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Lavoro

Possibile riapertura parziale della Burgo, dopo la proposta al Mise c’è attesa per la risposta dei lavoratori


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Sì alla riattivazione temporanea e parziale del sito produttivo della Burgo, ma limitatamente al solo reparto allestimento per lo smaltimento della carta ancora in giacenza. Questa la proposta avanzata dall’azienda al tavolo convocato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, in un vertice che, come vi abbiamo comunicato ieri, ha sollevato polemiche e scoramento ancor prima ancora di iniziare.

Cominciata con un momento di riflessione e preghiera, l’ennesima lunga giornata dei lavoratori Burgo si avvia con la visita di S.E. Monsignor Santoro che, in mattinata, ha portato la sua solidarietà agli operai celebrando una messa davanti alla fabbrica. «A nome di tutta la diocesi esprimo partecipazione alla vostra sofferenza ed inquietudine» ha commentato il vescovo dicendosi pronto a seguire la causa dei lavoratori. «Cristo è dalla vostra parte come segno di speranza perché illumini i cuori di quanti sono responsabili e di quanti possono trovare soluzioni. Quella della Burgo è l’ultima pagina di una spoliazione della realtà produttiva marsicana che sta portando alla desertificazione. È una favola che la carta non abbia mercato, è chiaro che sotto c’è una strategia industriale e una logica di mercato che non vuole avere più impatto con questa terra. Questa situazione è inconcepibile, in quanto la chiusura dello stabilimento è appiattita sulla sola logica del mercato. Ci sono altri partner? Che sia, purché mantengano la forza lavoro attuale già defalcata in passato».

Prima della benedizione finale una doccia fredda arriva però dalla voce del sindaco Di Pangrazio. Data la concomitanza con un altro vertice presente nello stesso momento al Mise, quello della ThyssenKrupp, la Questura di Roma non ha autorizzato la partenza degli oltre 150 lavoratori previsti. Alla volta di Roma parte quindi solamente l’unico bus autorizzato, quello delle rappresentanti sindacali, dei sindaci e degli amministratori comunali marsicani che, scortati dalla polizia fino al Ministero, arrivano in sedici in Via Molise raggiunti in un secondo momento anche da alcuni lavoratori arrivati nella capitale con mezzi propri.

A partire dalle 16.00 si susseguono quasi tre ore di serrate trattative che, a differenza dello scorso vertice, vedono la presenza dell’amministratore delegato e del ministero nella persona dello stesso ministro Guidi la quale si intrattiene in un colloquio personale e privato con il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, che chiede ufficialmente a Mattei il riavvio degli impianti così come sostenuto dai sindacati per dare credibilità ad eventuali progetti di riconversione agli occhi dei soggetti interessati e comunque onde evitare il deperimento totale delle linee.
Dopo una consultazione con i vertici di stabilimento arriva quindi il verdetto: alla richiesta del Ministro di far ripartire la macchina continua segue la controproposta dell’azienda di riavviare il solo reparto allestimento per il taglio della carta in giacenza per smaltire le circa 10 mila tonnellate di carta rimasta nel magazzino per un valore di circa 2-3 milioni di euro, impiegando non più di dieci lavoratori per turno.

«Stiamo lavorando per la ripresa dell’attività lavorativa anche se parziale» ha dichiarato il presidente Del Corvo presente al tavolo in rappresentanza della provincia insieme all’assessore al lavoro, Claudio Tonelli, all’assessore alla cultura, Emilio Cipollone, al consigliere provinciale Felicia Mazzocchi e al capo di gabinetto, Massimo Verrecchia. «La riapertura dello stabilimento, anche se circoscritta, rappresenterebbe un segnale enorme di speranza volto ad una soluzione per tutti i lavoratori e per l’intero territorio».
«Un incontro difficile», il commento del presidente del Consiglio comunale, Domenico Di Berardino. «Dobbiamo salvaguardare il sito produttivo di Avezzano e mantenerlo in vita con il duro impegno di ogni protagonista di questa tragica vicenda».
«Sarà una vertenza lunga e per vincerla serve fiato lungo, ma dobbiamo resistere» ha dichiarato invece Lolli il quale ha dato la disponibilità a lavorare, sin da domani, ad un’apposita legge riguardo la centrale idroelettrica sulla quale verrebbero tolte le accise solo se impiegata per fornire lavoro.

Sebbene scettici nel ripartire con carte interne per paura di uno svuotamento, nell’assemblea prevista questa mattina alle 10 Rsu e lavoratori discuteranno quindi su quanto emerso formulando controproposte alla luce anche dell’incontro con i vertici di stabilimento che, entro le 14, renderanno noti l’effettivo numero dei quantitativi lavorati e quello dei dipendenti che verranno impiegati nell’eventuale operazione.
Fissato intanto per il 3 novembre un nuovo tavolo al Mise. Fino ad allora ministero, azienda e acquirenti dovrebbero comunque incontrarsi, sempre al Ministero, cercando di fare passi avanti nella spinosa questione. Dalla Burgo hanno, infatti, fatto sapere che ci sarebbero tre società, due multinazionali e una ditta nazionale, interessate al sito marsicano sulle quali però, anche ieri, è stato mantenuto il massimo riserbo.

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