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Ribellione tra i Pendolari: “Stanchi di guasti, treni declassati e prese in giro!”

Rabbia, delusione e disillusione si diffondono nelle ultime 48 ore tra i pendolari della linea ferroviaria Avezzano-Roma.

Due giorni fa il guasto alla centrale elettrica di Avezzano a seguito di un fulmine, ha mandato in tilt i treni sulla linea con enormi disagi tamponati dall’introduzione di pullman e vecchi treni a nafta fino a Tivoli.

Ieri poi, si è aggiunta un’altra buona notizia: vale a dire che il treno regionale 23690 che parte da Tiburtina alle ore 16,30, a partire dal prossimo 3 febbraio, introdurrà una nuova fermata a Guidonia-Montecelio-Sant’Angelo. Confermando di fatto un suo “declassamento”.

Eppure solo pochi giorni fa l’assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra, in un’intervista al nostro giornale, nel confermare la disdetta del contratto di servizio a Trenitalia, aveva espresso un plauso alla linea del ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi che, più di altri, ha puntato a dare un indirizzo a tutto il mondo ferroviario, affinché dialoghi sul tema e sui problemi del “pendolarismo” nazionale. E in tempi rapidi.

Tanto è vero che l’incontro svoltosi a metà dicembre, negli uffici del ministro, alla presenza dello stesso Morra, del senatore Filippo Piccone, del presidente della Provincia Antonio Del Corvo, del consigliere provinciale Pasqualino Di Cristofano e del consigliere comunale Vincenzo Giovagnorio, referente del Comitato pendolari, testimoniava la presa d’atto di una situazione insostenibile, sulla quale bisognava passare dalle parole ai fatti.

Lo stesso assessore regionale, nella stessa intervista concordava, inoltre, con la necessità di “traslocare” alcuni treni locali dalla stazione Tiburtina a quella di Termini, come richiesto più volte dal Comitato pendolari di Tagliacozzo.

Ora, invece, dopo i continui ritardi, i disagi dovuti alle foglie sui binari, i furti di rame sulla linea, i guasti alle centrali elettriche e l’introduzione di nuove fermate (che con molta probabilità favoriranno ulteriori ritardi e affollamenti), la pazienza dei pendolari è giunta al termine.

«Credevo che questi dovessero essere i giorni della svolta, –  commenta oggi Vincenzo Giovagnorio, referente del Comitato – a poco più di un mese da quell’incontro con il Ministro che mi infuse speranza, almeno in qualche concessione».

Linea bloccata da giorni per un fulmine e treni declassati, questo il risultato di quelle due ore di tempo perse al ministero appresso a chi avevo avvisato preventivamente che non avrei sottratto altro tempo inutile al mio impegno lavorativo, visto che i permessi mi servono per compensare i ritardi con cui arrivo quasi quotidianamente a causa dei treni!

Torniamo nelle barricate! E restiamoci stavolta, anche per la ormai vicina campagna elettorale! Aderisco con convinzione all’idea di Giuliano Occhiuzzi per la class-action contro i disservizi delle aziende ed esprimo tutto il mio biasimo ai politici coinvolti: di destra e di sinistra indistintamente, perché tutti hanno responsabilità nella vicenda!

In pratica, viaggiamo quotidianamente su un treno merci e con l’aggiunta della fermata a Guidonia non troveremo neanche più posto. Inoltre, va detto, che mentre noi paghiamo 110 euro di abbonamento del treno, più 30 euro per quello della metropolitana, i pendolari laziali con 30 euro viaggiano su treni e metropolitana senza problemi. Propongo, da febbraio, di organizzarci seriamente per non pagare l’abbonamento!».

1 Comment

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  1. marco

    29 gennaio 2014 at 12:49

    Cari pendolari abbruzzesi, capisco le vostre perplessità, ma Guidonia ha raggiunto ormai i 90.000 abitanti ed è la terza città del LAZIO. La sua stazione Ha un’utenza giornaliera di 3000 viaggiatori e quindi merita a pieno titolo che tutti i treni che transitano abbiano fermata.
    Mi spiace ma ognuno tira l’acqua al suo mulino.
    Un abbraccio a tutti

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