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Powercrop: M5S VS Di Pangrazio

“Non c’è bisogno che le Istituzioni coinvolte deliberino nuovamente la loro contrarietà alla costruzione di questo eco-mostro, basta pretendere, da parte della Regione Abruzzo e della Provincia, il ritiro formale della firma dall’accordo di riconversione sottoscritto”. E’ questa l’opinione del movimento 5 stelle  di Avezzano espressa dal portavoce, Giorgio Fedele, a margine di una riunione di sindaci che si è tenuta mercoledì scorso in municipio, nel corso della quale si è sottoscritto un documento contrario alla costruzione dell’impianto a biomasse di Borgo Incile. Questo documento, nel quale è allegato anche un dossier redatto da tecnici in merito alle eventuali criticità e alle difformità del progetto Powercrop, sarà presentato a Pescara, il 31 marzo prossimo alla conferenza dei servizi.

Secondo il M5S di Avezzano e secondo il loro rappresentante regionale Gianluca Ranieri, questo documento “è un atto che, dal punto di vista amministrativo, ha veramente poco di concreto a differenza della delibera del consiglio regionale (pubblicata in calce all’articolo), approvata all’unanimità, che impegnava concretamente il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, al ritiro della firma, cosa che ad oggi ancora non è stata fatta”. Dunque, secondo i pentastellati, l’atto sottoscritto dai sindaci marsicani, senza alcuna pressione nei confronti dei loro rappresentanti regionali, potrebbe essere “una beffa nei confronti dei cittadini”.

“Chiedere il semplice diniego delle autorizzazioni necessarie – specifica Fedele in una nota – non garantisce in alcun modo il blocco definitivo dell’inceneritore. Dunque – conclude il portavoce –  non ci spieghiamo il perché il sindaco di Avezzano continui a produrre lettere su lettere, prive di qualsiasi efficacia solutiva, quando sarebbe sufficiente fare pubblicamente pressione sul Presidente D’Alfonso, membro del suo stesso partito, e sul Presidente Di Pangrazio, membro dello stesso partito e della stessa famiglia”.

“Al di là delle considerazioni personali e degli schieramenti politici, – ha sostenuto in riunione il sindaco Di Pangrazio – abbiamo, grazie a tutti i sindaci, prodotto un corposo dossier che trasmetteremo alla Regione per ottenere il diniego al progetto”. Per concludere, efficacia o meno di questo atto, che avrà ragione di esistere solo in virtù di un risultato positivo per il Fucino, la cosa fondamentale resta la tutela di questo territorio composto prevalentemente da agricoltori ed imprenditori agricoli.

 

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