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Pittini: e arrivo’ pure l’esposto contro la proprietà

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Le scriventi OO. SS. in persona dei responsabili territoriali, Antonello TANGREDI, Alfredo FEGATELLI e Michele PALIANI, unitamente alla R.S.U. di stab.to e a tutti i lavoratori, con la presente, espongono quanto segue:

E’ nota l’importanza che ha assunto nel tempo – dal mese di settembre 2013 -, la vertenza di lavoro che vede contrapposte le posizioni dell’azienda, ovvero, il Suo obiettivo ormai concreto di chiudere lo stabilimento e quelle dei lavoratori che, al contrario, anche attraverso un presidio davanti ai cancelli, vi si stanno opponendo.

Già in questa premessa, tutti i sottoscrittori della presente, ribadiscono che, i dipendenti al presidio non hanno mai impedito l’ingresso nel sito industriale ai Dirigenti aziendali, ovvero, ai tecnici e ai preposti addetti alla manutenzione ordinaria e/o comunque agli addetti alla sicurezza. Da evidenziare, a tal proposito che, i lavoratori addetti a queste mansioni/funzioni, non hanno mai ricevuto alcuna indicazione, ovvero, ordine di servizio da parte della Direzione aziendale che, di fatto, ha dimostrato, già dal mese di settembre u.s., di non impegnarsi a garantire, come previsto dalla legge, la tutela non solo degli impianti ma, anche del territorio e, quindi, delle persone. Solo l’impegno spontaneo dei diretti interessati (tecnici e manutentori) ha permesso di garantire gli standard di sicurezza e funzionamento della fabbrica, nella prospettiva di un ripensamento della Direzione aziendale e/o comunque, nella speranza che un potenziale acquirente salvasse il destino di 76 famiglie dal licenziamento annunciato.

Nei rapporti delle Forze dell’Ordine, cartacei, fotografici e video filmati, è palese il riscontro delle cose finora esposte, anzi, s’invita la Procura in indirizzo, ad acquisire ogni documentazione e testimonianza (DIGOS + Carabinieri staz. Di Celano + lavoratori), relativa al giorno in cui, su richiesta della Direzione aziendale, sono intervenuti i tecnici del gas per interrompere la fornitura di tale combustibile e che, solo la provvidenziale opposizione dei lavoratori presenti al presidio, ha scongiurato danni irreparabili agli impianti in generale ma, soprattutto alle vasche contenenti zinco-galfan.

Le presunte denunzie da parte della proprietà, secondo le quali i lavoratori si sarebbero resi responsabili di atti tendenti a creare danni agli impianti e alle cose durante il presidio, sono strumentali e tendenziose e, pertanto, da respingere al mittente: il malevolo e cattivo atteggiamento della Direzione nei confronti dei lavoratori, è cosa risaputa anche negli ambienti confindustriali, oltre che alle Forze dell’Ordine.

Sulla stessa lunghezza d’onda, deve essere inquadrato il tentativo messo in atto dalla medesima proprietà, circa un mese fa, quando ha presentato un esposto alla Questura di L’Aquila, a seguito del quale è stato sentito, uno per tutti, il responsabile territoriale della FIM-CISL, Antonello TANGREDI.

Tutto ciò ESPOSTO, per ribadire la completa estraneità di TUTTI i lavoratori e dei responsabili territoriali delle OO. SS. FIM-FIOM-UILM, verso ogni tipo di azione (in qualunque sede) che dovesse intraprendere o ha già intrapreso la Direzione aziendale, a tutela del Suo status ante vertenza.

Gli odierni esponenti, pertanto, si riservano di agire nelle vie che riterranno più opportune a tutela dei propri interessi singoli e collettivi (nessuno escluso), non escludendo una Class-Action contro la s.r.l. Trafilerie + Zincherie di Celano (Gruppo PITTINI – OSOPPO-), per ogni danno cagionato ai lavoratori e al Territorio ante e post vertenza.

I sottoscrittori della presente, nell’allegare il proprio documento di riconoscimento, chiedono di essere avvisati nei termini di legge, laddove la Spett.le PROCURA di Avezzano decidesse di archiviare il presente esposto.

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