Connect with us

Meteo

Qual è l’origine della nebbia nella Marsica?

Pubblicato

on

La formazione delle nebbie è particolarmente tipica della presenza di aree di alta pressione, seppur esse possano manifestarsi anche in alta montagna, durante il passaggio di una perturbazione, le cosiddette nebbie frontali. Tuttavia, ripeto, il fenomeno atmosferico della nebbia è più frequente in presenza di un robusto anticiclone. Quando l’alta pressione, nella nostra ipotesi circolatoria, il cosiddetto Anticiclone delle Azzorre, si stira verso gran parte del comparto europeo, interessando non solo il nostro stivale, ma anche la Gran Bretagna, la città di Londra viene dominata da una fitta nebbia, detta nebbia di irraggiamento. Si tratta di una tipicità del sistema climatico della città londinese ed è più frequente durante l’alta pressione, che impedisce al Ciclone d’Islanda di interessare gran parte del Regno Unito.

La scarsa dinamicità dell’aria permessa dall’anticiclone, permette maggiore irraggiamento, ossia il suolo cede il suo calore e si raffredda, assorbe calore dalla superficie più a contatto con l’aria, generando inversione termica: ossia un cambio del profilo verticale della prima fetta della Troposfera, ove le temperature sono più basse al suolo, mentre risultano più alte in montagna, anche a causa della nebbia, che consente all’aria di rimanere fredda e umida negli strati più bassi. La nebbia londinese, può essere prodotta e agevolata anche dall’inquinamento, poiché la presenza di un elevato aerosol nell’aria, favorisce la formazione di nuclei di condensazione; in poche parole, più l’aria è sporca e più c’è una concentrazione di nebbia maggiore. La Subsidenza, inoltre, è un altro meccanismo che non consente il rimescolamento dell’aria verso l’alto e, tanto sarà forte l’anticiclone, più quest’ultima sarà elevata, generando una decisa compressione dell’aria negli strati soprastanti e un accumulo di nebbia verso i bassi strati, perché i moti discendenti dell’alta pressione, fungono da azione schiacciante, intrappolando la nebbia e lo smog, negli strati più adiacenti al suolo.

Come potete notare nell’immagine sottostante, nelle zone montuose della nostra penisola, la nebbia è più frequente ad alta quota se si tratta di nebbia frontale, mentre è molto presente nei bassi strati, ossia nelle vallate e nelle conche, in caso di un anticiclone ben stazionario, quale l’Anticiclone delle Azzorre. Il fenomeno atmosferico si verifica maggiormente durante l’Autunno e l’Inverno, quando lo stesso Equinozio e lo stesso Solstizio, consentono minori ore di luce e un’insolazione più debole, nonché il precedente transito di un sistema perturbato, è un altro fattore che favorisce un importante raffreddamento dei pendii delle montagne. A causa della scarsa dinamicità dell’atmosfera interessata, l’aria fredda delle pendici, essendo più pesante, tende a scendere a valle, facendo sì che l’aria più mite presente al suolo salga verso l’alto, innescando l’inversione termica fino ad una determinata quota. Si crea dunque l’evaporazione e la condensazione del vapore acqueo in minutissime goccioline, la cosiddetta nebbia, la quale, come detto, tende ad intrappolare lo smog, diversamente se ci fosse stata alta dinamicità dell’aria e dunque una bassa pressione, con un incremento della risalita d’aria più umida verso l’alto e un dissolvimento delle nebbie.

Riccardo Cicchetti

 

Foto di copertina: Blue Planet Heart – Maurizio Gloria

Meteo

Marsica sotto zero nella notte, meno 3 gradi a Marsia e Pescasseroli

Pubblicato

on

Marsica – Marsica sotto zero nella notte con le temperature minime che hanno toccatoo zero o sono scese al di sotto in alcune località. Grazie all’attenuazione dei venti le stazioni meteo di Aq Caput Frigoris hanno registrato minime particolarmente basse su tutto l’Abruzzo, con L’Aquila che è scesa a -1,6°C, mentre sull’Altopiano delle cinque miglia la temperatura è crollata a -7,6°C, come se fossimo già in pieno inverno.

Queste le temperature più basse registrate nella Marsica: Marsia -3,3°C, Pescasseroli -3,1°C, Tagliacozzo (piccola svizzera) -1,9°C, Luco #dei #Marsi 0°C, Carsoli (Valle Tufo) +0,4°C e Avezzano +2,1°C.

Continua a leggere

Abruzzo

Intensa perturbazione in transito sull’Abruzzo? Tornerà il caldo?

Pubblicato

on

Meteo. Una perturbazione di matrice nord-atlantica attraverserà le regioni del Nord Italia nella giornata di lunedì 25, interessando in particolare modo il versante adriatico, per poi dirigersi verso il resto d’Italia (Centro-Sud), coadiuvata da una zona di bassa pressione presente sulle Isole Britanniche che sospingerà le fresche correnti atlantiche fino al cuore del Mediterraneo, spazzando via temporaneamente il caldo nord-africano. Sulla nostra regione Abruzzo il fronte freddo arriverà tra lunedì e martedì, quando darà luogo, in quest’ultimo giorno, a rovesci anche a carattere temporalesco e localmente intensi, sia nelle ore mattutine che pomeridiane, nell’interno e lungo la costa adriatica, seguiti da un brusco crollo delle temperature; una fase instabile che durerà fino a giovedì. Anche se successivamente ci sarà una nuova impennata delle temperature, visto il grave periodo siccitoso che stiamo vivendo, è importante specificare quanto, questo peggioramento, possa essere meno breve e accompagnato da un calo termico piuttosto considerevole, nonché ne potrebbero scaturire iniziali ed imponenti nubi cumulonembi a causa soprattutto della tanta energia termica in loco, esse associate a temporali anche violenti e grandinigeni.

I moti ascensionali interni alle nubi cumulonembi o temporalesche provocano un ingrossamento delle precipitazioni che si caricano potenzialmente di elettricità (cariche negative e positive), cosicché vengono scaricate grandi quantità di energia attraverso fulminazioni pericolose per persone e cose (saette) accompagnate da fragori improvvisi se a brevi distanze dalla caduta del fulmine. In questi casi, bisogna rimanere nell’abitacolo dell’automobile chiudendo i finestrini e non toccare la radio, accucciarsi, non mettersi sotto gli alberi, allontanarsi dagli oggetti appuntiti, restare in casa e staccare le spine degli apparecchi elettronici, chiudere le finestre delle proprie abitazioni, non avvicinarsi a conduttori elettrici quali metalli, tubature o condutture etc…, non attraversare i sottopassi a rischio allagamento e rispettare l’apposito semaforo di segnalazione. Ecco a voi una serie di consigli da rispolverarvi in caso di scariche elettriche e di nubifragi lampo (flash flood).

Grazie per la cortese attenzione.

Riccardo Cicchetti

Continua a leggere

Abruzzo

Marsica: dopo giorni di siccità, allerta temporali di calore nelle ore più calde del giorno…

Pubblicato

on

Meteo. L’impulso d’aria fresca e instabile che ha interessato il versante orientale e le regioni settentrionali dello stivale, ci abbandonerà nella giornata di venerdì, lasciando spazio a un rinforzo di un’area di alta pressione di matrice Subtropicale che darà luogo a un deciso miglioramento del tempo, caratterizzato da ampie schiarite e da un rialzo delle temperature massime. Le fresche e instabili correnti settentrionali porteranno ancora instabilità anche nelle nostre aree interne, rappresentata da acquazzoni isolati nella giornata di sabato, mentre splenderà il Sole nella giornata di domenica e le temperature subiranno un momentaneo calo. Tuttavia, anche nella giornata di venerdì, il tempo sarà ancora contrassegnato dai temporali di calore nel pomeriggio, soprattutto lungo il versante adriatico dell’Appennino centrale.

Grazie per l’attenzione.

Riccardo Cicchetti

Continua a leggere

Abruzzo

Estate meteorologica: ci aspettano fasi molto calde e brevi periodi di instabilità pomeridiana?

Pubblicato

on

Meteo approfondimento. Tra questo fine settimana e la settimana che viene, si aprirà un periodo estivo all’insegna del caldo eccessivo e di durature fasi di stabilità, attraverso le estensioni dell’Anticiclone nord-africano, figura barica di natura termica, la quale, quest’anno, potrebbe dare luogo a numerose ondate di calore dalle latitudini Subtropicali. A darci un ulteriore preavviso è uno dei fattori che preannuncia il rinforzo della Cella di Hadley, di cui fa parte la cintura di alte pressioni di matrice Subtropicale. Esso è indicato dalle temperature superficiali delle acque del Golfo di Guinea in Africa occidentale. Secondo le frequenti osservazioni si è arrivati a confermare che, in presenza di acque così calde, la figura anticiclonica nota come “Anticiclone africano”, il cosiddetto promontorio in quota afro-mediterraneo, possa provocare un notevole apporto di calore, ossia temperature estive al di sopra della norma su gran parte dell’Europa occidentale e del Mediterraneo e dunque anche sul nostro stivale. Di conseguenza quando sopraggiungerà la classica instabilità pomeridiana caratterizzata dallo scoppio dei cosiddetti temporali di calore, quest’anno dovuta alle infiltrazioni d’aria fresca e instabile dall’Europa centro-orientale, i moti convettivi avranno a disposizione molta più energia termica presente in loco, e non solo. I mari, essendo l’acqua dotata di capacità termica, assorbiranno tale calore, rilasciandolo successivamente o progressivamente sotto forma di “energia termica”, ossia nei mesi autunnali, ponendo le basi per i fenomeni atmosferici più violenti (quali piogge torrenziali e siccità), il cui secondo fattore scatenante è El Niño (riscaldamento anomalo del Pacifico sud-orientale) che, combinato con il riscaldamento globale, riesce ad avere importanti ripercussioni anche per quanto concerne le nostre stagioni. Un insieme di cause riconducibili alle frequenti ondate di calore che purtroppo avvengono sempre in misura maggiore rispetto alla norma, annunciando caldo e bel tempo, ma anche repentini fenomeni atmosferici estremi quali nubifragi o alluvioni, nonché Tornado nelle aree soggette.

Grazie per la cortese attenzione.

Riccardo Cicchetti

Continua a leggere

Abruzzo

Meteo: nubi sparse e rovesci di pioggia in Abruzzo. Dalla metà delle settimana, tornerà il bel tempo?

Pubblicato

on

Meteo. Le giornate di lunedì e di martedì saranno caratterizzate da un’alternanza tra Sole e nubi sulle regioni centrali, queste ultime nuvole successivamente associate a rovesci di pioggia anche a carattere temporalesco. Sulle regioni del Nord, invece, insisteranno condizioni di forte instabilità, mentre dominerà il bel tempo su buona parte del Sud Italia, fatta eccezione dell’entroterra. Tra mercoledì e giovedì, invece, l’Anticiclone nord-africano si estenderà sulla nostra penisola, dando luogo a una prima ondata di caldo estivo su gran parte dello stivale e in particolare sulle regioni del Centro-Sud. La circolazione d’aria più fresca e instabile, dunque, si attenuerà solo da metà settimana, quando tornerà a predominare il bel tempo.

Grazie per la cortese attenzione.

Riccardo Cicchetti

Continua a leggere

Abruzzo

Abruzzo: ancora piovaschi pomeridiani nelle prossime ore? Che tempo farà nel fine settimana?

Pubblicato

on

Meteo. Ancora un po’ di instabilità sui nostri rilievi appenninici, ove si sta verificando qualche isolato rovescio o acquazzone, a causa delle infiltrazioni fresche atlantiche. Il tempo è migliore sulla Marsica, ossia sul settore centro-occidentale, anche qui le nubi cumuliformi a ridosso dei rilievi potrebbero dare luogo a qualche sporadico fenomeno. Già dalla sera ci sarà un netto miglioramento del tempo, nonostante nelle ore più calde della giornata di domani, mercoledì 31, ultimo giorno di questa stagione meteorologica (Primavera), ancora potremmo avere lo sviluppo di nubi a ridosso delle montagne, ma senza fenomeni significativi. Nel fine settimana, questi episodi di instabilità si presenteranno di nuovo, proponendo lo sviluppo di sporadici temporali di calore, in particolare nelle ore più calde del giorno, per via di aria fresca in quota che si insedierà dalle aree balcaniche.

Nella webcam di Avezzano centro, una termica è divenuta un cumulo congesto sviluppatosi grazie a una locale bassa pressione sulla cima del Velino, potrebbe evolvere in un cumulonembo complice di qualche isolato piovasco.

Fonte immagine: Associazione Meteorologica Caput Frigoris.

Vi ringrazio per la cortese attenzione.

Riccardo Cicchetti

Continua a leggere

Abruzzo

Meteo-Clima: la fotografia dell’Etna e l’eruzione del Tambora. Come gli eventi naturali influenzano il tempo atmosferico.

Pubblicato

on

Salve e bentrovati all’aggiornamento della rubrica di approfondimento di Meteorologia e di Climatologia.

Risulta quasi impossibile non rifarsi gli occhi dinanzi alla straordinarietà di madre natura. La fotografia, scattata da Nunzio Santisi, rappresenta la spettacolare eruzione vulcanica dell’Etna avvenuta poc’anzi in Sicilia; un po’ di curiosità in merito: negli ultimi articoli di approfondimento di Meteorologia, abbiamo più volte detto quanto, tali esplosioni vulcaniche, se particolarmente intense come ad esempio l’eruzione del Vulcano Tambora che avvenne il 17-18 Giugno 1815, rivestano una fondamentale rilevanza sia dal punto di vista meteorologico che climatologico, perché, le ceneri più leggere di un Vulcano, possono rimanere intrappolate nella media atmosfera, ossia nella Stratosfera e, viaggiando con i venti delle alte quote, possono anche essere trasportate altrove.

Un esempio ben noto, perché sicuramente molto più intenso dell’eruzione dell’Etna, fu per l’appunto l’eruzione vulcanica del Tambora che, alla fine del primo decennio dell’Ottocento, portò alla formazione di un vasto strato di ceneri nella stratosfera terrestre, che non fece adeguatamente attraversare la radiazione solare, innescando delle immediate conseguenze a tutta la circolazione atmosferica del nostro emisfero. In particolare, in Europa, si registrò un anno senza Estate e gli Inverni risultarono particolarmente rigidi. Le Estati caratterizzate da irruzioni d’aria fredda polare e da continui apporti temporaleschi, si narra che siano state fonte di ispirazione per la scrittura del romanzo Horror di Frankenstein, scritto da Mary Shelley, che colse l’occasione per strutturare una scenografia inquietante e per raccontare, in senso fantascientifico, le incredibili scariche elettriche dei continui temporali che interessarono le Estati degli anni 1816-17, in cui, proprio per i fattori appena illustrati, si verificò una PEG (Piccola Era Glaciale). L’eruzione vulcanica del 1815, si afferma sia stata riconducibile alla sconfitta che Napoleone Bonaparte ebbe nella Battaglia di Waterloo, nell’attuale Belgio, a causa delle forti e insistenti piogge, in grado di rendere fangoso e impercorribile il terreno. In effetti, l’evento vulcanico fu talmente intenso e catastrofico che sprigionò una vasta nube di ceneri che si espanse velocemente fino a raggiungere anche il continente europeo, dove l’Estate iniziò piovosa e fredda e seguirono “un anno senza Estate” e Inverni rigidissimi. Proprio mediante l’offuscamento solare indotto dalle ceneri vulcaniche immesse e trasportate dai venti ad alta quota, le incessanti piogge bloccarono l’esercito napoleonico, rendendo difficoltosi i combattimenti stile ottocentesco.

Vi ringrazio per la cortese attenzione.

Riccardo Cicchetti

Continua a leggere

In Evidenza

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com