Altri articoli

Proseguono gli appuntamenti al Talia per la rassegna “Itinerari dell’arcobaleno”

Proseguono gli appuntamenti per gli alunni al Teatro Talia di Tagliacozzo per la rassegna “Itinerari dell’arcobaleno”  26a edizione, la rassegna più longeva nei comuni della Marsica, dedicata ai bambini e agli adolescenti.

Il programma si realizza in concerto con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Tagliacozzo e in collaborazione con l’Istituto Scolastico “A. Argoli”.

orario spettacoli 10,30

 

Il 20  febbraio 2014 il TEATRO DEI COLORI presenta COLORI, IMMAGINARE L’IMMAGINE, un classico del teatro di immagine,  per il progetto “arte teatro scienza” , da KLEE, KANDINSKY, ALBERS, MONDRIAN, MUNARI…

Il 21 febbraio 2014 il  TEATRO ZETA presenta IL CASO   DORIAN GRAY da Oscar Wilde.

Schede

COLORI, IMMAGINARE L’IMMAGINE

Con: Gabriele Ciaccia, Valentina Ciaccia, Monica Di Bernardo, Roberto Santavicca. Collaborazioni: Mauro Lambardi, Mario Serchia                                   Produzione: Gabriella Montuori

Un punto di luce bianca diventa tanti punti colorati, la luce disegna linee che giocano, si moltiplicano, ruotano. Nascono forme bianche e nere, poi mani colorate si incontrano, scherzano, seguono la musica, nascono forme giocose gialle, rosse, blu, viola, verdi, arancio. Poi dal grande cerchio bianco nascono quadrati, cerchi, rombi, triangoli, rettangoli di ogni colore, ed ogni forma diventa altre forme: grandi, piccole, lunghe. Ma le forme colorate sono anche personaggi dei giochi e della natura, un viso nasce dai colori le sue espressioni sono gli stati d’animo, le immagini delle stagioni nascono da un arcobaleno, tutti i colori delle luce.

Riprende il ciclo dedicato al colore, principio della ricerca della Compagnia con lo spettacolo che ne ha segnato le origini e la storia. “Colori” è lo spettacolo come  pura visione, racconto di storie e di atmosfere, di tempi e di stagioni, di natura e di geometrie, di contrasti e di accostamenti, di accordi, di pitture, di stati d’animo. E’ la poesia dell’evocazione di immagini dalla “semplicità” delle basi geometriche e dalla “scomposizione” primaria dei colori nella luce, nel racconto della loro “composizione”. E’ l’informazione sulla funzione di un linguaggio iconico come da manipolare, modificare, modulare, costruire. E’ la conoscenza di un mondo che ci è complice, anche ad occhi chiusi, quando le immagini le immaginiamo.  Lo spettacolo è realizzato mediante le tecniche proprie del teatro d’immagine, con i particolari accorgimenti tecnici del teatro “nero”.

La struttura di questo lavoro, che privilegia il momento “visione”, è basato sull’utilizzo appropriato e misurato della “luce”, creando nello spazio scenico delle profondità virtuali in relazione ai “campi” di illuminazione. Inoltre con un particolare ed attento utilizzo dei “tipi” di illuminazione (luce positiva, luce nera, proiezioni) si possono evidenziare gli effetti derivati dai nuovi e moderni colori con composizioni chimiche differenziate (colori fluorescenti, luminescenti, neon, rifrangenti). Questo perché lo studio e l’educazione all’immagine, non può prescindere dall’analisi e dalla conoscenza delle tecniche, fondamenta dei linguaggi. Di particolare importanza è il riferimento agli studi compiuti, nel campo delle arti visive.

Nel ricordare Klee, Kandinsky, Albers, Arnheim, Mondrian, gli esperimenti dell’Arte Cinetica, Munari ecc. l’augurio che questo “Colori” possa essere d’aiuto a chi nel mondo della scuola, spera con passione verso quel rinnovamento veicolato dell’immaginazione, dalla libertà e dalla fantasia. Nello spettacolo, gli attori sono servi di scena, sono vestiti di nero, la lampada nera valorizza, come piano di illuminazione, solo le sagome luminescenti che gli attori – manovratori muovono, esprimendosi nelle azioni compiute nello spazio e nel “colore”.

 

IL CASO   DORIAN GRAY

Con Manuele Morgese Drammaturgia Giuseppe Manfridi,  regia Pino Micol

Tre personaggi e una sola storia che, per ragioni diverse, riguarda ciascuno di essi. Henry, Basil e Dorian. Sofisticato e fatuo come un vero dandy, il primo; morboso e solitario, il secondo; vanitoso e perfido il terzo, Dorian Gray, che nel romanzo di Wilde assurge a protagonista assoluto. In questa reinvenzione drammaturgica dell’opera, invece, il suo ruolo si equipara a quello degli altri due in uno smontaggio della trama narrativa ripensata nei termini di un’indagine processuale. Al centro dell’inchiesta, un mistero dall’intreccio tanto articolato da non essere noto, nella sua interezza, a nessuno dei tre. Henry, Basil e Dorian si avvicenderanno, così, in una serie di deposizioni corrispondenti ad altrettante visioni dei fatti. A tre punti di vista che, congiunti, offriranno allo spettatore la chiave di questo formidabile enigma, teatralmente concepito come una virtuosistica partitura per attore solista. L’incalzare del ritmo, sempre più marcato nel passare da un movimento all’altro, è tale da far maturare una suspense imprevista, e le atmosfere gotiche in cui matura la vicenda finiranno ben presto con l’assumere i connotati di un noir senza precedenti.

Giuseppe Manfridi

L’eterna bellezza, la giovinezza dalla pelle liscia conservata per sempre, il corpo esentato dagli insulti del tempo; le brutture destinate a tutti gli uomini indistintamente, trasferite in un quadro, unica vittima dell’infernale clessidra. Sogno faustiano di impossibile realizzazione e per questo almeno per una volta, concepito e vagheggiato da chiunque, appunto come sogno. E se succedesse? Quali terrori, quali compromessi estremi, quali baratri di incubi senza risveglio? Difficile raccontare l’impossibile; il genio di Wilde tenta di raccontare i diabolici eventi; Manfridi impavido cerca di andare oltre e di scavare nell’anima dei protagonisti dell’evento inimmaginabile; Manuele ed io tentiamo di esorcizzare le paure legate all’evento spaventoso giocando a riproporlo in teatro, unico luogo in grado di reggere l’impossibile, unico luogo in cui un attore, impasto di realtà e sogno diventa uno e tre personaggi confrontandoli, diventando ora l’uno ora l’altro, senza aver paura di presentare la verità di ognuno come la verità assoluta; sempre e comunque in bilico fra lucidità e follia.

Pino Micol

Le attività si svolgono con il contributo di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali,  Regione Abruzzo,  Provincia di L’Aquila, Comune di Tagliacozzo

 

Informazioni:

Associazione Teatro dei Colori Onlus, Via dei Gerani, 45 – 67051 Avezzano (Aq)  Tel. 0863.411900 – 347.3360029    www.teatrodeicolori.it   e-mail: info@teatrodeicolori.it

 

 

Click per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

To Top