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Progetto Toto A24-A25, Legambiente e WWF: “Cade il grande bluff”

“Adducendo motivi di sicurezza e ambientali, la Toto Holding Spa voleva realizzare la rettifica di due tratti di A24 e A25 per complessivi 30 chilometri, 55 gallerie e un investimento di oltre 6 miliardi di euro, chiedendo per questo un allungamento della concessione di 45 anni e l’aumento delle tariffe. Un progetto da noi più volte dichiarato inutile, costoso e dannoso per l’Abruzzo che oggi, dopo l’intervento di Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, si certifica definitivamente come incoerente e inadeguato alle finalità dichiarate”. E’ quanto dichiarato in una nota dalle associazioni Legambiente e WWF.

Secondo il governo sono invece necessari interventi per garantire l’adeguamento e la messa in sicurezza dell’attuale tracciato così com’è, compresi i viadotti, per un importo di un miliardo e 200 milioni. L’esecutivo si impegna, inoltre, ad attivarsi per evitare un ulteriore incremento delle tariffe autostradali. “Cade il grande bluff – dichiarano Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo e Luciano Di Tizio, delegato WWF Abruzzo – che avrebbe compromesso il nostro territorio e stravolto  gioielli ambientali unici in Europa, coinvolgendo il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco regionale del Sirente-Velino, la Riserva del Monte Genzana e la Riserva delle Gole di San Venanzio e la riserva Sorgenti del Pescara con grave rischio anche per le falde dell’acqua potabile. Un progetto che rischiava di compromettere pesantemente il futuro e la vocazione dell’intero territorio legato anche alle produzioni agroalimentari di qualità e ad un turismo attento ai valori paesaggistici, ambientali e culturali”.

Lo stesso consiglio regionale nella scorsa seduta ha approvato un documento, a prima firma del Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale Mario Mazzocca, dove rimarca che le proposte avanzate da Strada dei Parchi s.p.a. alla Regione per la modifica del tracciato non appaiono né coerenti né convincenti e quindi non in grado di cogliere le finalità imposte dalla legge (comma 183 dell’articolo 1 della Legge 228/2012). Con la conclusione che un adeguamento sismico delle autostrade abruzzesi dunque non può passare per le varianti così proposte. L’alternativa che il Consiglio Regionale si garantisce con questo documento è il nuovo tracciato ferroviario che velocizzi la vetusta linea Roma-Pescara, puntando al completamento del raddoppio della linea Adriatica, all’elettrificazione della Sulmona-L’Aquila e della Avezzano-Roccasecca ed organizzazione delle strutture Rfi, cominciando dal trasporto regionale.

“Ci auguriamo – concludono le associazioni – che si rimettano finalmente al centro i cittadini ed il territorio e si tenga alto il significato vero delle infrastrutture di un paese che sono la ricchezza di tutti. Bene sistemare la rete stradale esistente, a cominciare dalla viabilità interna oggi ridotta in condizioni penose in conseguenza del depotenziamento delle province, e migliorare il servizio passeggeri sulle ferrovie. Puntiamo anche con forza su come gestire in modo intelligente il traffico, favorire i mezzi pubblici, progettare e configurare diversamente la mobilità, in modo da ridurre l’impatto ambientale e creare nuove economie di mercato legate alla green economy”.

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