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Raccolta firme sulla Farmacia scomparsa di Cappadocia, Lilli: «Ecco le prove dei fatti e non delle chiacchiere»

Cappadocia – Raccolta firme sulla Farmacia di Cappadocia. Vietato strumentalizzare politicamente una questione di così alta serietà per la cura e la tutela della salute della cittadinanza locale. Questa la logica che sta alla base della presa di posizione ferrea da parte di Lucilla Lilli, ex sindaco del Comune marsicano interessato e candidata alle prossime elezioni amministrative di giugno.

«La Farmacia di Cappadocia  – afferma – ha chiuso i battenti 4 mesi fa, lasciando molti utenti nello sconforto generale. Il disagio riscontrato di non avere una risposta immediata alle quotidiane esigenze di salute, espresse da parte di molti concittadini, mi ha spinto a sollecitare il Commissario prefettizio per una immediata risoluzione del problema. Il dispensario farmaceutico obbligatorio attivato dalla Regione Abruzzo con la farmacia di Castellafiume, non è una risposta adeguata alle nostre esigenze. Proprio per questo, per sollecitare, cioè, l’immediata riapertura della farmacia presso i locali comunali che sono tutt’ora a disposizione, nei giorni scorsi mi sono attivata presso l’Ordine  Provinciale dei Farmacisti e presso il Servizio Farmaceutico regionale», dice.

«Ho anche raccolto – continua – una cinquantina di firme di cittadini esasperati da questo disagio, le quali sono state, per giunta, depositate in Comune. Parallelamente, ho chiesto al Commissario Prefettizio di avviare gli atti necessari per risolvere al più presto la problematica, anche in vista della stagione turistica oramai alle porte. Oggi leggo sulla stampa, invece, che qualcuno si è rivolto al consigliere regionale Lorenzo Berardinetti per lo stesso problema. Mi sembra che si voglia cavalcare unicamente la protesta in maniera strumentale e prettamente politica. Non condivido il metodo: c’è un iter amministrativo da seguire e credo che un atto dovuto da parte della Regione non ci debba essere presentato come un “favore” della politica».

«Io mi ero mossa – conclude, infine, Lilli – come cittadino e nell’interesse prioritario dei cittadini; del mio impegno, di fatti, non avevo dato comunicazione alla stampa perché mia premura non è stata la campagna elettorale. Visti i fatti, però, ho ritenuto necessario scrivere queste precisazioni in una nota. Se il consigliere Berardinetti vorrà interessarsi alla vicenda, io sono pronta a trasmettergli tutte le richieste che ho già inoltrato agli uffici competenti».

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