referendum e con l’Art. 80 in merito ai pareri espressi dal Collegio per le garanzie statutarie sull’interpretazione dello Statuto nei conflitti tra gli organi della Regione e sull’ammissibilità dei referendum, potendo il Consiglio regionale deliberare a maggioranza assoluta in senso contrario ai pareri del Collegio.

per il Comitato promotore dei 3 Referendum

Pio Rapagnà – ex Parlamentare

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