Italia

Province, protestano i 19 mila a rischio

Il presidente dell’Unione delle province parla di «una situazione gravissima». E si moltiplicano sedi occupate, cortei, striscioni. Incertezza è la parola chiave. E le proteste non si placano nemmeno con le rassicurazioni del sottosegretario agli affari generali, Gianclaudio Bressa e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio: «Il personale delle province non rimarrà per strada ma verrà assorbito tramite blocco di tutte le assunzioni in tutte le amministrazioni dello Stato e affini». Il ministro Madia ha comunicato via Twitter un incontro per martedì alle 13. E in serata è arrivata l’indicazione del maxiemendamento: per due anni i dipendenti manterranno il posto di lavoro e scatterà il ricollocamento in altre amministrazioni, prioritariamente negli uffici giudiziari, e solo dal 2017 per chi non avrà trovato nuovo posto con la “mobilità interna” scatteranno le procedure di mobilità, con l’’0% dello stipendio. Sono 19.339 in tutto, su un totale di 43.498, gli esuberi legati alla riorganizzazione del passaggio delle funzioni. Il presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, commenta il clima di incertezza: «Nei territori la situazione è critica. Gestire così l’attuazione della riforma delle Province e delle Città metropolitane è davvero impossibile». E il clima di proteste lo conferma.

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