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Presentazione del calendario storico e dell’agenda 2017 dell’Arma dei Carabinieri

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Nella mattinata, presso l’Aula Magna della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, alla presenza del Ministro della Difesa Roberta Pinotti, del Capo di Stato Maggiore della Difesa Claudio Graziano e del Comandante Generale dell’Arma Tullio del Sette, si è svolta la cerimonia di presentazione del Calendario Storico 2017 dell’Arma dei Carabinieri.

Le tavole del Calendario, ideate e realizzate sotto la direzione artistica di Silvia di Paolo, sono state presentate al pubblico insieme, ai temi della nuova edizione dell’Agenda, dal conduttore televisivo Massimo Giletti.

Il Calendario, divenuto ormai un oggetto di culto, ha raggiunto  una tiratura di 1.300.000 copie, di cui quasi 10.000 in altre lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco e arabo), indice sia dell’affetto di cui gode la Benemerita, sia del valore dei suoi contenuti, che ne fanno un prodotto editoriale apprezzato, ambito e presente nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro, a testimonianza del fatto che “in ogni famiglia c’è un Carabiniere”.

Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949 il Calendario tornò a vivere nel 1950 e da allora è stato puntuale interprete, con le sue tavole, delle vicende dei Carabinieri e della stessa Storia d’Italia.

La pubblicazione ha una rilevanza particolare per la famiglia dell’Arma, costituendo motivo di coesione attorno a un oggetto semplice eppure significativo, poiché ispirato ai valori nei quali si riconosce ogni carabiniere, da un capo all’altro d’Italia.

Il tema del Calendario 2017 è incentrato sui “Simboli dell’Arma”, che sono la rappresentazione visiva dell’essenza dell’Istituzione. Essi si susseguono nelle tavole mostrandoci i diversi stili con cui l’arte grafica si è evoluta nel tempo, a partire dall’anno di fondazione dei Carabinieri, il 1814.

L’Agenda 2017, in un formato moderno e funzionale e con l’inserto dedicato alla “Musica nell’Arma”, ci presenta un dettagliato excursus storico sui complessi musicali dell’Arma, dalla mitica Banda alle varie Fanfare.

Ne hanno parlato sul palco, con Giletti, il critico d’arte Philippe Louis Daverio, il grafico Armando Milani e il Direttore – Sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Michele Dall’Ongaro.

La mattinata è iniziata con la proiezione di un primo video di presentazione del Calendario, seguito da un secondo contributo dedicato alla prefazione scritta dall’artista e filosofo  Gillo Dorfles che, non potendo intervenire di persona, ha voluto portare così il proprio saluto agli intervenuti.

Massimo Giletti ha quindi aperto la discussione coinvolgendo Philippe Louis Daverio, Silvia Di Paolo e Armando Milani in un commento a più voci riguardo alle tavole del calendario.

L’evento è andato avanti con la proiezione di due videoclip, il primo sull’Agenda e il secondo sul testo introduttivo firmato da Sir Antonio Pappano, Direttore Musicale dell’Accademia di Santa Cecilia.

Giletti ha poi invitato Michele Dall’Ongaro a illustrare i contenuti dell’agenda.

Al termine il Comandante Generale Tullio Del Sette ha rivolto il proprio saluto alle autorità e agli ospiti presenti e ha parlato delle opere presentate.

Egli ha dapprima evidenziato il rinnovamento “estetico e funzionale” della nuova agenda, con uno “stile moderno, attento alle innovazioni tecnologiche”, per la prima volta  disponibile anche in lingua inglese.

È poi passato a descrivere il calendario, che anche quest’anno è “…frutto di una accurata e innovativa ricerca estetica su aspetti culturali che uniscono l’attenzione alla Storia dell’Arte ai segni distintivi e alla storia dell’Arma”, sottolineando il richiamo “ai valori morali che da sempre sostengono e contraddistinguono la sua opera al servizio delle nostre comunità, di ogni cittadino e specie di chi ha più bisogno. Valori che devono essere perpetuati e riaffermati nel tempo perché costituiscono la base morale di un modo di sentire fondante e insopprimibile, che fa dell’Arma una forza coesa, affidabile ed efficiente”, un’istituzione “…moderna e dinamica, protesa al futuro che guarda con giustificato ottimismo e rinnovato vigore”.

Contenuti multimediali relativi alla presentazione disponibili al seguente link:

https://1drv.ms/f/s!AsgRFkNkOlWwj35gi5hGIRmSzvbf

 

Il filo conduttore che lega i mesi dell’anno è costituito dal tema “I simboli dell’Arma”.

Dalla Prefazione al Calendario del Comandante Generale Tullio Del Sette.

I simboli sono rappresentazioni estetiche dell’essenza; essi colgono in profondità meglio il cuore delle cose. E’ dunque ai propri simboli che l’Arma dedica l’edizione 2017 del Calendario Storico, presentandoli attraverso i diversi stili con i quali l’arte grafica si è manifestata nel tempo, a partire dal 1814, anno di nostra Fondazione. La grafica, la più diffusa e comune delle espressioni visive, fatta di linee e colori definiti e chiari quanto attenti ai cambiamenti della società, è parsa strumento artistico idoneo a rappresentare il modo di essere Carabiniere, cittadino e soldato della legge, vocato alla prossimità e al servizio di ciascuno e di tutti, sempre interprete del suo tempo, con il cuore e la mente al futuro.

I due Carabinieri in copertina, inseriti nell’aura rossoblu dell’Arma, l’uno con l’uniforme bisecolare e l’altro con quella attuale, ambedue espressione di presenza attiva, vicina e amica, garanzia di sicurezza e tangibile segno di fedeltà, vegliano alla tutela della nostra gente e dei nostri agglomerati urbani. Nel classico carattere “Bodoni” di inizio ‘800, è l’abbreviazione “CC” della parola “Carabinieri” che, sul suggerimento del grafico Armando Milani, apre il percorso artistico: l’una racchiude al suo interno il contributo dell’ultracentenario, raffinato intellettuale e artista, Gillo Dorfles, che ringrazio per l’affettuosa vicinanza e la profondità del pensiero, e il giudizio critico, dotto, arguto e avvincente, di Philippe Daverio, anche quest’anno prestigioso collaboratore del nostro progetto culturale e artistico insieme alla bravissima Silvia Di Paolo; l’altra contiene la mia presentazione. Quindi la sequenza delle tavole mensili, tutte sviluppate con lo stesso criterio: a destra la tavola che riprende il simbolo dell’Arma prescelto e, a sinistra, nella stessa grafica, la pagina correlata contenente notizie storiche sul simbolo e sul segno d’arte che lo raffigura.

La tavola di Gennaio non poteva che essere dedicata alla Carabina, dalla quale l’Arma prende il nome, realizzata in una grafica ottocentesca; fa da scenario la città di Torino dove i Carabinieri sono nati con le Regie Patenti del 13 luglio 1814. In quella di Febbraio, nello stile Vittoriano, per noi Umbertino, tipico della seconda metà dell’800, campeggia, altero e maestoso, l’Elmo dei Corazzieri con, sullo sfondo, la Firenze capitale d’Italia che, nel 1868, li tenne a battesimo. A Marzo è l’Art Nouveau, raffinata espressione artistica e culturale di fine ‘800, a rievocare, con le sue forme sinuose ed eleganti, la Daga del Carabiniere. Per Aprile, il tratto sobrio e raffinato del Wiener Werkstätte, in voga ai primi del ‘900 in una Vienna cuore pulsante della cultura europea, esalta l’Alamaro dei nostri colletti. Il Futurismo, pressoché coevo e più italiano, fa da cornice, nel mese di Maggio, alla Bandoliera e alla inscindibile Giberna, segni inconfondibili del Carabiniere in servizio. La Banda Rossa dei pantaloni, ulteriore arcinoto e antichissimo nostro segno, viene proposta nel mese di Giugno nello stile Bauhaus degli anni ’20 del secolo scorso, in uno scenario originalissimo ed evocativo.

Nella doppia pagina centrale la Fiamma, con un segno grafico contemporaneo, è proposta in una elaborazione geometrica nitidissima, cristallina come l’Arma; essa filtra la luce chiara e intensa della passione e della dedizione del Carabiniere, trasformandola nei colori della Bandiera, a testimonianza del quotidiano e generoso impegno per l’Italia e gli Italiani.

La narrazione prosegue nei mesi di Luglio e Agosto con due elementi uniformologici: il Pennacchio rosso-blu della Grande Uniforme Speciale, a simboleggiare con i suoi colori il coraggio e la fedeltà, e il Mantello, foderato di saglia rossa; immagini dell’Arma tra passato, presente e futuro. A rappresentarli, rispettivamente, gli stili Art Déco e Razionalista, espressioni della grafica degli anni ‘30 e ’40 del ‘900. Le rotonde forme dell’Optical Art degli anni ‘60 disegnano, per Settembre, la Lucerna, emblematico copricapo del Carabiniere dalle origini. La tavola in stile Hippie degli anni ’70 del mese di Ottobre è dedicata al Basco: le sue diverse colorazioni richiamano i reparti che lo indossano, dal blu tradizionale, al rosso dei Cacciatori, all’amaranto dei Paracadutisti, al nero della Linea Mobile, al celeste dei Carabinieri delle missioni ONU e al verde di quelli Forestali. La Saetta e il numero di emergenza 112, espressioni visive del nostro Pronto Intervento, vengono illustrati nell’inconfondibile stile Pop degli anni ’80 nella tavola di Novembre; sono segni di efficienza che, rapidi e incisivi, si dirigono verso l’abitato per garantirne la sicurezza. La grafica contemporanea del mese di Dicembre propone il polso di un Carabiniere il cui orologio ci rivela cos’è l’Arma: l’insieme armonico, di tutti i suoi Carabinieri – richiamati dai gradi in cerchio della pagina a fianco – che animano, compatti, le sue componenti, evidenziate cronologicamente dai Simboli che le contraddistinguono, dall’ultrabicentenaria Territoriale, alla nuova Forestale. Esse, come perfetti ingranaggi di un organismo performante e vibrante, con la loro efficacia, autonoma e sinergica, rendono l’Arma così attenta, efficiente e utile e le consentono di guardare al futuro con ben riposta fiducia. Nella tavola finale, sublimata dalla pagina a fianco che rende il tradizionale, doveroso omaggio alle decorazioni concesse alla nostra Bandiera e ai nostri Eroi, si ribadisce, con una tecnica affatto moderna e avveniristica, l’imprescindibile valenza dell’elemento umano che, per il Carabiniere, viene prima di ogni altro, professionale e tecnico. In carattere “Helvetica”, il più diffuso al mondo, le parole Etica alla base e, quindi, Onore, Integrità, Rispetto, Competenza, Impegno, Efficienza, Coesione, Serenità, Tradizione, Fedeltà e, infine, Fede, attraverso gli elementi orizzontali delle “E” che li accomunano, costituiscono i pioli di quella scala di virtù e qualità, ideata ancora da Milani, che conducono alla Fiamma dell’inconfondibile Berretto rigido nero, che le racchiude tutte: faro che illumina lo sguardo, l’orizzonte, il pensiero e l’azione, come dev’essere fuoco che scalda il cuore, del Carabiniere. Traspare il volto, assorto, impegnato e sereno, dello stesso giovane commilitone che in copertina, si affianca a quello più anziano, ispirato dagli stessi valori”.

Agenda dell’Arma 2017

L’Agenda dell’Arma dei Carabinieri 2017 si rinnova e si aggiorna nel trentottesimo anno della sua pubblicazione (risale infatti al 1979 la prima edizione).

Cambia il formato. Cambia la copertina nelle dimensioni, nel colore e nella grafica con la Fiamma; la costola si tinge di rosso.

Il “diario è su base settimanale, con possibilità di rinvio a un‘ampia parte destinata alle note.

Le informazioni sui Comandi dei Carabinieri e sui reclutamenti sono rese fruibili attraverso codici QR, leggibili con smartphone e tablet che rimandano alle pagine del sito www.carabinieri.it e dei social network istituzionali.

Altri codici QR consentono l’accesso ad altre notizie sull’Arma, sulla sua storia e sui periodici: il nuovo “Notiziario Storico” e i tradizionali “Il Carabiniere” e “Rassegna dell’Arma”.

Si arricchisce la rubrica sulle date importanti dell’Arma.

Viene riproposto l’ampio inserto storico, introdotto come novità lo scorso anno con le cronache sul centenario della Grande Guerra e il settantennale della liberazione. Quest’anno è dedicato alla Musica nell’Arma e rendo omaggio alla Banda musicale e alle Fanfare dei carabinieri. E’ un dettagliato excursus sulla storia dei complessi musicali dell’Arma, impreziosito da curiosità e tante immagini, per lo più inedite, curato dal Gen. B. Claudio Domizi e dal Maestro Ten. Col. Massimo Martinelli.

Brani scelti del loro vastissimo repertorio potranno essere ascoltati ricorrendo all’ulteriore codice QR che apre la sezione.

A introdurre il testo monografico, gli autorevoli interventi di due straordinari esponenti del panorama musicale internazionale: il Compositore Michele Dall’Ongaro, Presidente – Sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e Sir Antonio Pappano, Direttore d’orchestra di impegni e di fama mondiali, Direttore Musicale della stessa prestigiosa Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

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Due volte all’ospedale dell’Aquila per una risonanza urgente, odissea di una marsicana

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Avezzano – Una donna marsicana è stata costretta a recarsi presso l’ospedale San Salvatore dell’Aquila per una risonanza urgente al ginocchio. La denuncia arriva da Augusto Di Bastiano de Il Centro Giuridico del Cittadino. “Una donna, che lamenta forti dolori ad un ginocchio, il medico le prescrive una risonanza urgente. La donna si reca per due giorni consecutivi presso il CUP di Avezzano nella speranza di poter fare l’esame in zona, suo malgrado si trova costretta a scegliere l’ospedale di L’Aquila. 50 km. Sembra facile. Basta aggiungere al già esoso costo del ticket (47 euro) quello dell’autobus. Questo se ce ne fossero in orari adeguati. Ma la storia del sistema trasporti  è nota, per cui bisogna aggiungere anche costi di benzina, autostrada e – siccome siamo educati -almeno un caffè per l‘accompagnatore – dichiara Di Bastiano – Nel noscomio aquilano  tutto procede per il meglio, se non fosse che alla richiesta di ritiro del referto le viene risposto che potrà ritirarlo solo qualche giorno dopo presso lo sportello dello stesso ospedale”. Ci sarebbe anche la possibilità di riceverlo per posta al costo aggiuntivo di 7 euro, ma solo dopo un mese, mentre il servizio di consulto dell’esame in via telematica non è attivo seppur si tratti della stessa Asl. Alla donna non resta che tornare per la seconda volta per il ritiro del referto. “Solo per ritirare un foglio di carta con CD – aggiunge Di Bastiano – deve ripetere il suo viaggio di 50 km, pagare di nuovo autostrada benzina e caffè all’accompagnatore, oppure risparmiare sulla spesa del trasporto usando un autobus e, per una commissione di 5 minuti impiegare più o meno mezza giornata fra andata e ritorno. A conti fatti, non sarebbe stato meglio utilizzare una struttura privata? Si spende la stessa cifra ma si risparmia molto, ma molto tempo. E quando la richiesta di esame è urgente il tempo non è denaro, è vita. È forse questo l’intento? Spingere l’utente verso la sanità privata?”
A questo punto le domande diventano tante: “Perché non organizzare un servizio di corriere interno che colleghi presidi ospedalieri dell’ ASL 1 AQ dando modo all’utente di ritirare il referto presso lo sportello più vicino? Perché, optando per l’invio tramite posta,  bisogna attendere un mese(pagando 7.00 €). Perché i nostri presidi ospedalieri non possono trasmettere telematicamente il referto di un esame obiettivo direttamente al paziente? Perché non lo possono trasmettere, saggiamente, al medico che l’ha prescritto, visto che,  tutti i medici dovrebbero interagire  con i sistemi telematici? In ultimo, perché non si riesce a garantire un esame obiettivo urgente?”.

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Marsica, isola felice o terra di smaltimenti illeciti? Oggi la conferenza a Massa d’Albe

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Marsica – É in programma per oggi pomeriggio la conferenza a tema: ”Marsica, isola felice o terra di smaltimenti illeciti?”, con la partecipazione di Angelo Venti, direttore della testata Site.it e Claudio Abruzzo, organizzata dal Comitato in difesa del territorio Equo. L’appuntamento è alle 17.00, nella sala consiliare del Comune di Massa d’Albe.

 

 

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Lfoundry. Sindacati, volano gli stracci

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Marsica – “Con riferimento alla dichiarazione rilasciata al giornale IL CENTRO dal sig. Antonello Tangredi della FIM-CISL e confortata dal commento del sig. Michele Paliani della UILM-UIL, i sottoscritti De Sanctis Elvira e Fegatelli Alfredoe Fegatelli Alfredo in nome e per conto della FIOM-CGIL smentiscono categoricamente che da parte della suddetta O.S. vi sia stata qualsivoglia richiesta di differimento o di annullamento dell’incontro fissato al MISE. Le affermazioni dei rappresentanti delle altre OO.SS, per scopi poco chiari, mirano unicamente a creare ulteriori incertezze e disagi fra i lavoratori e gettano consapevolmente discredito sulla nostra Organizzazione che, sia nelle assemblee svolte con i lavoratori che attraverso i propri comunicati, ha sempre sostenuto la necessità di un incontro al MISE per capire la reale situazione di Lfoundry”. Non “le manda a dire” la FIOM CGIL finita nel mirino delle omologhe Rappresentanze relativamente alla delicata fase in cui si trova Lfoundry, e minaccia azioni legali.

“Non aver firmato il Contratto di Solidarietà di ben 18 mesi che prevede una dichiarazione di esuberi senza che sia stata illustrata da parte dell’azienda una chiara strategia industriale, è un’ulteriore prova che la scrivente senza un confronto presso il MISE e senza un miglioramento dell’accordo non ha inteso firmare tale strumento.

Peraltro, tale accordo, pur non essendo da noi condiviso, come prevede la legge ha la sua validità anche senza la firma della nostra Organizzazione. Rimane il fatto dell’assunzione di responsabilità nel bene e nel male dei firmatari di detto accordo che non prevede percorsi di uscita dal CDS attraverso l’indicazione di strategie industriali da parte dell’azienda, strategie che devono essere discusse presso il MISE.

Ricordiamo che nella vertenza del 2013, prima si sono svolti gli incontri al MISE e una volta chiara la strategia aziendale, la stessa è stata accompagnata dai Contratti di Solidarietà fortemente voluti dalla nostra O.S. davanti allo scetticismo di molti.

Infine, come largamente pubblicato dai mezzi d’informazione la FIOM-CGIL della Provincia di L’Aquila si è immediatamente attivata per conoscere le ragioni dell’annullamento dell’incontro attraverso una richiesta formale e ufficiale al Ministero dello Sviluppo Economico.

L’intento meramente diffamatorio dei sigg.ri Tangredi e Paliani sarà valutato dai nostri legali per procedere con le opportune azioni a difesa nella nostra Organizzazione Sindacale”.

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Villavallelonga ricorda don Gaetano Tantalo a 71 anni dalla morte

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Villavallelonga – Villavallelonga ricorda don Gaetano Tantalo (1905-1947) in occasione del 71° anniversario della morte. Una solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo dei Marsi Pietro Santoro, si terrà domenica 11 novembre alle 15, presso la parrocchia dei Santi Lucio e Nicola di Villavallelonga.

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Piana del Cavaliere isolata, sindaci: pendolari disperati, qui non arrivano più turisti

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Piana del Cavaliere – Il servizio di trasporto pubblico della Piana del Cavaliere è carente e non soddisfa le esigenze degli utenti. La denuncia arriva da Fernando Marzoli, sindaco di Rocca di Botte, e Antonio Paraninfi, primo cittadino di Oricola. Ma a subire i disservizi legati al trasporto pubblico sarebbero anche i comuni di Carsoli e Pereto. I sindaci parlano di una zona, quella della Piana del Cavaliere, mal collegata non solo verso Avezzano, ma soprattutto con Roma.

“E’ con l’apertura dell’autostrada e l’inaugurazione del casello di Carsoli che, negli anni ’80, nella Piana del Cavaliere si iniziò a palare del trasporto su gomma e di uno sbocco privilegiato verso Roma dichiara Marzolini a Mariscanews poiché il trasporto su rotaia della linea Roma-Pescara era, e continua ad essere, deficitario per la presenza di un solo binario con tutti i limiti e le problematiche note da tempo. Tuttavia – continua il primo cittadino di Rocca di Botte – anche per il trasporto su gomma si sono riscontrati subito dei problemi che, nonostante i numerosi incontri e le iniziative promosse nel tempo, non hanno avuto alcuna risoluzione e dunque nessun miglioramento nel servizio sia per quanto riguarda il numero limitato di corse che gli orari delle stesse”. Quella che i pendolari sono costretti ad affrontare ogni mattina è una vera e propria odissea, ci si sveglia all’alba per intraprendere un viaggio tanto lungo quanto dispendioso.
“In molti – racconta il sindaco – sono costretti ad andare in auto fino ad Arsoli, in località Maletta, per poter prendere un mezzo della Cotral e raggiungere Roma. Ora – sottolinea – a tutto ciò si aggiunge anche la recente vicenda dello spostamento del terminal capitolino da Tiburtina ad Anagnina, un cambiamento insignificante oltre che lesivo dell’attuale sistema di circolazione. Andrò a Tiburtina a far sentire la mia voce – tuona indignato Marzolini da sempre in prima linea nella battaglia per i disservizi legati al trasporto pubblico nella Piana del Cavaliere – Altri, invece, – continua – viaggiano con l’auto di gruppo per dividere il costo delle spese. Insomma raggiungere la capitale è dispendioso sia in termini di tempo che denaro. Il problema – aggiunge – non riguarda solo i pendolari, studenti o lavoratori, che hanno l’esigenza di raggiungere agevolmente Roma, ma coinvolge anche turisti e visitatori che da Roma arrivano, o meglio arrivavano, nella Piana del Cavaliere oggi scoraggiati, oltre che dal terremoto, anche dall’eccessivo costo del pedaggio autostradale e, in ultimo, dalle condizioni in cui versano i viadotti delle nostre infrastrutture. Il risultato è che da anni non ci sono più turisti che vengono verso la Piana del Cavaliere e la Marsica, i visitatori della domenica sono spariti e disertano anche quelli che qui hanno la seconda casa. L’Abruzzo sta morendo – conclude Fernando Marzolini.

Al sindaco di Rocca di Botte fa eco il primo cittadino di Oricola che a Marsicanews ha dichiarato :“il trasporto ferroviario è andato peggiorando con il conseguente aumento dei tempi di percorrenza sia per Roma che verso Avezzanomentre – aggiunge Antonio Paraninfiper il trasporto su gomma in tutta la Piana del Cavaliere non c’è un hub, quello più vicino si trova ad Asoli, nel Lazio, ed è servito da Cotral. Il servizio di trasporto pubblico abruzzese, gestito da Tua spa, è notevolmente carente – lamenta Paraninfi – gli orari delle poche corse a disposizione non sono per nulla adeguati all’utenza in quanto non riescono a soddisfare le reali esigenze dei pendolari che della Piana del Cavaliere devono quotidianamente raggiungere Roma o Avezzano. Le corse vanno incentivate e gli orari migliorati. I cittadini sono spesso costretti a spostarsi con l’auto, ma non tutti hanno questa preziosa possibilità”. fdm

 

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Marsica sotto zero: a Marsia toccati i meno 5,4 gradi, seconda solo a Piano Aremogna

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Marsia – La Marsica nella notte ha fatto registrare una delle temperature minime più basse di tutto l’Abruzzo. A Marsia, frazione di Tagliacozzo, alle alle 05:28  il termometro è sceso a -5,4°C. Seguita da Campo Felice -4,9°C, Piani di Pezza -4.6°, Altopiano delle Cinque Miglia -4,4°C e Rocca Di Mezzo -3.0°. 
Nella Marsica termometro sotto lo zero anche a Pescasseroli che il località Vallerchiara ha toccato i -2,3°C, Poggetello frazione di Tagliacozzo -1,2°C e Ovindoli -0.6°C.
La temperatura più bassa in assoluto è stata registrata a Roccaraso in località Piano Aremogna con – 6.9°C. Le temperature sono state registrate dalla rete meteo Aq Caput Frigoris.

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Attualità

Santuario di Monte Tranquillo, a Pescasseroli raccolta fondi per la ricostruzione del muro

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Pescasseroli – Domenica 11 novembre alle 18 in Piazza della Chiesa Don Andrea, parroco della Chiesa Santissimi Pietro e Paolo di Pescasseroli, con la collaborazione di tutte le associazioni dà appuntamento a tutti i cittadini per trascorrere un pomeriggio immersi tra caldarroste e bevande dopo la celebrazione della Santa Messa. Il ricavato della serata sarà devoluto in beneficenza alla parrocchia per la ricostruzione del muro del Santuario di Monte Tranquillo.

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