Abruzzo

Progetto Smart City a L’Aquila, dov’è la verità…

L’Aquila deve fare ancora i conti con le macerie e le difficoltà di una ricostruzione che è partita da delle basi inesistenti, su tantissimi campi, senza inciampare nel rischio concreto degli egoismi e dell’avidità, molto spesso smascherata, ma sempre a caro prezzo per i cittadini, che sono quelli che alla fine devono sempre pagare il conto. Tutti aspetti che appannano l’ottimismo con il quale è stato annunciato il progetto smart city, con conseguente ricca assegnazione degli appositi fondi Ue.

Da una parte ci sono gli assessori dell’attuale giunta, capeggiati in particolare dall’ottimismo dell’assessore Elisabetta Leone, che ha voluto sottolineare il fatto che come città L’Aquila non presenta una vera e propria “agenda digitale”, e “il motivo è riconducibile al fatto che il terremoto di cinque anni e mezzo fa ha creato seri problemi all’intero circuito delle linee di trasmissione dei dati”. Insomma con il dramma che ancora mostra le sue profonde cicatrici in modo sfacciato sui vari ambiti, la questione della priorità di fornire la libertà di scelta sui servizi di comunicazione, con o senza linea fissa, connettività a banda larga e maggiore scelta anche per l’uso dei servizi in “mobile” (scopri di più su http://www.apprendistatoprovinciaroma.it/adsl-senza-telefono-fisso/) è inevitabilmente passata in secondo piano.

Tuttavia essere una città “smart” significa essere una città migliore che garantisce ai suoi cittadini una qualità di vita migliore a costi più contenuti. Da qui l’idea di aderire, dicono dalla parte della maggioranza, all’avviso “MeetYoungCities: Social innovation e partecipazione per i giovani Comuni italiani”, con l’iniziativa “Si – SpazioIdee”. Dall’altra parte parte l’opposizione che accusa il comune di pensare ad aspetti secondari, mentre un budget di 125 mila euro potrebbe servire per ben altre urgenze.

Tuttavia risponde in modo indiretto Moroni, sottolineando che si tratta di una iniziativa atta a “reperire finanziamenti per opere di innovazione necessarie per il Comune dell’Aquila, nell’ambito della ricostruzione sociale del territorio”. La questione è semplice: la ricostruzione va fatta, ma è inutile rifare tutto il percorso da capo, seguendo delle scorciatoie che solo la tecnologia e la digitalizzazione possono offrire. Ora non resterà che vedere se effettivamente gli stanziamenti ottenuti rientreranno nella casistica di quelle situazioni per cui sono arrivati, a beneficio perciò di tutti.

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