Cultura

Presentato a Capistrello il saggio di Salvatore Santangelo “Gerussia”

Capistrello – Platea attenta ed interessata quella che venerdì pomeriggio ha partecipato alla presentazione del saggio di Salvatore Santangelo “Gerussia” presso la sala conferenze dell’Hotel De Meis a Capistrello. L’evento promosso dall’associazione culturale l’Isola che non c’è & democrazia partecipativa, nell’ambito del Caffè letterario Itinerante, ha messo al centro del dibattito i rapporti tra Germania e Russia alla luce del mutevole quadro geopolitico che sta ridisegnando gli equilibri del mondo.

L’ampia esposizione dell’autore, aquilano, giornalista professionista, esperto di politica internazionale e di storia del Novecento, ha delineato i tratti di uno scenario che ha offerto al pubblico presente diversi spunti di riflessione. Gerussia è un’opera che prova ad immaginare un possibile futuro attraverso la lettura attenta del passato.

L’indagine di Santangelo è anche un ricco reportage bibliografico che mette in evidenza come le due grandi potenze economiche, che il passato ha visto su fronti opposti in ragione di interessi confliggenti fra loro, oggi sono invece protagoniste di un dialogo diretto non più mediato dalle istituzioni della UE.

Il dibattito, preceduto dal saluto della vice Sindaco Geltrude Scatena a nome di tutta l’amministrazione, è stato arricchito dagli interventi dei consiglieri regionali marsicani Maurizio Di Nicola, esponente della maggioranza che governa la Regione Abruzzo nelle fila di Centro Democratico, e Gianluca Ranieri, riferimento del Movimento Cinque Stelle in regione, attualmente all’opposizione.

Moderatore del confronto è stato Alfio Di Battista, in platea, fra gli altri, il Sindaco Francesco Ciciotti e gli assessori Angelo Stati e Antonella Silvestri.

La disamina di Gerussia è stata anche l’occasione per interrogarsi sull’importanza, nel quadro europeo, di asset strategici quali la logistica, l’energia, l’informazione, in un contesto industriale che si va rapidamente trasformando grazie alla digitalizzazione dei processi . I relatori sono stati tutti concordi nel giudicare l’Italia un paese che ha accumulato un notevole ritardo rispetto ai suoi competitor.

Contrastanti invece le opinioni circa l’attribuzione delle responsabilità per le precarie condizioni in cui versa il paese. Qualche riserva è emersa dalla platea sulla capacità del paese di esprimere classi dirigenti all’altezza delle sfide da affrontare nei prossimi anni, e sul punto, non è mancata qualche scintilla a rendere più avvincente la discussione.

Il filo conduttore che ha caratterizzato l’evento, che si è protratto fino alle 20, è che questi temi, apparentemente così lontani dal nostro quotidiano, in realtà incidono molto concretamente sulle nostre vite e le influenzano più di quanto possiamo immaginare.

In questo mondo interconnesso ed estremamente complesso dove le reti consentono alla conoscenza di viaggiare ad altissima velocità, dove i sistemi logistici e le infrastrutture assumono sempre più una forte valenza strategica e dove la finanza apolide guarda con occhi corsari al mercato, spesso a danno di interi popoli, non possiamo continuare a comportarci ancora come se tutto ciò non ci riguardasse.

Commetteremmo un errore imperdonabile perché l’alternativa al necessario impegno che serve per capire la realtà che ci circonda sarebbe quella di subirne le conseguenze senza nemmeno aver avuto il tempo di afferrarne le ragioni.

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