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Sanità

Ospedale di Avezzano, riapre Neurochirurgia

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Neurochirurgia riapre i battenti all’ospedale di Avezzano: la riattivazione delle prestazioni specialistiche salvavita nel campo della neurotraumatologia e della chirurgia spinale, servizi di fondamentale importanza per la comunità Marsicana, è stata comunicata ufficialmente al sindaco, Gianni Di Pangrazio, dal Manager della Asl, Giancarlo Silveri. Le procedure per l’inizio delle attività -fissato per luglio- sono scattate a conclusione del percorso formativo per i medici specialisti destinati a Neurochirurgia.
Entro settembre, dato il periodo feriale, anche il terzo dei servizi salvavita, considerati “irrinunciabili” dal sindaco di Avezzano e dall’intera Comunità della Marsica (Stroke-Unit è diventato un fiore all’occhiello; mentre Emodinamica attende il ritorno al ciclo continuo), opererà a pieno ritmo. “La riattivazione di Neurochirurgia, in aggiunta agli altri importanti salvavita, Stroke-unit ed Emodinamica, frutto della spinta comune di sindaci, sindacati e operatori, segna un nuovo passo in avanti verso una sanità all’altezza della Comunità marsicana”, afferma il sindaco, Gianni Di Pangrazio, soddisfatto per l’imminente riavvio del servizio destinato a mettere fine ai viaggi della speranza, “il Manager Silveri ha rispettato gli impegni assunti in sede di conferenza dei sindaci della Asl. Ora occorre un altro piccolo sforzo affinché il servizio di Emodinamica funzioni a ciclo continuo”.
Al momento, infatti, è operativo per gli interventi programmati che non soddisfano le esigenze di un territorio prevalentemente montano, come la Marsica, con una popolazione di 150mila persone, dove l’incidenza di questa malattia è alta. Nelle prossime settimane, comunque, l’erogazione delle prestazioni relative alla branca specialistica di Neurotraumatologia e Chirurgia spinale”, così come comunicato dal Manager Asl, “riprenderanno con gradualità, per raggiungere il top entro il mese di settembre”.

Abruzzo

Intervento innovativo per i malati di cuore portato a termine dal Dott. Stefano Guarracini

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Avezzano. Una innovativa tecnica di intervento per curare l’angina pectoris refrattaria. Un intervento è stato portato a termine dal reparto di Cardiologia della clinica Pierangeli di Pescara, guidata dal  dottor Stefano Guarracini, di Avezzano, e dalla sua equipe. L’intervento permette di far fronte a questa tipologia di problema che non  ottiene benefici tramite la terapia farmacologica.

In particolare si tratta del primo impianto in Abruzzo del dispositivo “Reducer di Neovasc” e a beneficiarne è stato un uomo di 61 anni con problemi di  rivascolarizzazione miocardica chirurgica e meccanica, con angina refrattaria nonostante terapia ottimizzata.

Il sistema Neovasc Reducer è un dispositivo impiantabile, creato per costituire un restringimento permanente e controllato del seno coronarico destinato a migliorare la perfusione nel miocardio ischemico in presenza di patologia cardiaca ischemica reversibile. Il Reducer™ è destinato a pazienti, spesso definiti “no option”, che presentano cioè angina pectoris refrattaria associata a provata ischemia miocardica reversibile, con limitate opzioni di trattamento (non più rivascolarizzabili, in terapia medica massimale).

«La quotidianità di questi pazienti», spiega il dottor Guarracini, «è spesso altamente compromessa dalla sintomatologia, e l’obiettivo della terapia dedicata loro deve essere prima di tutto diretta a migliorarne la qualità della vita. Ancora sono in corso vari trial clinici a riguardo e siamo fieri di poter contribuire con il nostro reparto alla ricerca in questo settore».

L’impianto avviene in  anestesia locale, mediante un catetere, attraverso la giugulare, in seno coronarico (una grossa vena che raccoglie il sangue refluo dalla circolazione coronarica del miocardio), assumendo una forma a clessidra a seguito del rilascio. Dopo circa uno-due mesi il dispositivo viene “endotelizzato”, creando un restringimento della vena. Il primario di Anestesia e rianimazione, dottor Marco Tarquini, ha introdotto questa terapia con il supporto del dottor Giannini, allievo del professor Colombo, guru dell’Emodinamica italiana, responsabile dell’Emodinamica al “Maria Cecilia Hospital”.

La quotidianità di questi pazienti è spesso altamente compromessa dalla sintomatologia e l’obiettivo della terapia dedicata loro deve essere prima di tutto diretta a migliorarne la qualità della vita. Nel corso degli anni, sono state testate un numero considerevole di terapie per trattare l’angina refrattaria, ma nessuna di esse ha avuto risultati concreti. I risultati dell’utilizzo del dispositivo Reducer mostrano che il 70–80% dei pazienti con angina refrattaria, a seguito dell’impianto hanno un miglioramento nei loro sintomi. Ad oggi, in Italia più di 250 pazienti sono stati selezionati e hanno ricevuto questa terapia.

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Abruzzo

ASL AVEZZANO-SULMONA-L’AQUILA: STABILIZZAZIONI PER 108 OPERATORI

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ASL AVEZZANO-SULMONA-L’AQUILA: STABILIZZAZIONI PER 108 OPERATORI CHE PASSANO DAL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO A QUELLO INDETERMINATO.

OLTRE AGLI INFERMIERI (60), IN QUOTA PREVALENTE, CI SONO OSTETRICHE, TECNICI DI RADIOLOGIA, FISIOTERAPISTI E LOGOPEDISTI.

IL MANAGER TORDERA: “LA CARENZA DI PERSONALE, DA TEMPO SUL TAPPETO, E’ STATA AL CENTRO IN PASSATO DI DIVERSE RIUNIONI DEL COMITATO DEI SINDACI DELLA ASL. PER ASSUMERE NUOVO PERSONALE OCCORRE RIVEDERE I TETTI DI SPESA”

La Asl stabilizza 108 precari e converte il loro contratto da tempo determinato a indeterminato. La delibera, adottata dal manager della Asl, Rinaldo Tordera, la n. 222 del 12 febbraio scorso, riguarda figure professionali di profilo diverso, già in servizio,  che entrano ora a far parte a tutti gli effetti della dotazione di personale dell’azienda. Ciò significa che le attività sanitarie e amministrative potranno contare su risorse umane certe e stabili che non saranno più soggette all’incertezza di continue scadenze e rinnovi contrattuali che possono mettere a rischio l’efficienza dei servizi.  All’interno del nutrito numero di stabilizzazioni  la quota più ampia riguarda gli  infermieri (60), seguiti da ostetriche (14), tecnici sanitari di radiologia (14), fisioterapisti (6), logopedisti (6), collaboratori amministrativi professionali (cioè impiegati, 6) e tecnici della prevenzione nell’ambiente dei luoghi di lavoro (2). Le stabilizzazioni rientrano nell’ambito del piano di assunzioni 2018. L’immissione degli operatori nei ranghi della Asl a titolo definivo va salutata sicuramente come un fatto positivo ma sul versante del personale sono necessari interventi molto più incisivi.

“Attualmente la dotazione organica è insufficiente”, dichiara il manager della Asl, Tordera, “e  occorrono quindi nuove, adeguate misure. In particolare, per potenziare il personale di reparti e servizi è necessario aumentare il budget assegnato dalla Regione alla Asl. La carenza di personale è un problema sul tappeto da molto tempo ed è stata più volte al centro di incontri e analisi da parte del comitato ristretto dei sindaci della Asl.  Per investire in modo concreto sul personale è necessario  rivedere i tetti di spesa in sede di programmazione regionale, al fine di assicurare all’utenza le prestazioni fissate nei Lea” (livelli essenziali di assistenza).  Tale obiettivo, tra l’altro, assume ulteriore importanza se riferito a un territorio come quello della Asl della provincia di L’Aquila, esteso quanto il Molise e caratterizzato da aree molto periferiche e spesso difficili da raggiungere dove non è sempre agevole assicurare uniformi standard di assistenza alle comunità delle aree interne.

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Abruzzo

LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE AVIS AVEZZANO SIMONE DI CICCO

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In conseguenza alle concomitanti dimissioni di oltre la metà del gruppo consiliare in carica, si è generata la decadenza del direttivo AVIS di Avezzano e saranno pertanto a breve indette nuove elezioni. Le ragioni che stanno alla base di quanto accaduto sono legate a dissapori interni e nulla hanno a che fare con l’attività strumentale ed operativa dell’Associazione medesima, la quale, ad onor del vero, ha conosciuto una fase di presenza copiosa e costante sul territorio nell’ultimo biennio ed è stata accompagnata da un processo di progressivo rinnovamento delle sue componenti.

Tanto è stato fatto. Sono onorato di rivendicarlo in ossequio all’impegno profuso da tutte le persone che hanno messo a disposizione il proprio tempo, la propria competenza e passione per la causa, dando prova di spiccato spirito civico. In maniera prettamente esemplificativa ricordo l’organizzazione del memorial “Di Benedetto” cui fece seguito una preziosa campagna di sensibilizzazione sul territorio che si tradusse nella consegna di circa 20.000 cartoline AVIS, consentendoci così di “entrare” nelle case degli avezzanesi. Questo impegno capillare ha prodotto risultati tangibili visto che il 2017 è stato l’anno record a livello di donazioni, con ben 1186 sacche raccolte: una cifra senza precedenti per lo storico dell’Associazione.È proprio la delineazione di questo scenario che rende, mi sia consentito, discutibile o, quantomeno, poco comprensibile la scelta operata dai consiglieri dimissionari. Una presa di posizione che lascia l’amaro in bocca e mi spinge a palesare la ferma volontà di non candidarmi a far parte della prossima governance dell’Associazione, lasciando spazio a coloro che hanno deciso di dissociarsi dalla decaduta direzione associativa e mostrando così rispetto anche per una scelta che non riesco a condividere nei motivi che l’hanno partorita.

Non ho tuttavia l’intenzione di disperdere il patrimonio di esperienze maturate sul campo in oltre 10 anni di terzo settore che intendoreinvestire nel nostro territorio aderendo, col massimo entusiasmo e la totale disponibilità, al gruppo della Lega di Matteo Salvini e di impegnarmi nell’ interesse della Marsica. Ringrazio pertanto tutti coloro che i hanno accompagnato in questa splendida esperienza ed auguro all’AVIS di Avezzano di proseguire nel positivo solco tracciato.

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Attualità

CASA DI CURA INI CANISTRO: 1.808 INTERVENTI CHIRURGICI NEL PRIMO ANNO DI MONOSPECIALISTICA IN ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA

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CASA DI CURA INI CANISTRO: 1.808 INTERVENTI CHIRURGICI NEL PRIMO ANNO DI MONOSPECIALISTICA IN ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA

Bilancio positivo nel 2018: 414 artroscopie spalla, 25.170 prestazioni nelle altre specialità. Dirigenza: soddisfatti, nostra struttura all’avanguardia europea

CANISTRO, 1 febbraio – Nel 2018, anno dell’avvento della mono-specialistica in ortopedia e traumatologia sono stati effettuati 1.808 interventi chirurgici in regime convenzionato e 25.170 prestazioni sanitarie nelle altre specialità.

Sono numeri che disegnano un bilancio positivo per la casa di cura Ini di Canistro (L’Aquila) che fa parte del gruppo nazionale di proprietà della famiglia Faroni.

I dati confermano innanzitutto il successo della riconversione in mono-specialistica in Ortopedia e Traumatologia, imposta dal decreto dell’ex ministro Beatrice Lorenzin, avviata il primo gennaio 2018. La clinica privata ha però confermato e potenziato, anche con l’acquisto di macchinari all’avanguardia, le sue altre prestazioni di eccellenza, in particolare quelle di Urologia, branca storica, ora in regime privato, ma a costi calmierati e competitivi.

Un elemento significativo è l’aumento degli interventi negli ultimi tre mesi, con punte durante l’anno che hanno sfiorato quota 200 mensili. “Al termine del primo anno legato al nuovo corso della nostra struttura, siamo soddisfatti dei risultati ottenuti e quindi delle prestazioni fornite ai cittadini – spiega il Direttore amministrativo di Ini Canistro, David Massitti, alla guida della struttura dal mese di ottobre -. Ci fa ben sperare il buon andamento strutturale degli ultimi mesi dell’anno, un segnale chiaro del fatto che stiamo entrando nel giusto ed efficace assetto organizzativo”.

Secondo il dirigente, “le nuovissime sale operatorie dotate di sistemi e spazi ampi con tecnologie che aumentano l’asepsi, la sicurezza e la qualità ambientale sia del paziente che degli operatori, hanno fatto diventare la nostra struttura un polo attrattivo per chi ha necessità di chirurgia e assistenza di alto livello”.

“Questo si lega ad una politica del Gruppo Ini che ha deciso di fare in modo che, nel pieno rispetto degli accordi regionali, il rapporto tra investimenti privati e contributo del sistema sanitario nazionale porti ad un ricavo equilibrato ma con un risultato eccellente e performante. In tal modo la nostra struttura può essere paragonata alle migliori cliniche private europee”, chiarisce ancora Massitti.

Dei 1.808 interventi in regime convenzionato, 414 hanno riguardato l’artroscopia della spalla, 321 l’artroscopia del ginocchio, 189 l’ernia discale, 176 l’alluce valgo, 110 la protesi del ginocchio.

A seguire sono stati eseguiti interventi relativi al tunnel carpale (98), protesi d’anca (81), artrodesi semplice (53), interventi su articolazioni maggiori arti superiori (34), artrodesi complicata (25), revisione protesi (15), nervo ulnare(13) e artrodesi cervicale (10).

 

Altro dato significativo è l’aumento degli interventi negli ultimi tre mesi, con punte durante l’anno che hanno sfiorato quota 200 mensili.

Per quanto riguarda le prestazioni complessive, la classifica vede in prima posizione la fisioterapia (10.050), a seguire le analisi di laboratorio (6.979), la diagnostica per immagini (3.639), la neurologia (1.794), l’ortopedia (1.628), la cardiologia (1.038) e la nefrologia (42).

Attualmente alla Ini lavorano 150 professionisti, e la clinica è autorizzata all’esercizio dell’attività ospedaliera per una dotazione totale di 105 posti letto.

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Abruzzo

Comunicato Stampa – Al via corso di Formazione “Psicologia dello Sport: cosa c’è da sapere o saper fare?”

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COMUNICATO STAMPA

Al via l’8 febbraio 2019 il Corso di Formazione a cura del CPS Pescara:

Psicologia dello Sport: cosa c’è da sapere o saper fare?

 

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            PESCARA. Favorire l’utilizzo consapevole delle nozioni di psicologia generale connesse allo sviluppo della propria professione, stimolare un approfondimento degli aspetti psicopedagogici, metodologici e didattici propri dei settori giovanili e ispirare comportamenti assertivi ed empatici da integrare nel proprio stile di allenamento o insegnamento, sono questi alcuni degli obiettivi del Corso di Formazione “Psicologia dello Sport: cosa c’è da sapere o saper fare?” organizzato dal Centro di Psicologia dello Sport di Pescara e rivolto a allenatori, laureati o a studenti di Scienze Motorie. Il corso prevede tre appuntamenti – l’8, il 15 e il 22 febbraio 2019 – e sarà tenuto nella sede del Centro di Psicologia dello Sport di Pescara, in via Ancona, 68, da due psicologhe e psicoterapeute: Margherita Sassi, esperta in Psicologia dello Sport e Daniela Fonte, esperta di biofeedback. Le iscrizioni al corso, rivolto a un minimo di 4 e a un massimo di 8 partecipanti, scadranno il 4 febbraio 2019.

            Tra le tematiche affrontate le competenze necessarie al tecnico per fronteggiare efficacemente gli stimoli circostanti, come le crisi, i conflitti, i cambiamenti e le tensioni dell’ambiente sportivo; le strategie per risolvere i problemi personali e sociali legati alla quotidianità; la gestione dello stress; la creatività come capacità di ristrutturare i problemi; la propedeuticità delle abilità senso-percettive in termini di salute e di prestazione; le attività valutative finalizzate all’espressione delle singole personalità; l’effetto Pigmalione e l’osservazione sistematica dei comportamenti; la progettazione e la pianificazione, ovvero il bisogno di conciliare la logica dell’efficienza con quella dell’impegno e la capacità di mettersi nei panni altrui. Verranno affrontati anche temi quali l’onestà e la fiducia come valori di partenza; l’accettazione dell’altro come chiave dell’ascolto e la capacità di riconoscere e di comunicare emozioni e sentimenti. Le lezioni, della durata di dieci ore totali, si terranno dalle 9,30 alle 12,30 (primo e terzo appuntamento), il secondo si terrà dalle 9 alle 13.

         “Il titolo scelto per il Corso di Formazione che abbiamo deciso di organizzare – dichiara Margherita Sassi responsabile del CPS Pescara – racchiude in se un interrogativo importante che muove su due fronti: cosa c’è da sapere o saper fare nell’ambito della Psicologia dello Sport. Gli argomenti che verranno affrontati cercheranno di rispondere a questa domanda e forniranno gli strumenti per meglio comprendere le sfaccettature di questo ambito. Il corso è rivolto a poche persone, massimo otto iscritti, perché l’intenzione è poter interagire con tutti i partecipanti al meglio e dare a ognuno la giusta attenzione. Sono certa che, come accaduto anche in corsi precedentemente organizzati dalla nostra struttura, si creerà un gruppo accomunato dagli stessi interessi e dalla voglia di crescere attraverso le riflessioni che potranno emergere. Ringrazio la collega Daniela Fonte, preziosa collaboratrice, e quanti hanno supportato l’organizzazione di questo corso”.

         Ogni appuntamento comprende una parte esperienziale collegata agli aspetti teorici e a fine corso ciascun partecipante avrà la possibilità di accedere a tutto il materiale didattico utilizzato durante lo svolgimento delle attività e sarà possibile ritirare l’Attestato di Partecipazione; in occasione del Corso verrà promosso l’accesso gratuito alla biblioteca del CPS Pescara.

         Per ulteriori informazioni e prenotazioni: www.cpspescara.itinfo@cpspescara.it; Ufficio: 085 297338; WhatsApp 338 3815371. 

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Sanità

Si è spento il professor Gaspare Carta, sanità in lutto

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L’Aquila – Santità in lutto per la prematura scomparsa del professor Gaspare Carta. 68 anni è stato per oltre quarant’anni direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila eprofessore ordinario di Ginecologia presso l’Università degli studi dell’Aquila. Il 16 ottobre scorso aveva lasciato l’insegnamento e l’attività professionale con un lungo messaggio affidato ai social in cui confessa di un brutto male che lo aveva colpito.

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Sanità

Cim chiuso dopo blitz Nas, Ginnetti a De Angelis: La Crisalide resti ad Avezzano

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Avezzano “La sede provvisoria della residenza protetta la Crisalide deve essere collocata ad Avezzano o in zone limitrofe”. E’ l’appello che il segretario provinciale della Uil Fpl Antonio Ginnetti rivolge al sindaco di Avezzano Gabriele De Angelis, “affinché si tutelino le esigenze dei pazienti che si trovano a svolgere un delicato percorso di riabilitazione, dei familiari che quotidianamente gli sono vicini e dei lavoratori della cooperativa che operano all’interno della struttura”. La residenza La Crisalide si trova infatti all’interno dell’edificio che ospita il Centro di salute mentale e il centro diurno L’Arcobaleno che è oggi e sarà nei prossimi mesi oggetto di lavori di ristrutturazione, dopo i sopralluoghi dei carabinieri dei Nas che hanno riscontrato carenze strutturali e igienico-sanitarie. A tal proposito nei giorni scorsi Ginnetti ha inviato una lettera al primo cittadino di Avezzano chiedendo una ricollocazione quanto più possibile vicina all’attuale sede della residenza protetta. “Sappiamo che per il Csm e per il centro diurno sono state trovate delle nuove sedi sul territorio di Avezzano – aggiunge Ginnetti – Mantenere la struttura in una zona limitrofa è importante anche per i familiari che possono così essere vicini ai loro cari senza dover affrontare spostamenti di sorta e per i lavoratori della cooperativa che operano da anni all’interno della struttura”. 

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