Lavoro

Prospettive di una timida ripresa nel 2015. Nel 2014 restano le difficoltà

“Il 2015 può rappresentare per l’Abruzzo l’anno di una timida ripresa, ma solo se la Regione sarà capace di intercettare i segnali di crescita e sostenerli”.
Così ha aperto questa mattina la conferenza stampa della CISL AbruzzoMolise il Prof. Giuseppe MAURO, Ordinario di Politica Economica della Università D’Annunzio di Pescara-Chieti. Durante l’incontro è stato presentato uno studio della situazione economica ed occupazionale dell’Abruzzo accompagnato da una serie di proposte della CISL per il rilancio dello sviluppo regionale.
Chiude in positivo l’anagrafe delle imprese industriali nel terzo trimestre del 2014, registrando un saldo attivo pari a 487 unità e un tasso di crescita (+0,33%), superiore alla media nazionale. Invece, mentre le imprese artigiane, in base ai dati forniti dall’analisi sulla natalità e mortalità delle imprese, diffusa da Unioncamere sulla base di Movimprese, hanno fatto registrare un saldo e un tasso di crescita ancora negativo.
Nei primi nove mesi del 2014, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, l’Abruzzo registra una crescita dell’export (+4,4%). L’aumento delle esportazioni contribuisce a consolidare una timida inversione di tendenza dell’andamento economico regionale. Un 2015 con un lieve crescita dell’economia, ma senza prospettive significative sul versante occupazionale.
Nel terzo trimestre 2014 rallenta la diminuzione del numero di occupati (- 0,6%, pari a 3.000 unità in meno). Il tasso di occupazione degli abruzzesi tra i 15 e 64 anni segnala un lieve aumento dello 0,1% passando dal 53,1% nel terzo trimestre 2013 al 53,2% nel 2014. Secondo i dati dell’Istat a livello settoriale, nell’agricoltura e nell’industria si registra un aumento della forza lavoro, rispettivamente del 35,0% e del 2,1%. Invece, per il terzo trimestre scende, in modo ancora più marcato, l’occupazione nel settore terziario e dei servizi (-15,5%, pari a – 14.000 unità). Il tasso di disoccupazione degli abruzzesi ha toccato quasi il 13%, quasi 1 punte percentuale in più rispetto al III trimestre 2013. I disoccupati, oggi, sono in aumento del 9,4% passando dai 64 mila del secondo quadrimestre 2013 ai 70 mila dei primi nove mesi del 2014. In compenso dobbiamo segnalare che il numero delle persone inattive diminuisce rispetto al III trimestre dell’anno precedente del 2,6%. Il tasso di inattività, pari al 38,87%, si abbassa quasi di un punto percentuale rispetto al 2013 e all’inverso il tasso di attività invece incrementa.
In questa situazione resta insostituibile il ruolo degli ammortizzatori sociali, che comunque garantiscono un reddito minimo a chi ha perso, definitivamente o temporaneamente, il posto di lavoro. Sono 66 mila i cittadini abruzzesi che hanno potuto contare, nei primi 6 mesi di quest’anno, su di un trattamento di cassa integrazione o disoccupazione. Secondo i dati dell’INPS le ore autorizzate di Cig sono in diminuzione. Un lieve incremento delle richieste interessa solo gli interventi di cig straordinaria (13,65%), mentre gli interventi in deroga registrano una diminuzione, ma il dato è sottostimato, a causa dei ritardi nei pagamenti delle indennità, fermi al primo trimestre dello scorso anno.
“In Abruzzo dall’analisi emerge che favoriti dalle esportazioni il settore industriale è quello che regge di più sia in termini economici che occupazionali a differenza di quello dei servizi e del commercio che continua a perdere forza lavoro. Nella nostra regione registriamo, nonostante il saldo positivo della bilancia commerciale con l’estero, un calo molto forte della domanda interna. L’attività produttiva soffre del crollo dei consumi e degli investimenti, – chiarisce Giuseppe Mauro.”
“Per garantire una crescita all’Abruzzo è necessario poter utilizzare bene le risorse disponibili, – dichiara Maurizio Spina, Segretario Generale CISL. Risorse che si contraggono a causa di un bilancio regionale che non ha fondi sufficienti per il sociale e lo sviluppo, in presenza di una costante riduzione dei trasferimenti statali, dell’incognita del deficit di 457 milioni da ammortizzare, e di una contrazione degli stessi Fondi europei e nazionali disponibili per la nuova programmazione 2014-2020. Le risorse disponibili devono essere pertanto utilizzati per garantire risultati certi sulla crescita del lavoro e degli investimenti, a partire da quelle comunitarie, che sono in scadenza nel 2015, riferita alla programmazione 2007/2013 ed è importante avviare i bandi delle risorse comunitarie della nuovi fondi strutturali 2014-2020”.
“Per l’Abruzzo sono indispensabili nuove risorse, che possono essere intercettate ma il sistema imprese e la stessa Regione devono avere capacità di protagonismo, di costruzione di alleanze e di alta progettualità. Abbiamo bisogno di risorse aggiuntive anche per finanziare la Macroregione Adriatico-Ionica ed entrare nella rete trasportistica europea (TEN-T) Corridoio V (Kiev-Sarajevo-Ploče)-Pescara Civitavecchia, – continua SPINA.”
“Sulle politiche di sviluppo è importante che la Giunta rivisitare la legge 40 a partire dal potenziamento delle reti d’impresa e del ruolo del Polo per l’internazionalizzazione, completare l’apparato infrastrutturale, sbloccare i lavori pubblici e garantire la continuità al finanziamento per la ricostruzione di L’Aquila – illustra SPINA.
“La Regione deve seguire la strada delle riforme con maggiore coraggio e decisione, per recuperare risorse e crescere in efficienza. Valutiamo positivamente la costituzione della Società Unica dei Trasporti Regionale, la riorganizzazione e riduzione dei dipartimenti e l’avvio della semplificazione amministrativa, ma tante sono ancora quelle le riforme da fare: il riordino delle ex provincie, l’unione dei comuni, la nuova Legge sul Welfare, la riforma della Fira, la Federazione delle Università, il ciclo integrato dell’acqua, quello dei rifiuti, la riduzione delle direzione dei servizi e la loro riorganizzazione, il piano socio-sanitario e l’uscita dal commissariamento etc. Un processo di cambiamento, quello Abruzzese, che trova ancora diffidenze e difese corporative, che minano il futuro, – dichiara il Segretario della CISL”.
“ Creiamo le condizioni possibili perché il 2015 possa essere un anno di inversione di tendenza e mettiamo in gioco le nostre capacità di impegno. Per questo rinnoviamo l’invito al Presidente D’Alfonso di avviare un tavolo di consultazione permanente delle Parti Sociali per confrontarci insieme sulle misure per affrontare e risolvere le grandi emergenze, i grandi e piccoli problemi che abbiamo davanti – conclude il Segretario Maurizio Spina”.

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