Abruzzo

Precari sanità, stop ai contratti. In 1200 sono in bilico

Come salvare dai tagli 1.200 dipendenti precari della Sanità pubblica e trasformare il loro rapporto di lavoro con un contratto a tempo indeterminato? Qual è il percorso da seguire per evitare altrimenti un collasso occupazionale in un settore sul quale l’Abruzzo fa leva per rialzare la china? E come si fa a salvaguardare comunque i servizi? Sono essenzialmente queste le domande alle quali l’assessore Silvio Paolucci intende al più presto trovare le risposte, con la collaborazione dei manager delle quattro Asl regionali, per evitare di farsi trovare impreparato dagli esperti del ministero nel prossimo appuntamento sulla situazione commissariale della Sanità. Già, perché dopo le Maternità (i Punti nascita negli ospedali) è arrivato il momento dei tagli al personale, o meglio delle risorse destinate al personale sanitario in possesso di un qualsiasi contratto flessibile (a tempo determinato, interinale, di collaborazione, di formazione) con le Asl. Medici e infermieri soprattutto, ma anche addetti alle pulizie, assistenti, amministrativi ecc. Circa 1.200 lavoratori, se si calcola che la punta massima è alla Asl di Lanciano-Vasto-Chieti con 450 contratti, seguita da quella di Sulmona-Avezzano-L’Aquila con 400, da Teramo (200) e da Pescara (meno di 200).

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