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P.A: Unadis, così concorsi diventano solo spreco di soldi

«Le novità inserite ci preoccupano molto», in particolare per quanto riguarda l’accesso alla dirigenza: «Non va bene entrare con il tempo determinato e non più a tempo indeterminato, così facciamo un concorso con i soldi dei cittadini e poi buttiamo quei soldi». Lo afferma il segretario generale dell’Unadis, il sindacato dei dirigenti statali, Barbara Casagrande, dopo l’approvazione del ddl delega sulla riforma della Pa. «Se la Pubblica Amministrazione ha bisogno di dirigenti e fa un concorso per assumerli, investe su di loro, allora perchè poi li si deve buttare fuori», aggiunge Casagrande.

«Ci sembra un sistema predatorio, dobbiamo dare fiducia ai giovani che entrano nella Pa e cacciarli solo se infedeli, inetti o se commettono reati». Casagrande non è invece contraria alla carriera, «va bene anche accedere da funzionario, come avviene con il corso-concorso, e poi crescere all’interno della Pa». E aggiunge: «Noi siamo per la meritocrazia», su questo ‘avevamo avuto garanzie, dando da parte nostra un’apertura di credito al governo«, spiega. Invece, prosegue, con riferimento anche alle nuove regole sulla licenziabilità, »ora siamo davanti a uno spoil system becero, esteso a tutti i dirigenti e non solo ai casi apicali, così il rischio è che conti, più del merito, la tessera politica«.

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