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Pendolari, il ministro Lupi a “Uno Mattina” fa il punto sui treni regionali

Pendolari e disservizi dei treni regionali: qualcosa si sta muovendo.

Ieri mattina nella trasmissione “Uno Mattina” è intervenuto il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Maurizio Lupi per affrontare il dramma dei pendolari e dei treni regionali: argomento che anche il nostro giornale tratta periodicamente, a seguito del grido d’aiuto dei molti pendolari che quotidianamente dalla Marsica viaggiano sulla linea ferroviaria Avezzano-Roma. Vediamo allora quali punti ha toccato il ministro e gli altri ospiti presenti al dibattito.

Ebbene, Lupi ha iniziato il suo intervento, affermando che proprio ieri ha avuto una riunione con Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Vincenzo Soprano, amministratore delegato di Trenitalia, presente anch’egli in studio.

Il ministro è subito entrato nel vivo del problema, snocciolando alcune cifre. «Per rinnovare il parco treni servono 6 milardi di euro, 2 li ha messi Ferrovie dello Stato, altri 4 li dobbiamo trovare, perché la situazione non è più sostenibile».

Soprano puntualizza l’esistenza di un contratto. «La nostra responsabilità sta nel rispettare il contratto. Nel 2007 erano stati fissati questi 6 miliardi a cui fa cenno il ministro, ma in questi anni, a parte i primi due, non è arrivato nulla. Noi vogliamo essere giudicati per come rispettiamo il contratto».

«Non può più esserci lo scaricabarile – incalza il ministro il Governo ha messo 500 milioni di euro nella Legge di Stabilità, per rinnovare il parco rotabile. Noi facciamo la nostra parte e Ferrovie dello Stato deve fare la sua».

Nel dibattito è entrato, a un certo punto, anche Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente, che ha fatto una fotografia del nostro Paese.

«In questi anni la politica si è occupata di infrastrutture, ma nessuno si è occupato dei treni: ad esempio metterne di nuovi dove mancano e cambiare i vecchi. Inoltre, il numero dei pendolari in questi anni è aumentato e il numero dei treni è diminuito. E la realtà del problema è diversa da regione a regione».

Subito dopo è intervenuto Giosuè Malaponti, rappresentante dei pendolari siciliani, che illustra la gravità della situazione italiana e della sua regione.

Lupi allora riprende il discorso con piglio deciso: «Non è più il momento delle parole, servono segnali concreti. Il trasporto regionale è un obiettivo, ma una volta comprato un treno, ci vogliono 2-3 anni prima di vederlo sulla ferrovia, spesso poi una struttura arretrata. Ad esempio, è una vergogna che tra Napoli e Bari l’alta velocità non sia ancora stata finita. E’ necessario stanziare delle risorse, concentrarsi su questo con gare mirate e dare immediatamente segnali di efficienza, perché sappiamo perfettamente cosa i cittadini ci vengono a dire».

Da un grafico mostrato nel programma poi, si evidenzia che i disservizi maggiori dei treni e il sovraccarico di utenti sulle tratte regionali, si concentrano tra le ore 7 e le 8 del mattino. Insomma è in quell’ora che si ha il “picco”. Che fare?

«E’ necessario integrare il servizio gomma-ferro – sottolinea il ministro –  secondo punto, bisogna intervenire sulla regolazione degli orari, soprattutto in quelle fasce orari. Se al cittadino viene data qualità ed efficienza è disposto anche a pagare qualcosa di più. Ma ora sarebbe solo una presa in giro».

«Faremo delle proposte alle regioni – aggiunge Soprano di Trenitalia –  troviamo una struttura d’orario che ottimizzi quel problema. Certo, con le risorse disponibili è impossibile far fronte alle richieste. I treni pendolari normalmente hanno un carico di passeggeri che è meno di un terzo. E’ in quell’ora che c’è il dramma».

Anche Zanchini conferma la gravità della situazione durante le ore di picco, citando proprio l’area intorno alla Capitale, che purtroppo interessa anche i nostri pendolari provenienti dall’Abruzzo. «La situazione è veramente drammatica, chi, ad esempio, deve arrivare la mattina a Roma da Nettuno, spesso non riesce neanche a salire sul treno. E’ quindi assolutamente indispensabile risolvere le situazioni presenti in tutte le regioni».

Dopo questa presa di coscienza collettiva del dramma quotidiano dei pendolari, speriamo almeno che si muovano rapidamente.

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