Italia

Prescrizione, è scontro

Prescrizione e falso in bilancio, la maggioranza ritrova gli scogli intorno ai temi della giustizia, in esame al Senato e alla Camera. La nuova grana è scoppiata in commissione a Montecitorio che ieri ha licenziato il testo di riforma della prescrizione. Durata allungata della metà della pena secondo la nuova formulazione proposta dal governo, ma i due deputati di area popolare Buttiglione e Pagano puntano i piedi. Si arriva fino a 18 anni, troppi per i centristi mentre il ministro Orlando spiega che si tratta «di un intervento necessario, perché va salvaguardata una specificità dei termini di prescrizione per i reati di corruzione». Nella maggior parte dei casi, infatti, questi sono scoperti molto tempo dopo e dunque i tempi dei processi devono essere adeguati. All’annuncio dei centristi di un voto contrario, quando il provvedimento arriverà in aula (presumibilmente a metà marzo) replica il ministro Boschi convinta di allontanare le divisioni grazie a «un accordo molto vicino» con le altre componenti della maggioranza. «Ci saranno modifiche in aula» dice sicuro il viceministro Enrico Costa del Nuovo Centrodestra. La riforma della prescrizione si lega a doppio filo con il disegno di legge anticorruzione in discussione al Senato e che ieri ha subìto un nuovo stop: il nuovo calendario di Palazzo Madama ha fatto slittare l’esame in aula di due settimane ma restano le tensioni intorno al falso in bilancio e sull’aumento delle pene dei reati contro la pubblica amministrazione e della corruzione in atti giudiziari.

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