Cultura

Parco Nazionale Gran Sasso: 14 anni di scoperte in un book

La magnifica flora del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga diventa un book. In una pubblicazione: 14 anni di sorprendenti scoperte. E’ stato realizzato, grazie alla collaborazione tra  Ente Parco e Università di Camerino, impegnati nella gestione congiunta del Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino, ubicato a San Colombo di Barisciano (AQ), un ‘Compendio della Flora del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga’. Curato dai ricercatori del Centro Fabio Conti e Fabrizio Bartolucci, il prezioso compendio presenta una check list completa e con la nomenclatura aggiornata delle migliaia di specie vegetali presenti nell’area protetta, in accordo con gli ultimi studi in campo sistematico. Il lavoro sarà presentato all’Orto Botanico di Roma nei giorni 20 e 21 novembre, in occasione del Congresso Nazionale del Gruppo di Floristica, Sistematica ed Evoluzione della Società Botanica Italiana.

Scaturito dagli studi condotti nel corso di quattordici anni di ricerche sul campo e bibliografiche, oltre che da attività di archiviazione dati, identificazione di reperti, consultazione di erbari nazionali ed europei, il Compendio della Flora del Parco ha coinvolto nel tempo un gran numero di collaboratori ed è stato attivamente sostenuto dall’Ente  con il fine di accrescere le conoscenze sulla biodiversità del territorio e acquisire strumenti utili alla gestione e alla conservazione delle tante ed importanti emergenze floristiche. Numerose sono, infatti, le pubblicazioni scientifiche prodotte in questi anni relativamente alla scoperta di specie nuove per la scienza o mai segnalate sul territorio, che hanno portato più volte il nome del Parco negli ambienti scientifici di maggior rilievo a livello nazionale ed internazionale.

Il Direttore dell’Ente, Domenico Nicoletti,  si è complimentato con i ricercatori del Centro nella convinzione che “la particolare ricchezza floristica dell’area protetta ed il corpus di studi scientifici portati avanti per una sua giusta conoscenza, tutela e divulgazione costituiscano un’eccellenza del Parco e un possibile attrattore da valorizzare in chiave culturale e turistica”.

 

 

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