Italia

Pil: Brunetta, oltre più cupe previsioni, Padoan venga in aula

«Oltre le più cupe previsioni. Variazione del Pil nel II trimestre 2014 rispetto al trimestre precedente: -0,2%. Rispetto al II trimestre 2013: -0,3%. Variazione acquisita per il 2014: -0,3%. Dopo la denuncia del commissario Cottarelli sui non risultati della Spending review e dopo i dati Istat di oggi, si rende più che mai necessario l’intervento in Aula, domani o venerdì, del ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan». Lo afferma Renato Brunetta, capogruppo Fi alla Camera.
«Significa – prosegue Brunetta – che per chiudere quest’anno a zero, gli ultimi 2 trimestri del 2014 devono registrare, con le dovute ponderazioni, entrambi almeno +0,3%. Significa che il nostro Pil dovrebbe recuperare mezzo punto percentuale in soli 3 mesi. Impossibile. Pertanto, non solo possiamo definitivamente abbandonare l’illusione del +0,8% contenuto nel Def di Renzi, che, tra l’altro, ad aprile giudicava ‘molto prudentè questa cifra, ma diventa sempre più realistico pensare che la crescita del prodotto interno lordo italiano sarà negativa anche nel 2014. Con quel che ne consegue in termini di trascinamento sul 2015, di tasso di disoccupazione, di rapporto deficit/Pil e di pareggio strutturale di bilancio. Che potrebbe determinare, alternativamente: l’apertura di una procedura di infrazione nei confronti del nostro paese; la necessità di una manovra correttiva a ottobre tra 25 e 30 miliardi; l’arrivo, come 2 anni fa, di una lettera da parte della Banca centrale europea; il commissariamento da parte della Troika. Ipotesi tutte tristemente in campo». «Dopo la denuncia del commissario Cottarelli – aggiunge ancora Brunetta – sui non risultati della spending review e dopo i dati Istat di oggi, si rende più che mai necessario l’intervento in Aula, domani o venerdì, del ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, sullo stato dei conti pubblici italiani e sulle misure che il governo intende adottare per far fronte a una situazione economica del paese ormai gravemente compromessa».

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