Italia

Rapine e furti in casa, raddoppiate le pene

È da poco terminato il Consiglio dei ministri, quando il ministro dell’Interno Alfano twitta: «Pene raddoppiate per i furti in casa». Nel corso della riunione si è dato il via libera a un emendamento del governo che si innesterà sul testo di riforma del processo all’esame della Camera. Il testo inasprisce le sanzioni per furto in abitazione, furto con strappo, rapina. I dati segnalano un forte aumento dei furti in casa, raddoppiati in 10 anni, indica il Censis. Per furto in casa e con strappo la pena passa da 1-6 a 3-6 anni e in caso di aggravanti aumenta da 3 a 4 anni nel minimo restando a 10 nel massimo. Per la rapina si passa da 3-10 a 4-10 anni e si sale a 5-20 anni se c’è l’uso di armi, il delitto è compiuto da persone travisate o più persone, avviene in abitazione o su mezzi di trasporto, se la vittima ha appena fruito di servizi in banche, bancomat o uffici postali o è over 65; e se si sommano più circostanze aggravanti, la pena minima sale a 6 anni. Riviste al rialzo anche le multe. Più in là si ragionerà anche sulla possibilità di introdurre un inasprimento delle pene per i furti che colpiscono le aziende, con possibili agevolazioni fiscali per gli imprenditori colpiti. Ma il Cdm ha dato il via libera definitivo anche a un altro provvedimento: il decreto legislativo sulla tenuità del fatto. Il testo può essere letto in parallelo col precedente e si applica a reati minori con pena massima fino a 5 anni o sanzione pecuniaria, quando non si tratti di condotte abituali e l’offesa recata sia lieve: a queste condizioni, il giudice potrà archiviare. Il testo, al primo passaggio, aveva provocato una pioggia di critiche da Lega e Forza Italia che gridarono alla depenalizzazione.

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