Abruzzo

Per le discariche abusive 4 arresti e avvisi eccellenti

Un block notes scoperchia il pentolone di “Terre d’oro”, fa arrestare quattro imprenditori e ne fa interdire un quinto accusati di traffico illegale di rifiuti. E infine innesca anche un’inchiesta parallela per corruzione che tira in ballo anche il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio e Michele Colistro, segretario dell’Autorità di Bacino. In totale gli indagati sono venti, c’è anche una suora, Vera D’Agostino. E mezzo milione le tonnellate di roccia e terra, provenienti dai cantieri per la realizzazione di colossi come Ikea, Villaggio Mediterraneo o Decathlon, smaltiti però in modo illegale nell’area metropolitana Chieti-Pescara, dalla Ecoter degli imprenditori teatini Colanzi. Secondo la legge sui rifiuti speciali dovevano essere trasportati dalla Ecoter in discariche autorizzate come la Deco dei Di Zio a Colle Cese di Spoltore oppure alla Toto spa, in un sito nei pressi dell’A25 a Scafa. Invece quella montagna di terra e pietre che avrebbe occupato uno spazio grande come lo stadio di San Siro, è finità in un vasto terreno accanto al fiume Pescara dove sarebbe sorto il Megalò 3. Oppure nel Villaggio della Speranza dove suor Vera accoglie centinaia di profughi. O ancora a ridosso sempre del fiume per permetter a uno dei più noti odontoiatri di Chieti di costruirsi una villa. Ma accanto alla contabilità ufficiale ce n’era un’altra segreta riportata su quel block notes: un “libretto nero” diventato la chiave di volta dell’inchiesta perché cela un lungo elenco di località e quantità di terra da dirottare altrove per risparmiare due milioni e 900mila euro. Quindi spuntano documenti falsificati con il bianchetto, operaio che crollano durante gli interrogatori e svelano dove in realtà dirottavano i Tir carichi di terra e infine una interecettazione tefonica tra il sindaco di Chieti e l’imprenditore Enzo Perilli in cui questi promette al primo di finanziagli le elezioni comumunali del 2015 in cambio delle autorizzazioni per realizzare il Megalò 3 sul terreno ceduto da Colanzi e dove quest’ultimo aveva scaricato già tonnellate di terra e pietre. L’effetto di Terre d’oro diventa così devastante per la polica di centrodestra e per le prossime comunali di Chieti. Torniamo però al blitz.

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