Sanità

Punti nascita, che confusione!

I direttori generali delle Asl dovranno presentare il 2 aprile il cronoprogramma delle iniziative propedeutiche alla chiusura dei punti nascita di Ortona, Penne, Atri e Sulmona, decretata dal commissario ad acta Luciano D’Alfonso e dal sub commissario Giuseppe Zuccatelli sulla base dei criteri definiti dalle linee guida nazionali (parti/anno e bacino di utenza). La data è stata decisa ieri al termine di un incontro tra l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, i direttori dei dipartimenti materno-infantile, la direzione dell’assessorato, l’Agenzia sanitaria regionale (Asr) e la speciale commissione tecnica che ha monitorato l’attività dei 12 punti nascita della regione. Intanto la politica è entrata in fibrillazione per l’intervista del sub commissario Zuccatelli. Nell’intervista il presidente dell’Agenas (l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) ha difeso la scelta «tutta tecnica» della chiusura delle quattro maternità («si fa esclusivamente per la sicurezza della partoriente e del neonato»), invitando la politica a fare un passo indietro su questo tema «per il bene della comunità». Dura la reazione del Movimento 5 Stelle, in prima linea con Forza Italia nella protesta contro il decreto commissariale. Il consigliere regionale del M5S Domenico Pettinari ha chiesto le dimissioni del subcommissario: «Zuccatelli parla di decisione tecnica già presa e quindi irrevocabile, ma la sua è una posizione inaccettabile. Non spetta a un tecnico decidere come va organizzata la sanità sui territori, perché si tratta di una prerogativa che lo Stato ha delegato alle Regioni». Per i forzisti Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri il motivo della sicurezza non regge perché applicandola rigorosamente «si salverebbero solo tre ospedali (Chieti, Pescara e L’Aquila) che hanno la Tin, la terapia intensiva neonatale, gli altri nosocomi (Teramo, Lanciano, Vasto, Avezzano ecc…)», si chiedono i due consiglieri, «quindi andrebbero chiusi? La realtà non è quella descritta dal sub commissario». La replica non si fa attendere. Zuccatelli liquida innanzitutto le argomentazioni di Pettinari, invitandolo a studiarsi la legge: «Nelle Regioni commissariate, come la Regione Abruzzo, per le leggi di riferimento specifico al commissariamento stesso, il compito di decidere in materia di sanità spetta esclusivamente alla struttura commissariale». Quindi «nè la giunta, nè il Consiglio regionale possono assumere decisioni in materia sanitaria. La cosa è talmente evidente che ogni volta che in passato ciò è accaduto il governo e la Corte costituzionale sono intervenuti per eliminare le norme sanitarie approvate». A Febbo e Sospiri Zuccatelli spiega che «la sicurezza dei punti nascita non è solo legata alla presenza della Terapia Intensiva Neonatale (Tin), ma dipende anche dai servizi pediatrici adeguati presenti negli altri cinque punti nascita ancora in essere». Inoltre, aggiunge il subcommissario «come ho avuto modo di sostenere, si dovrebbero adeguare, là dove necessario, anche le otto strutture individuate come “punti nascita” per far sì che possano accettare le richieste complessive delle gravidanze abruzzesi». Infine sull’accusa lanciata dai forzisti per cui «distruggere è più facile che lavorare per migliorare l’esistente», Zuccatelli replica sottolineando il suo ruolo tecnico: «Non è mia intenzione distruggere proprio nulla, anzi, chi mi conosce, l’ex presidente Chiodi mi conosce molto bene, sa che sono sempre stato “per costruire” e trovare soluzioni, indipendentemente dal governo in carica, sia esso di centrodestra che di centrosinistra».

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