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Rapagnà: Ecco perchè ho sospeso la mia candidatura e la presentazione della lista “di scopo” referendario

A nome e per conto del Comitato promotore dei 3 Referendum regionali abrogativi, in merito al “rinvio” del deposito dei quesiti e dei moduli per l’avvio della raccolta delle firme, ho chiesto al Al Presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano, all’Ufficio di Presidenza, ai Presidenti dei Gruppi Consiliari ed ai Consiglieri regionali di produrre con urgenza “interpretazione autentica” degli articoli della Legge Regionale n. 44/2007 “controversi” rispetto agli Articoli 75, 76 e 77 dello Statuto della Regione Abruzzo, potendo il Consiglio regionale deliberare a maggioranza assoluta in senso contrario ai pareri espressi in merito al procedimento referendario dal Collegio per le Garanzie Statutarie.

Nonostante siano state chiamate in causa le “rappresentanze elettive” affinchè si assumessero la responsabilità di dirimere una “delicatissima” situazione istituzionale, nessuno si è fatto carico della problematica “referendaria”: fatto sta che nell’ordine dei giorno della seduta del Consiglio regionale del 29 aprile prossimo non è presente alcun punto relativo alla richiesta di “interpretazione autentica”.

Ciò nonostante, sul piano formale e del calendario elettorale, oggi, giovedì 24 aprile, è l’ultimo giorno utile affinchè l’Ufficio di Presidenza, con un atto di autotutela, in attesa della interpretazione autentica, “sospenda” la decisione assunta dal responsabile del procedimento referendario, e, in combinato disposto, il Presidente della Giunta Regionale Gianni Chiodi, in regime di prorogatio, emetta un atto amministrativo “straordinario” di pari effetto, per consentire l’avvio ufficiale della iniziativa referendaria attraverso il deposito dei quesiti e dei moduli per la raccolta delle firme.

La conseguenza diretta sarebbe quella di permettere, in pieno rispetto delle motivazioni e finalità, l’esercizio del diritto di elettorato attivo e passivo da parte dei Cittadini che, legittimamente riguardo allo “scopo”, hanno scelto di essere promotori sia dei 3 Referendum e sia della Lista Civica Regionale “Referendaria”.

Infatti, riconoscendo la funzione istituzionale del Comitato, e seppure ad un giorno dalla scadenza dei termini per la presentazione delle candidature e delle liste per le elezioni regionali, si mette in condizione ciascuno dei promotori di raccogliere le firme e presentare “anche” la Lista Civica Regionale “referendaria”, attualmente “sospesa” insieme alla Candidatura a Presidente della Regione.

Dovendo produrre e sottoscrivere “ricorso” di fronte al Giudice Ordinario contro la Regione Abruzzo, avverso alla decisione assunta da un organo della Regione, sia esso l’Ufficio di Presidenza, il responsabile del procedimento ed il Consiglio regionale, rischio di ritrovarmi immediatamente, e successivamente, nella condizione di ineleggibilità ed incompatibilità sia alla carica di consigliere regionale e sia con quella di Presidente della Regione.

E’ chiaro che il Presidente del Consiglio Nazario Pagano, l’Ufficio di Presidenza e il responsabile del procedimento, per le iniziative messe in atto e per le affermazioni utilizzate al fine di “bloccare e rinviare” una legittima iniziativa referendaria, si sono assunti e si stanno assumendo in queste ore, la responsabilità, se verrà accertata non solo sul piano amministrativo ma anche davanti alla Legge, di avere impedito, materialmente e per gli effetti efficacemente conseguiti, non solo l’avvio della raccolta delle firme nei tempi previsti dalle norme e dal procedimento previsti dalla Legge Regionale n. 44/2007, ma la stessa possibilità di Candidatura a Presidente della Regione e la stessa raccolta delle firme richieste per la presentazione della Lista Civica “di scopo” Referendario, che la nuova Legge Elettorale ha reso “indissolubilmente” legate.

Pio Rapagnà – Comitato promotore

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