Abruzzo

Poste: Amato (Pd), ripensare chiusura uffici zone svantaggiate

“Ho gia’ inoltrato al ministro per lo Sviluppo economico un’interrogazione per chiedere di attivare procedure per garantire il rispetto dei disposti stabiliti dall’Autorita’ per il Garante delle Comunicazioni in ordine al ripensamento sulla chiusura degli uffici postali nelle aree svantaggiate”. Lo fa sapere Maria Amato parlamentare abruzzese del Pd. “Occorre conseguentemente favorire una concertazione tra la direzione di Poste Italiane Spa e le amministrazioni locali – spiega Amato – al fine di scongiurare la possibile chiusura degli uffici postali nei comuni piu’ piccoli del territorio nazionale, nonche’ come si intenda intervenire per evitare che decisioni unilaterali assunte da Poste Italiane Spa arrechino disagi ai cittadini – utenti che non vedono garantita l’effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualita’, nel rispetto dell’ accordo siglato fra le Poste Italiane Spa e lo Stato. Soprattutto e’ importante che si possa conoscere contenuto del protocollo visto che: Poste italiane Spa e’ una societa’ a capitale interamente pubblico che gestisce i servizi postali. Ne segue in una condizione di sostanziale monopolio e che garantisce l’espletamento del servizio universale sulla base di un contratto di programma siglato con lo Stato”. Secondo la deputata la societa’ deve garantire determinati obiettivi di qualita’, l’adeguatezza degli orari di apertura degli sportelli rispetto alle prestazioni richieste. Non dimentichiamo – prosegue – che Poste Italiane riceve significativi contributi da parte dello Stato nell’ambito della legge di stabilita’ per consentire agli uffici postali periferici di garantire l’erogazione dei servizi postali essenziali. Non possiamo quindi permettere che nell’ottica della razionalizzazione previsto dall’azienda, dal 13 di Aprile si proceda alla chiusura di 455 Uffici Postali e la riduzione degli orari di apertura in 608 uffici. D’altro canto – conclude la parlamentare – mi preme ricordare con apposita delibera l’Autority ha ritenuto opportuno inserire specifici divieti di chiusura di quegli uffici che servono gli utenti che abitano nelle zone remote del Paese (zone montane e centri periferici ) ritenendo prevalente l’esigenza di garantire la fruizione del servizio nelle zone disagiate anche a fronte di volumi di traffico molto bassi e di alti costi di esercizio”.

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