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Cultura

Paolo Santamaria, regista avezzanese promessa del cinema italiano

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Paolo Santamaria è un giovane filmmaker avezzanese che ha fatto della sua più grande passione il proprio lavoro, coronando, cosi, il sogno di lavorare nel mondo del cinema indipendente. Finito il liceo si è subito calato nella realtà del Centro Sperimentale di Cinematografia, al quale ha acceduto dopo previ test ammissivi, e nel quale ha potuto affinare l’arte della regia e del filmmaking, mettendo in mostra le abilità che lo contraddistinguono. Ama definirsi un artigiano in quanto “il mio approccio a questo tipo di lavoro, composto da elementi digitali e hi-tech, sposa la caratteristica meticolosità ed attenzione ai particolari, tipica dell’artigianato”.

Uno dei tuoi ultimi lavori è il videoclip della canzone “Blu Cobalto” del rapper marsicano Andy. Come è nata questa collaborazione?

Ascoltai per la prima volta Blu Cobalto nel mese di luglio e subito mi piacque. Non conoscevo Andy di persona e dopo i primi incontri, ho potuto apprezzarne i modi garbati ed educati, il suo stile posato e la sua umiltà. Il videoclip quindi non poteva parlare di altro, non poteva esprimere stereotipi hip-hop che non rispecchiassero la realtà. Così, in totale armonia, si decise di raccontare visivamente il brano attraverso un flusso esperenziale, mostrando sensazioni e assaporando colori, estivi, come il mare. Il caso ha voluto che oltre ad alcune scene raccolte sulla nostra costa adriatica ci fossero anche degli shoot filmati in Lituania, a Vilnius, dove di mare ce n’è poco e che però, istintivamente, trovavano coincidenze e assonanze con quanto si stava realizzando. Ciò sta a simboleggiare come l’approccio sia realmente artigianale, non ci sono schemi o regole da seguire, vi è solo tanto istinto e tanta onestà. Ed è così, con estrema semplicità, che è nato l’ultimo prodotto Muse-X. Sono molto felice soprattutto perché, per la prima volta, ho potuto affiancare questo mio marchio ad una produzione locale, riuscendo a dare il mio supporto ad un mio concittadino.

Ti va di spendere due parole per Muse-X, il tuo progetto di videoproduzione musicale?

Muse-X è un marchio di videoproduzione musicale nato circa tre anni fa. Pensavo ad uno strumento che potesse promuovere giovani talenti musicali, fornendo loro una vetrina sul web. Ho iniziato a conoscere vari artisti emergenti, frutto di produzioni indipendenti, che rispecchiassero il mio modo di essere. Realizzai il primo prodotto con i Management Del Dolore Post Operatorio, band di Lanciano, per poi conoscere innumerevoli altre band e artisti come Soviet Soviet, Kutso, Roberto Angelini ed altri. Nella breve storia di Muse-X, uno degli incontri più interessanti avvenne casualmente a Cese di Avezzano. Nell’estate del 2013 conobbi Lo Stato Sociale, band bolognese, che di li a poco sarebbe diventata il vero punto di riferimento dell’Indie italiano. Percepii subito della magia nel loro modo di raccontare e di esprimersi facendo (e “disfacendo”) musica. Fortunatamente l’interesse fu reciproco poiché in quella situazione incontrai Matteo Romagnoli, produttore della band. Matteo, oltre ad essere una di quelle persone che trasudano già al primo sguardo un’infinita voglia di fare, è il fondatore, nonché proprietario, di Garrincha Dischi, una delle più importanti etichette indipendenti italiane che, oltre ad aver prodotto e a produrre gli album de Lo Stato Sociale, supporta band e personalità da tutta Italia. In questi anni, grazie a loro, ho potuto calcare numerosi palchi italiani ed esteri, tutte esperienze umanamente e professionalmente indimenticabili. Posso tranquillamente affermare che quell’incontro, apparentemente casuale, ha cambiato le mie prospettive, in quanto ho capito con che stile e impronta avrei voluto lavorare, ma soprattutto con quale onestà intellettuale avrei voluto agire.

Viviamo nell’epoca in cui i social network dominano il nostro modo di comunicare. Nonostante la tua breve esperienze, qual è la tua idea in merito? E’ innegabile che, malgrado le tante contraddizioni,  presentino innumerevoli vantaggi per un artista.

E’ innegabile come web e social network abbiano ridotto il gap che c’era un tempo tra artisti emergenti ed artisti mainstream e soprattutto tra il pubblico stesso e gli artisti. Oggi come oggi chiunque può mettersi in mostra come vuole. Allo stesso modo qualunque fan può provare, attraverso i differenti canali, ad entrare in contatto con il proprio idolo rompendo quel velo di Maya, quella barriera che prima sembrava invalicabile. Se c’è un insegnamento ricevuto dall’aver frequentato moltissimi contesti musicali indipendenti è che, questa palpabile vicinanza tra pubblico e artisti percepibile sui social, la si ritrova innegabilmente anche nella vita reale, a testimonianza di come i rapporti umani siano la primaria fonte motivazionale per chi fa musica o, più in generale, per chi tenta di raccontare il mondo attraverso le proprie parole o il proprio sguardo. A mio avviso il web determina, nel bene e nel male, una meritocrazia che poche altre fonti possono vantare e ciò può notevolmente aiutare chiunque a mettersi in mostra nel mondo reale. L’assenza totale di regole fa della viralità un fenomeno in continua evoluzione, un ottimo specchio del mondo, uno strumento gratuito per studiare, in parte, fenomeni sociali e dirompenti tendenze. Un’inconfutabile professionalità unita ad una visione moderna del mondo e di quelli che sono i nuovi mezzi di distribuzione, può offrire una reale possibilità imprenditoriale che prima avrebbe presentato maggiori difficoltà. Ovvio che un mezzo così libero e anarchico offre anche le più tristi e malsane sfaccettature dell’essere umano, tuttavia mi piace pensare che realizzi quel sogno di libertà espressiva tanto proclamato anni fa da Voltaire e altri illustri pensatori che non avevano Facebook, ma probabilmente ne avrebbero fatto un saggio utilizzo…

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Cultura

“Il Palazzo Ducale di Tagliacozzo: dalle origine ai nostri giorni, prospettive di restauro e utilizzo”

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Tagliacozzo“Il Palazzo Ducale di Tagliacozzo: dalle origine ai nostri giorni, prospettive di restauro e utilizzo” è il tema del convegno in programma per oggi, 13 ottobre, alle 16 nelle scuderie del Palazzo ducale di Tagliacozzo. Ecco il programma dettagliato dell’evento.

Si inizia con i saluti istituzionali del sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio, del presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Giuseppe Di Pangrazio, dell’assessore ai lavori pubblici della Regione Abruzzo Lorenzo Berardinetti e di  Rosaria Mencarelli della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo.

A seguire una serie di interventi di natura storica: Leonardo Saviano, docente emerito di Storia delle dottrine politiche all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dalla torre dei de Pontibus al palazzo comitale degli Orsini; Domenico Colasante, storico e urbanista. Dal palazzo comitale degli Orsini al palazzo ducale dei Colonna; Fernando Pasqualone, storico dell’arte. Gli affreschi e le decorazioni del palazzo.

L’evento si conclude con interventi di natura tecnico amministrativa: Antonella Lopardi, Funzionario della Soprintendenza alle belle arti dell’Aquila e Storico dell’arte. Storia dei restauri del palazzo ducale di Tagliacozzo nei secoli XX e XXI; Clara Verazzo, Professore associato di restauro- dipartimento di Architettura dell’ Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio”. Esame critico dei restauri eseguiti nel palazzo ducale di Tagliacozzo; Mirco Crisante, autore della tesi “Palazzo ducale di Tagliacozzo, dall’analisi al progetto di riuso”. Ipotesi di restauro e di destinazione del palazzo ducale di Tagliacozzo; Emidio Primavera, dirigente Regione Abruzzo. Procedura amministraiva regionale della destinazione dei fondi Masterplan e Roberta Marcelli, Dirigente ufficio tecnico Comune di Tagliacozzo. Procedura amministraiva comunale del restauro del palazzo ducale di Tagliacozzo.

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Cultura

Convegno sulla Grande Guerra, Di Pangrazio: “Fare memoria per la pace futura”

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Avezzano – Questa mattina il Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio ha partecipato al Convegno “I campi dei prigionieri in Abruzzo nella Grande Guerra” organizzato dalla Pro Loco di Avezzano nel Palazzo Torlonia, alla presenza di studiosi, cittadini e di una numerosa delegazione di studenti. Nel suo intervento il Presidente ha ricordato che la Prima Guerra Mondiale resta il simbolo negativo di una generazione di giovani sradicata dalla propria terra e sacrificata per la guerra, una generazione che vissuto giorni, mesi, anni in una lontana regione della Penisola, tra disagi estremi: uccidendo per non essere uccisa. In Abruzzo in quegli anni bui furono costruiti due campi di concentramento per i prigionieri di guerra austroungarici. Il primo a Sulmona, in località Fonte d’Amore, e l’altro nella città di Avezzano. Il Campo di concentramento di Sulmona fu progettato e costruito per ospitare fino a 10.000 prigionieri austroungarici, e quello di Avezzano fino a 15.000. Precarie condizioni di detenzione, che aggravarono lo stato psico-fisico dei soldati, già minato da mesi di stenti e privazioni a causa della guerra, un clima rigido,  la malnutrizione, i ritmi lavorativi pesanti, il sovraffollamento, la mancanza di igiene, chiamano alla memoria delle giovani generazioni un vincolo per dedicarsi alla pace con assoluta determinazione. “A distanza di un secolo dobbiamo  raccogliere quel lungo, soffocato grido alla pace  – ha sostenuto il Presidente nel suo intervento – ed affermare la responsabilità di un vocabolario  cent’anni fa inesistente o ancora sconosciuto , che sappia costruire parole ed eventi di dialogo, solidarietà, corresponsabilità: il vocabolario della pace, della libertà, dell’uguaglianza da percorrere insieme . Fare memoria per la pace futura – ha concluso il Presidente – è  il compito affidato ad ogni cittadino; ma, nello specifico, è la missione che impegna innanzi tutto ed irrevocabilmente gli uomini impegnati nel governo delle Istituzioni pubbliche”.

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Viaggio nella cultura e nella bellezza, tornano le Giornate Fai d’autunno

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Marsica – Un viaggio nella ricchezza del patrimonio culturale italiano. L’occasione la offre il Fai, che ripropone le “Giornate Fai d’autunno” e invita a visitare 660 luoghi in in tutte le regioni. L’appuntamento è per sabato 13 e domenica 14 ottobre.

Il gruppo Fai Marsica presenta Magliano dei Marsi con le chiese del suo centro storico, l’apertura della riserva orientata del monte Velino, in programma per domenica, a cura del Personale Carabinieri Nucleo Biodiversità di Castel di Sangro, mentre alle 16, per il Fai, straordinariamente, si terrà per le vie del centro il “Torneo del Cacio”.

Altra meta sarà Rosciolo, con il suo borgo antico, Santa Maria delle Grazie, Santa Maria in Valle Polcraneta e la chiesina appena restaurata e riaperta di San Sebastiano.

“Queste giornate però sono anche un’occasione per aderire alla campagna ” Ricordati di Salvare l’Italia “, raccolta fondi”, ricorda il Fai Marsica, “con cui il Fai invita sempre più persone che hanno a cuore il patrimonio culturale italiano, a partecipare alla sua missione; è un grande investimento di risorse economiche ed umane che non fa notizia ma produce uno straordinario risultato per la collettività: 30 beni regolarmente aperti al pubblico per le generazioni presenti e future. Vi invitiamo a partecipare numerosi”.

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Cultura

Al caffè letterario Vieniviaconme la mostra Sketched songs # 1

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AvezzanoVieniviaconme lettere e caffè, via M. Colaneri 8-10, Avezzano – di fronte al municipio – ospita la mostra di Valerio Babbo e Giuseppe Pantaleo Sketched songs # 1, dal 4 al 13 ottobre 2018. Si tratta di otto stampe firmate e numerate, comprese in una cartella a tiratura limitata edita nel 2012 ed esposte a un pubblico più ampio. Sono lavori che trovano la loro origine nell’ascolto di alcune tracce di musicisti operanti tra il Novecento e l’inizio del secolo (Dylan, Eno, Frisell, Reich ecc.). Secondo gli autori: «Il punto di partenza è da ricercare nei corsi d’Educazione artistica, alle medie. C’insegnavano a trattare i crescendo rossiniani o le note delicate di Chopin; a campire con un colore appropriato mentre ascoltavamo una Stagione di Vivaldi».

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Il Comune di Massa d’Albe premia gli studenti meritevoli con un abbonamento teatrale

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Massa d’Albe – L’Amministrazione comunale di Massa d’Albe, in collaborazione con l’associazione culturale Harmonia Novissima, intende premiare gli studenti meritevoli del comune che abbiano conseguito il diploma di maturità e/o di laurea nell’anno scolastico/accademico 2017/2018, mettendo a disposizione 4 abbonamenti alla stagione musicale del Teatro dei Marsi 2018/2019. La premiazione avverrà domenica 7 ottobre alle 17, presso il foyer del Teatro dei Marsi di Avezzano, stesso giorno della serata inaugurale della stagione teatrale 2018/2019.

 

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Concerto Siloniano alla Torre delle Stelle, Legnini: “Silone non deve finire qui” [GALLERY]

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Aielli – Si è svolto ieri, 27 settembre, il Concerto Siloniano per inaugurare l’anno scolastico dell’Istituto Comprensivo Fontamara di Pescina. Oltre agli alunni delle classi terze, alla direttrice di plesso, erano presenti gli amministratori di Aielli, Pescina, Cerchio, Collarmele e San Benedetto dei Marsi. In prima fila Giovanni Legnini che ha avuto parole di autentico apprezzamento per l’iniziativa. “Silone non deve morire qui – ha detto Legnini proponendo agli autori di divulgare il concerto, unico nel suo genere. I musicisti Monica Tortora al pianoforte, Daniela Martellone al clarinetto e  Giovanna Pace voce soprano, hanno associato musiche liriche e colonne sonore a racconti e dialoghi tratti dalle opere di Ignazio Silone.  I testi sono stati tratti da “Uscita di sicurezza”, “Romanzo di Severina” e “Archivio storico della camera dei Deputati”. I passi letterali sono stati incastonati come a voler creare un unicum riguardante una storia ambientata negli anni del terremoto della Marsica. Non solo cultura e musica, ma anche arte. Il pittore pescinese Eliseo Parisse ed una pittrice cilena hanno dipinto a suon di musica i cafoni di Fontamara. A far da cornice all’evento la suggestiva Torre delle Stelle di Aielli con il suo murales di Fontamara che ha fatto il giro del mondo. L’evento è stato promosso dalla Direzione Didattica di Pescina in collaborazione con il Comune di Aielli. Il tutto nasce da una serie di eventi dedicati allo scrittore come il Premio Internazionale Silone, il Murales di Fontamara e l’Istituto Comprensivo di Pescina dedicato proprio a Silone e al suo Fontamara.

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L’editrice avezzanese Rita Genovesi sotto i riflettori al festival del libro di Firenze

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Avezzano –  L’editrice avezzanese Rita Genovesi sotto i riflettori al festival del libro di Firenze. Sarà infatti presente anche quest’anno alla manifestazione che annovera fra i suoi ospiti personaggi di spessore del mondo del giornalismo, della letteratura, della musica e dello spettacolo. Venerdì 28 settembre alle 17 presenterà Il Coraggio di dire NO. Lea Garofalo la fimmina che sfidò la schifosa ‘ndrangheta del giornalista e scrittore Paolo De Chiara. Ad affiancare l’editrice Rita Genovesi e l’autore, il magistrato Salvatore Dolce  della Procura Nazionale Antimafia, che per primo raccolse la testimonianza di Lea Garofalo,  «la fimmina ribelle calabrese che ha alzato la testa, capisce che l’unica strada da seguire è quella della Legalità e diventa Testimone di Giustizia,  consapevole che pagherà con la vita la scelta di sfidare la ‘ndrangheta:“….arriverà la morte! Inaspettata, indegna e inesorabile”». In questa versione aggiornata edita da Treditre, 4 nuovi capitoli, e tanti documenti foto,  interviste e intercettazioni inediti, a partire da una seconda lettera autografia di Lea di cui nessuno era a conoscenza e che l’autore ha avuto in esclusiva.Postfazione del giornalista Enrico Fierro

 Sabato 29 l’editrice presenterà un altro libro di grande successo, BIGPACK, che ha avuto tre ristampe e una seconda edizione e che vanta la prefazione del poliedrico Massimiliano Bruno (regista, sceneggiatore, scrittore, commediografo e attore) Insieme all’autore Paolo Mazzaglia l’artista e performer Gianni Cuomo.

Domenica 30 sarà la volta di Federico Sallusti con Poi domani ci penserò se mai,un thriller storico ironico, suggestivo e quasi romantico in cui un giornalista trentacinquenne, dopo un incontro. che non ha nulla di casuale, con un ex compagno di scuola, si ritrova di nuovo coinvolto nella sua ultima indagine. Da quel momento personaggi del presente e del passato si intrecciano in più storie, mai banali, che non danno nulla per scontato.

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