Italia

Quirinale: Renzi punta a chiudere i conti sabato

Il Pd proporrà un solo nome da candidare al Quirinale. Niente terne ma una proposta secca, per non dare agli altri la possibilità di decidere. E chi non è d’accordo lo dica prima. Matteo Renzi illustra prima all’assemblea dei deputati Pd (ma Pier Luigi Bersani non si fa vedere) e poi a quella dei senatori il metodo per arrivare ad indicare, senza amare sorprese e laceranti divisioni, il successore di Giorgio Napolitano. Il percorso immaginato prevede che i 460 grandi elettori del Pd votino scheda bianca alle prime tre votazioni. Quella decisiva per eleggere il capo dello Stato sarà quella di sabato mattina, ossia la quarta, quando il quorum da raggiungere sarà più basso (505 voti su 1.009) rispetto alle prime tre votazioni. Ma il nome arriverà «prima di sabato», assicura il vicesegretario Lorenzo Guerini. «I nomi dei candidati alla presidenza della Repubblica non li facciamo perché poi decidano altri» spiega Renzi, che prova a rassicurare i suoi parlamentari e prevede che con l’elezione del nuovo capo dello Stato non si ripeterà la figuraccia del 2013. «Oggi abbiamo un’occasione di riscatto e nessuno ha il diritto di veto» scandisce il premier, per il quale il voto che formalmente si aprirà giovedì prossimo non può rappresentare l’occasione per un regolamento dei conti interno al Pd.

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