Abruzzo

Rapagnà ora opta per il silenzio stampa

“Sto pensando che, dopo queste ultime vicende “negative” attorno al rinnovato tentativo di promuovere alcuni referendum regionali abrogativi di importanti e sostanziosi costi e sprechi della politica e, conseguentemente, per riuscire a raccogliere le 25.046 firme richieste nei 120 giorni a disposizione, presentare una LISTA CIVICA REGIONALE “ambientalista e referendaria”, forse è arrivato il momento di fare, da parte mia, una seria ed approfondita riflessione sulla “politica abruzzese” e sui “politici”, e, quindi, anche su di me medesimo.

Voglio esaminare a fondo e con calma i fatti accaduti e cercare di capire in che cosa certamente ho sbagliato e se sia il caso, eventualmente, di “ricominciare tutto d’accapo”.

Per questo, essendo impotente di fronte ad una persistente “censura anti-referendum” della maggior parte degli Organi di Informazione abruzzese, mi prendo, come si dice, un simbolico “anno sabbatico”, attuando, nelle circostanze date, un assoluto e rigoroso “silenzio stampa” che andrà avanti fino a quando non avrò deciso se, come e con chi ricominciare un “rinnovato” impegno politico, ed in quali condizioni.

“E’ però un orgoglio per me ricordare che il Movimento Città per Vivere sin dal 2007 ha avuto la forza ed il coraggio di costituire in Abruzzo un “Comitato Promotore dei Referendun regionali abrogativi”, attraverso i quali tagliare i costi e gli sprechi della politica, ridurre drasticamente le doppie e triple indennità di Consiglieri, Presidenti del Consiglio, della Giunta, delle Commissioni e dei Gruppi Consiliari, e rispettivi finanziamenti pubblici, assegnazione di contributi, consulenze, incarichi e nomine, e per abolire gli sprechi ed i costi di alcune Agenzie, Aziende, Società di gestione dei servizi pubblici costituite dai Comuni, dalle Province e dalla Regione.

Così come è particolarmente urgente oggi, vista l’assenza completa ed il disinteresse del Consiglio regionale per tutta la durata della legislatura, sia promuovere i “Referendum Regionali” contro i costi e gli sprechi della politica, così come presentare “Proposte di Legge di iniziativa Popolare” e “Petizioni” al fine di sollecitare e chiedere soluzioni a problemi e interventi concreti.

Sono onorato, prima di tutto, di essermi impegnato volontariamente ed in prima persona, nei 5 anni trascorsi dal 6 aprile 2009, a fianco delle tantissime famiglie sfollate e per chiedere alle Istituzioni ed al Consiglio regionale, provvedimenti legislativi, amministrativi ed operativi per la “ricostruzione e messa in sicurezza sismica” del patrimonio abitativo pubblico e privato distrutto dal terremoto che ha colpito duramente L’Aquila, i Comuni del cratere e l’Abruzzo intero.

Così come è stata parte integrande della mia vita politica la lotta per il diritto alla Casa, l’accesso alla proprietà dell’abitazione ed il ripristino del riscatto graduale e sociale attraverso l’uso “corretto e costituzionale” del risparmio popolare e dei fondi ex-GESCAL prelevati dalle buste paga dei lavoratori dipendenti e dal reddito delle famiglie e dei pensionati”.

Pio Rapagnà – ex Parlamentare

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