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Questioni di cuore e mancanza di fegato…

Aggiornamento sofferto per il nostro editoriale che ha temporeggiato un po’ in questa settimana, nella speranza di poter dare qualche buona notizia. Ovviamente non parliamo di cronaca bensì del mondo del lavoro.

O forse, sarebbe meglio dire, del mondo della disoccupazione, perché la nostra zona ormai somiglia sempre più ad un deserto. Freddo ma pur sempre un deserto.

Una al giorno; a tanto ammontano le ferali novelle che ci giungono dalle varie realtà produttive locali.

E la mia teoria, che esternai per iscritto nella mia precedente vita giornalistica, rimane purtroppo sempre valida. In vero mi pesa ripeterla, per almeno due buone ragioni. In primis per un fatto di originalità del testo e in secundis perché può sembrare sadismo, il mio. E’ tutto un discorso di tempismo, comunque; quando vi scrivo, gli operai dell’ex Pittini (ed ex Maccaferri) sono già saliti sul tetto della fabbrica per cominciare la loro occupazione.

Eppure, ormai da anni, quando esce una notizia, le cose sono già abbondantemente decise e, oserei dire, definitive; il classico ragionamento del recinto che viene chiuso quando i buoi sono già lontani chilometri. Peraltro, in fatto di tutele, la situazione in Italia è, a dir poco, precipitata; erano poche, ora sono quasi nulle.

E in più le aziende per sopravvivere cercano mille sotterfugi. Ascoltavo, proprio oggi, un’intervista ad un lavoratore ex Pittini che suonava come un’accusa sì, però vagamente da libro Cuore. La proprietà si è data alla macchia e con quale faccia si guarda allo specchio alla sera? Suonava più o meno così il senso, e questo pensiero non può che trovarmi concorde ma va detta anche un’altra cosa; il capitale non ha mai avuto cuore, neanche ai tempi belli, figuriamoci adesso!

Chi dirige, ha il portafoglio nella parte sinistra del petto, e solo quello, e questa non è una novità, ma quello che manca in più adesso è il cervello, e anche un po’ di fegato. Lo Stato imprenditore (alias, vacca da mungere) ormai è allo stremo e i fondi europei che sono lì, a disposizione, non possono essere usati perché…

Mancano progetti! Incredibile ma vero; chi dirige, ha come unica idea, andare a fine mese per prelevare il lauto stipendio. E se i conti non tornano, molto più comodo rivolgersi altrove; in lidi  cui trovare manodopera che fa più rima con schiavitù che con tutela. Oppure in zone con ben altre infrastrutture e argomenti più convincenti di un treno che va a 50km all’ora (quando va bene…) o un politico che non affronta tali argomenti perché ha cose più importanti da fare in ambito regionale.

E quindi, come se ne esce dall’oggi al domani? E’ quasi impossibile riuscirci; forse ci toccherà riciclarci con gli stipendi made in China. O forse quelli sono già i nostri stipendi…

Per chi ce li ha…

VALE

Luca DJ Di Giampietro

1 Comment

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  1. Alessandro Frezzini

    3 dicembre 2013 at 18:56

    bello il sorriso e lo sfondo!!….finalmente !!!!!

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