Abruzzo

Parto indolore, in Abruzzo ancora un miraggio

Il parto indolore c’è ma non si vede. O almeno non sempre. E’ questa la fotografia dell’Abruzzo per quanto riguarda la possibilità di partorire senza sofferenza, facendo ricorso all’anestesia epidurale. Si tratta di un procedimento che consente alle gestanti di ridurre o eliminare in via analgesica i dolori legati al travaglio e al parto naturale, una tecnica che nei paese anglosassoni ha preso piede da tempo, arrivando a coprire il 70 per cento dei parti.
La legge c’è. Eppure l’Abruzzo era partito bene, approvando nell’ottobre del 2012 una legge ad hoc tra le prime in Italia: “Disposizioni regionali in materia di parto fisiologico indolore”. Ottima la tempistica, meno avvincente il risultato. La norma prevede infatti che la futura mamma possa scegliere il parto fisiologico indolore, sicuro ed efficace dal punto di vista medico sia per lei che per il bambino, e sancisce così un sacrosanto diritto delle donne.
Manca l’organico. Ma non basta se non c’è la possibilità di applicarla per una serie di problemi, primo tra tutti la carenza di organico. Serve infatti un anestesista-rianimatore dedicato giorno e notte esclusivamente alla sala parto. Questo vuol dire che nel caso in cui vi sia un’emergenza e l’anestesista non sia disponibile, nella maggior parte degli ospedali il servizio non può essere garantito. La procedura di per sé non è complessa, ma deve essere seguita passo dopo passo da un medico che pratica un’iniezione di sostanza anestetizzante nelle radici nervose del midollo spinale, riuscendo così a ridurre, in base alle zone e alla quantità di anestesia somministrata, il dolore dovuto alle contrazioni uterine durante la fase del travaglio. Un miraggio per molte donne, ma non per tutte.
Dove è possibile farlo. Gli ospedali nei quali è possibile avere un parto indolore sono quelli di Chieti, L’Aquila, Teramo, Atri e Sant’Omero, anche se spesso con discontinuità. Così, se al Santissima Annunziata di Chieti i parti indolore sono arrivati ad essere il 39 per cento dei parti vaginali, il più delle volte tutto dipende dalla disponibilità degli anestesisti, sempre carente soprattutto di notte, e dalla mancanza di fondi indispensabili per poter assicurare la formazione di nuovo personale.

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