Cronaca e Giudiziaria

Presunta falsa invalidità totale, nuova perizia per anziano

Avezzano. Disposta una nuova perizia per Guglielmo Mascitelli, l’anziano marsicano coinvolto nell’inchiesta “Tutti per Uno” con la figlia, Tiziana Mascitelli, impiegata all’Agenzia delle Entrate, e il suocero, Arnaldo Aratari, figura chiave nella stessa inchiesta. L’uomo era stato indagato per la simulazione di uno stato psico-fisico fortemente compromesso, al fine di ottenere indebitamente dall’INPS i benefici economici spettanti agli invalidi totali.

La nuova perizia è stata disposta dal Gup Marianna Minotti in quanto la Procura ha contestato il risultato di quella effettuata precedentemente. Gli avvocati di Mascitelli, Dario Visconti e Antonio Valentini, hanno chiesto il giudizio immediato, rigettando le accuse a carico del loro assistito che sarebbe “realmente affetto da gravi patologie” accertate, stando ai Legali, dalle perizie che “hanno dato pienamente ragione alla tesi difensiva dopo l’incidente probatorio”.

Il procedimento giudiziario è stato oggetto di diverse consulenze tecniche; come emerso dagli atti, Arnaldo Aratari avrebbe anche tentato di avvicinare i due CTU che si sono avvicendati nel processo. Lo stesso Aratari e la moglie Tiziana Mascitelli, prima di una visita medico legale ordinata dal GIP, avrebbero sospeso la somministrazione delle medicine all’anziano indagato con lo scopo di alterare il giudizio del medico, con i rischi del caso, ed impartito allo stesso Guglielmo Mascitelli indicazioni su come fingere, dinanzi al medico legale, di non capire le domande eventualmente poste, di tremare e di non rispondere, al fine di simulare uno stato psico-fisico fortemente compromesso. Tra le varie patologie lamentate, un gravissimo stato di demenza senile, incontinenza, problemi cardiaci mai documentati.

La realtà emersa dalle intercettazioni aveva descritto un Guglielmo Mascitelli, seppur avanti con gli anni, in buono stato di salute tal da essere perfettamente autonomo e in grado non solo di ragionare ma anche di assolvere a tutte le esigenze della vita quotidiana. I filmati prodotti dalla Guardia di Finanza di Avezzano mostravano Mascitelli anche alla guida di un mezzo di locomozione elettrico mentre girava autonomamente per le strade del paese. L’attività investigativa era stata condotta attraverso l’analisi di documentazione sanitaria, pedinamenti e riprese fotografiche, poi costituenti il fascicolo rimesso al procuratore Roberto Savelli. La magistratura, sulla scorta dell’informativa, aveva disposto il sequestro di beni all’indagato e l’immediato blocco della pensione di invalidità.

L’indagine aveva rappresentato lo scoperchiamento del “Vaso di Pandora” che ha poi condotto, attraverso l’inchiesta “Tutti per Uno”, alla scoperta di un fiorente commercio di false certificazioni utilizzate fraudolentemente per diversi scopi. Proprio nel corso degli approfondimenti relativi alla vicenda che vede protagonista Guglielmo Mascitelli, risalente a due anni fa, erano state rilevate in capo ad Arnaldo Aratari condotte ricorrenti, un “sistema” che nel corso delle indagini, realizzate dagli investigatori anche attraverso riprese audio-video, intercettazioni telefoniche e ambientali, si era andato delineando in modo chiaro e, per tanti aspetti, sconcertante; da una chiamata partita involontariamente dal cellulare di Aratari i finanzieri erano stati messi sulle tracce di altri indagati ed erano giunti poi a ricostruire il quadro probatorio che ha portato all’arresto di Arnaldo Aratari, del dottor Angelo Gallese, responsabile del centro Igiene mentale ad Avezzano per la ASl1, e di Orlando Morelli, pregiudicato avezzanese di origine rom, e agli arresti domiciliari di altri sette, tra cui Tiziana Mascitelli.

Nel nucleo familiare Mascitelli-Aratari i presunti falsi invalidi, in realtà, sarebbero due: lo stesso Arnaldo Aratari, pensionato dal 2007 con dispensa assoluta dal precedente lavoro di insegnante, è indagato per presunta percezione indebita della pensione ed ha subito un ingente blocco dei beni. Secondo indiscrezioni, le attività della Guardia di Finanza starebbero proseguendo su altri elementi altrettanto rilevanti, su cui gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo.

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