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Oscar Green Abruzzo, ecco i vincitori

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Ci sono le uova di quaglia contro il colesterolo e le allergie, il fiorista a chilometro zero e l’officina contadina, in cui vengono rivisitati in chiave moderna sapori antichi come il sambuco. Ci sono i tartufi aquilani, biologici al cento per cento ed esportati in tutto il mondo sulle navi da crociera più gettonate. E poi la sala esperienziale che riproduce la vegetazione campestre per una degustazione a 360 gradi o l’innovativo virtual tour per entrare in cantina senza spostarsi di un centimetro.

E’ un’agricoltura che guarda al futuro ma non dimentica il passato la protagonista dell’edizione 2014 di Oscar Green, il concorso sull’innovazione promosso da Coldiretti Giovani Impresa che, nella selezione regionale, ha premiato sei imprenditori con meno di 40 anni e un Comune che si è distinto per la comprensione del progetto di filiera agricola italiana. I risultati sono stati svelati questa mattina 17 luglio a Pescara con la cerimonia di consegna degli oscar, nella sala convegni della Fondazione PESCARABRUZZO alla presenza della delegata nazionale di Coldiretti Giovani impresa Maria Letizia Gardoni, del segretario nazionale Carmelo Troccoli e dei dirigenti abruzzesi Domenico Pasetti presidente regionale di Coldiretti, Alberto Bertinelli direttore regionale e Pier Carmine Tilli delegato regionale di Giovani impresa Abruzzo. Presenti alla cerimonia anche il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, la vicepresidente della fondazione Pescarabruzzo Nicoletta Di Gregorio, il consigliere regionale Alberto Balducci e il sottosegretario alla Presidenza della Regione Abruzzo Camillo D’Alessandro. Sei le categorie premiate: ”Stile e cultura d’impresa”, “In filiera”, ”Non solo agricoltura”, ”Esportare il territorio”, ”Campagna amica” e “Ideando”, oltre alla menzione speciale per il “Paese Amico”.

”L’Oscar Green è un concorso che premia l’importante lavoro di rinnovamento e sviluppo che gli agricoltori, soprattutto i giovani, portano avanti ogni giorno per rispondere alle esigenze sempre diverse del mercato” ha evidenziato il delegato regionale di Coldiretti Giovani impresa Abruzzo Pier Carmine Tilli “l’ampia partecipazione a questo premio dimostra che c’è un tessuto di imprenditori che produce e si impegna con determinazione per proporre prodotti nuovi e al passo con i tempi’. Soddisfatto anche il presidente di Coldiretti Abruzzo Domenico Pasetti, che ha ribadito l’importanza delle giovani generazioni per l’innovazione e il miglioramento del settore, e la delegata nazionale Maria letizia Gardoni che ha spronato gli imprenditori agricoli a “fare sempre meglio e di più perché sono i giovani il volto nuovo del paese”. Il Direttore Bertinelli ha invece sottolineato l’importante ruolo dell’innovazione in agricoltura soprattutto alla luce del forte appeal suscitato sulle nuove generazioni, come conferma la crescita degli iscritti nelle scuole ad indirizzo agrario, segno tangibile di come “il settore agricolo ricopra un ruolo importante nell’economia del futuro”.  Il sottosegretario alla presidenza della Regione Abruzzo Camillo D’Alessandro ha infine evidenziato il <<il secondo tempo dell’Abruzzo passa da questi progetti di vita, che sono diventati impresa e quindi economia ed occupazione. Non c’è alternativa: agricoltura e turismo sono l’asset primario della nostra regione>>.

I vincitori della selezione regionale del concorso premiati con l’Oscar Green Abruzzo 2014 sono:

Francesco Chiarieri, 25 anni, di Pianella (PE), titolare della Società agricola Chiarieri, vincitore della categoria STILE E CULTURA DI IMPRESA, è l’esempio di come si possa innovare partendo dalla tradizione. E’ produttore di olio e di vino e, sfruttando le opportunità legate all’Organizzazione comune di mercato, Francesco ha scelto di potenziare la struttura ricettiva aziendale trasformando la vecchia cantina in un locale degustazione da una parte, sala esperienziale dall’altra per riproporre, seppur in un ambiente confinato, la natura delle proprie viti. Nella realtà aziendale ha inoltre grande importanza la tecnologia: presente nei social network più gettonati e dotata di una pagina web, la società agricola Chiarieri ripropone la propria realtà attraverso avveniristici virtual tour – molto usati nel Nord Italia – e offre la possibilità di acquistare le proprie produzioni attraverso il canale e-commerce.

Emiliano e Alessandra Paccione, di Ripa Teatina (CH), rispettivamente di 43 e 40 anni, sono i titolari della Fattoria Ale e si sono completamente dedicati alla produzione e alla lavorazione delle uova di quaglia, un prodotto poco conosciuto e diffuso che si caratterizza tuttavia per il basso contenuto di colesterolo. Le uova di quaglia hanno infatti proprietà nutrizionali e gli ultimi studi confermerebbero una particolare importanza contro le allergie ai pollini. Emiliano ed Alessandra le commercializzano fresche e trasformate sottoforma di dolci e pasta. Con l’oscar green è stato premiato il coraggio di una produzione ‘alternativa’ alla tradizionale che sfida le leggi del mercato cercando di imporre un prodotto nuovo e di nicchia. Hanno vinto la categoria IN FILIERA.

Martina Paris, 24 anni, di Moscufo (PE), vincitrice della categoria IDEANDO rivolta ai nuovi insediati, è il simbolo di una agricoltura giovane e sana. Nella sua azienda, conosciuta col nome di Officina contadina, coltiva con passione un centinaio di olivi con metodo rigorosamente biologico e numerose varietà di ortaggi anche non molto diffusi come la zucca luffa, la lattuga cerbiatta e la cipolla bianca di Fara, anch’essi biologici. Tra le altre cose, l’azienda si caratterizza per la coltivazione di piante officinali come calendule ed echinacee, e per una piccola produzione di trasformati tra cui marmellate tradizionali come la scrucchiata e le particolari marmellate di sambuco, melangoli e pomodoro. E’ imprenditrice agricola da due anni.

Svetlana Kashina, 33 anni, di Molina Aterno (AQ), e titolare insieme al marito Gianni Fasciani, dell’azienda agricola Fasciani, specializzata nella produzione di tartufi da oltre 30 anni e tramandata da padre in figlio. Vincitori della categoria ESPORTARE IL TERRITORIO, in cui viene premiata la capacità di far conoscere le tradizioni made in Italy anche all’estero, i giovani aquilani sono riusciti ad esportare il proprio prodotto su un territorio non delineato da confini “terrestri”….ma marini. Hanno infatti l’esclusiva per la fornitura di tartufi e derivati per i ristoranti di una delle maggiori catene di navi da crociere extra lusso, riuscendo così a far conoscere la terra d’Abruzzo in ogni angolo del mondo. Oltre al prodotto tal quale, che esportano all’estero per il 40% della propria produzione, sono specializzati nella lavorazione di carpaccio al tartufo, peperoncino e olio aromatizzato al tartufo e i nuovissimi miele e burro al tartufo. Sono tra i pochissimi del settore a produrre tartufi ‘biologici’ in un’area  situata nel cuore della regione, all’interno del parco regionale Sirente Velino, e circondato da altri tre importanti parchi nazionali: Parco nazionale d’Abruzzo, parco nazionale della Maiella, parco nazionale del Gran Sasso.

Pascal Tinari, di Guardiagrele (CH), 25 anni, titolare dell’azienda agricola Fattoria Villa Maiella, ha scelto di dedicarsi al settore agricolo per amore del cibo di qualità. Figlio d’arte (il suo papà è Peppino Tinari del ristorante stellato Villa Maiella), Pascal è titolare di una aziende ad indirizzo zootecnico che alleva – tra i pochissimi nella nostra regione – il maiale nero d’Abruzzo, una pregiata razza autoctona già nota ai romani ma diventata introvabile con l’avvento della suinicoltura industriale. Pascal, in una singolare joint venture familiare, ha scelto di allevare questa specie strettamente legata all’identità del territorio e proporla direttamente al consumatore finale che ama il mangiare sano e riconosce il valore aggiunto della tradizionale alimentare. Tinari ha vinto nella categoria NON SOLO AGRICOLTURA.

Simona Scatoletta, 21 anni, di Spoltore (PE), collaboratrice del Vivaio Altea, vincitrice della categoria CAMPAGNA AMICA per l’importante contributo fornito nel dare un’impronta multifunzionale all’azienda di famiglia riuscendo ad applicare anche nel vivaismo il concetto del ‘chilometro zero’. L’Altea, in cui Simona si occupa della parte commerciale e della produzione, è specializzata nella fornitura di fiori (con particolare riferimento alle varietà autoctone) commissionati direttamente in vivaio per cerimonie, matrimoni e manifestazioni. E’ inoltre fortemente inserita nella rete di Campagna Amica, in cui è presente in occasione dei mercati fissi e occasionali anche con la vendita delle piante officinali. Tra le attività ‘multifuzionali’ aziendali ci sono gli accordi siglati con alcuni Comuni delle province di Chieti e Pescara per la manutenzione delle aree pubbliche e l’assistenza come spazzaneve e spargisale sulle strade di proprietà provinciale. E’ il simbolo dell’agricoltore custode che conosce, tutela e presidia in modo diretto il territorio.

Un riconoscimento particolare – l’Oscar per il Paese Amico – è stato invece attribuito al Comune di Spoltore per aver compreso l’importanza del progetto di filiera agricola e averlo condiviso operativamente con l’apertura dei mercati di Campagna Amica e la sensibilizzazione della cittadinanza attraverso l’importante iniziativa degli orti urbani. A ritirare il premio è stato l’assessore Chiara Trulli.

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AIELLI: I CITTADINI RICORDANO I CADUTI DELLA GUERRA. DIMENTICANZA AVUTA DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

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Lo scorso 25 aprile per la ricorrenza della Liberazione l’Amministrazione Comunale di Aielli ha dimenticato ancora una volta di deporre un fiore al monumento dei caduti di Aielli Stazione dove inoltre non e’ stato eseguito “ l’alza bandiera”. Per questo motivo nella mattinata di Domenica 28 Aprile un gruppo di cittadini indignati si sono riuniti in piazza per deporre un fiore e ricordare i morti in battaglia. A parlare è stato Marco Barbieri che ha spiegato come, nonostante nel centro di Aielli Alto si fosse svolta una manifestazione ufficiale dell’amministrazione comunale in onore dei caduti, ad Aielli Stazione non è la prima volta che viene a mancare l’appuntamento con la deposizione di fiori e l’alza bandiera. Molti cittadini sono rimasti indignati poiche’ già l’anno scorso era stata segnalata la dimenticanza dell’amministrazione comunale la quale, avvisata con dovuto anticipo, non ha ritenuto comunque importante onorare i caduti ad Aielli Stazione. “Avremmo preferito che a farlo fosse stata l’amministrazione comunale il 25 aprile, sarebbe stata la cosa più giusta, se non altro per rispetto degli anziani di Aielli Stazione che da sempre hanno visto sventolare la bandiera italiana e sono sempre stati partecipi alla deposizione della corona. Data l’indifferenza siamo stati costretti a riparare domenica con la deposizione della corona. Purtroppo non è stato possibile invece eseguire l’alza bandiera per ovvi motivi istituzionali. Mi auguro che certi episodi non si protraggano per gli anni avvenire e che l’amministrazione possa essere più attenta e sensibile nel futuro”.

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Morino scelto tra i 120 comuni in cui si sperimenterà il 5G. Il Sindaco, Roberto D’Amico, dice no

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Come riportato da Marsicanews, il comune di Morino risulta essere tra i 120 comuni designati per la sperimentazione del 5G, una tecnologia che oltre a viaggiare ad un’elevata velocità espone la popolazione a potenti onde elettromagnetiche. Le autorizzazioni per le concessioni spettano al sindaco, Roberto D’Amico che, da sempre attento alla qualità della vita dei propri concittadini e alla salvaguardia dell’ambiente, rende noto che l’Amministrazione Comunale non rilascerà alcuna autorizzazione o concessione per l’installazione delle antenne necessarie alla sperimentazione.
“Non faremo da cavia e continueremo a proteggere la salute dei cittadini, la qualità della vita e dell’ambiente che, fortunatamente e incontaminato, ancora ci circonda. Il mio ruolo di primo cittadino mi impone prima di tutto la responsabilità di prendermi cura, ove possibile, dei miei concittadini pertanto volendo mantenere ora e preservare per chi verrà dopo di noi questi luoghi, non permetterò che il Comune di Morino prenda parte ad alcuna sperimentazione che possa danneggiarci. Come si può anche solo pensare che un Comune come quello di Morino, con una ricchezza ambientale come la Riserva Zompo lo Schioppo possa essere d’accordo e accettare volontariamente di deturpare l’ambiente e mettere a rischio la nostra salute, la purezza e la ricchezza che la natura ci ha offerto?”.

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SPERIMENTAZIONE 5G: 3 COMUNI MARSICANI TRA LE CAVIE (IGNARE). I RISCHI PER LA SALUTE

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La notizia è che 120 piccoli comuni d’Italia (oltre ad alcune “smart cities”: Milano, Prato, L’Aquila, Matera e Bari, cui si aggiungono Roma e Torino, dove erano già state avviate altre prove tecniche) saranno i primi sperimentatori dell’esposizione della popolazione alle tre bande della tecnologia 5G, una rete wireless di nuova generazione (ribattezzata “l’internet delle cose“) che renderà possibile le connessioni mobili superveloci: antenne, modem che verranno implementati sugli smartphone, base station che sui tetti diffonderanno il segnale.

Non è fantascienza ma realtà. E non è solo un fatto di velocità di connessione ma un passo avanti della tecnologia applicata alle comunicazioni che potrebbe permettere di superare le prestazioni dell’attuale ADSL e favorire l’utilizzo di servizi di streaming (video in particolare) soppiantando le connessioni in fibra. Potremo così giocare online senza la necessità di disporre di macchine potenti, essere sempre connessi senza più passare continuamente da Wi-Fi a rete mobile, videosorvegliare, guidare droni o auto senza conducente, leggere i sensori dei cassonetti dell’immondizia per sapere quando svuotarli, telecomandare i robot senza bisogno di cavi, consentire ai medici di curare un paziente anche a distanza, indicare i prodotti scaduti presenti nei nostri frigoriferi, permettere ai nostri orti di richiedere di essere annaffiati e chissà che altro.

Tecnologia al servizio dell’uomo.

Ma senza rischi?

Il 5G viaggerà su frequenze altissime e mai usate finora, fino a 27,5 GHz (mentre con il 4G si arriva al massimo a 2,6 GHz): un’energia 11 volte superiore, ma che ha una “durata” di viaggio limitata. Queste onde vengono infatti facilmente assorbite dal terreno e sono “riflettenti”, non attraversano i palazzi. Per poter connettere tra loro fino a un milione di oggetti per chilometro quadrato, bisognerà installare migliaia di piccole antenne che rilanceranno il segnale proveniente da un’antenna base più grande.
L’esposizione umana alle onde elettromagnetiche aumenterà così in modo esponenziale e i rischi per la salute aumenteranno altrettanto esponenzialmente, favorendo la possibile alterazione del funzionamento delle cellule: la prestigiosa rivista scientifica Lancet ha presentato uno studio importante che dimostra gli effetti biologici e sulla salute causati dall’esposizione dell’uomo ai campi elettromagnetici con un aumento “statisticamente rilevante” del numero dei tumori, rarissimi schwannomi, al cervello e al cuore.
A queste conclusioni è arrivato anche l’Istituto Ramazzini di Bologna.

Più di 180 scienziati e medici provenienti da 37 paesi hanno da tempo diffuso un appello per avvertire dei potenziali gravi effetti del 5G sulla salute umana e richiesto una moratoria: fermiamo lo sviluppo del 5G finché gli scienziati indipendenti non potranno garantire che 5G e il livello totale di radiazioni causati da RF-EMF (5G insieme a 2G, 3G, 4G e WiFi) non siano dannosi ai cittadini dell’UE, in particolare a neonati, bambini e donne in gravidanza, nonché all’ambiente.
La preoccupazione tra i cittadini sta crescendo e la neonata “Alleanza nazionale STOP 5G” ha organizzato lo scorso 2 marzo a Vicovaro (Roma) il primo meeting nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema e chiedere con forza una moratoria.

A fronte dei rischi, occorre registrare un’ulteriore situazione particolarmente sorprendente: molti dei 120 comuni selezionati a far da “cavie” non ne sanno nulla.

Se pensate che sia utile una vostra azione formale nei confronti di tutti i Sindaci dei comuni abruzzesi e marsicani compresi nell’elenco, è questo il momento di farlo.

Questo l’elenco dei comuni abruzzesi :

1 Gagliano Aterno L’Aquila
2 Civita d’Antino L’Aquila
3 Morino L’Aquila
4 Castiglione a Casauria Pescara
5 Brittoli Pescara
6 Canistro L’Aquila
7 Introdacqua L’Aquila
8 Barete L’Aquila
9 Tossicia Teramo
10 Montebello di Bertona Pescara
11 Fresagrandinaria Chieti

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LFoundry: il percorso annunciato a ottobre 2018 sta prendendo forma e sostanza

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Avezzano (AQ), 22 marzo 2019 – Con l’obiettivo primario di mantenere inalterati i livelli occupazionali, l’azienda sta continuando ad avere la necessità di gestire un periodo di transizione in cui si rende necessaria una riduzione dell’orario di lavoro per tutti i dipendenti. Come noto, in questi mesi abbiamo applicato una percentuale di riduzione dell’orario di lavoro di circa il 20%, secondo l’accordo firmato da azienda e sindacato a ottobre 2018.

Nel mese di aprile 2019 accadrà ciò che era inizialmente previsto per dicembre 2018 e che fu annunciato con la firma del sopracitato accordo. Con grande ottimismo per il futuro e consapevoli della necessità assoluta di dover cambiare e di dover intraprendere questa strada, l’azienda comunica l’avvio della fase acuta di implementazione del progetto MES, un’attività vitale per l’organizzazione poiché, come tutti ormai sanno, riguarda l’introduzione di un nuovo software di gestione della produzione che renderà LFoundry definitivamente autonoma nei sistemi gestionali rispetto alla precedente controllante, Micron Technology.

Il rovescio della medaglia è che tale situazione di transizione dovuta al progetto MES comporterà un forte rallentamento delle attività produttive. In questo periodo verrà massimizzata l’assenza dal lavoro dei dipendenti con esclusione di coloro espressamente dedicati alle attività MES, salvaguardando, allo stesso tempo, l’operatività aziendale prima di tutto da un punto di vista di sicurezza degli impianti.

Non ignoriamo il fatto che questo periodo sarà di forte impatto per tutti. Un periodo duro, difficile, che ancora una volta richiederà sacrifici per tutti i dipendenti, ulteriormente aggravato da una ormai forte crisi del mercato delle automobili in Cina che sta registrando perdite consistenti: -13,8% di vendite solo a febbraio 2019, l’ottavo mese di fila al ribasso secondo la China Association of Automobile Manufacturer (Fonte: La Repubblica).
Tale condizione di calo del mercato automobilistico in Cina sta ovviamente e inevitabilmente determinando un calo di domanda di sensori ottici per LFoundry e per tutte le aziende al mondo che operano nello stesso settore. Attualmente l’impatto ci viene riportato anche dai nostri clienti del settore.

D’altro lato stiamo lavorando su piani futuri verificando potenziali possibilità di sviluppo del sito con nuovi partner. Ci sono trattative in corso di cui, per ovvi motivi, non è possibile ancora parlare. Contiamo di poter concludere l’attività entro poche settimane. Il lavoro che si sta facendo vuole consentire di rilanciare nel medio-lungo termine la competitività dell’azienda e tornare, quindi, a offrire crescita e sviluppo sul territorio.

La strada è ancora in salita, ci aspetta un duro periodo nel breve termine, ma cominciamo ad intravedere possibilità di nuovo sviluppo futuro.

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FINANZIAMENTO AL TERRORISMO IN ABRUZZO: PERQUISIZIONI IN CORSO SU SOGGETTI DI ORIGINE TUNISINA

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Nell’ambito di una complessa indagine coordinata e diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo di L’Aquila, in data odierna sono state disposte ed eseguite numerose attività di perquisizione nei confronti di oltre 20 soggetti di origine tunisina, da anni stabilitisi in Italia, per l’accertamento di responsabilità in ordine alla commissione di vari reati con finalità di terrorismo. Le attività di perquisizione sono state delegate per l’esecuzione ai carabinieri del R.O.S. e ai finanzieri del G.I.C.O. di L’Aquila, che hanno anche curato congiuntamente le fasi investigative. Le attività di perquisizione, oltre che in Abruzzo, hanno interessato anche le città di Torino, Milano e la provincia di Ascoli Piceno. Le ipotesi di reato, per le quali la Direzione Distrettuale aquilana sta indagando, riguardano una serie di illeciti di natura tributaria, posta in essere per raccogliere ingenti disponibilità di denaro potenzialmente da destinare anche al finanziamento di attività riconducibile al movimento radicale islamico “Al-Nusra”. In particolare, tramite alcune società operanti nel settore della rifinitura edilizia e nel commercio di tappeti, formalmente intestate a soggetti di comodo ma di fatto gestite da un unico soggetto, capo indiscusso del gruppo, sono stati creati numerosi artifizi contabili per distrarre ingenti somme di denaro dalle società. Le illecite disponibilità finanziarie sarebbero state successivamente “riciclate”, mediante l’acquisto di beni immobili e l’investimento in altre attività imprenditoriali, nonché destinate al finanziamento di gruppi radicali di ispirazione islamica insediati all’estero. Le attività di polizia giudiziaria eseguite oggi sono state svolte con il supporto dei Comandi Provinciali Carabinieri e della Guardia di Finanza di Torino, Milano, Ascoli Piceno e Teramo e anche grazie all’azione di coordinamento assicurata dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri e dal Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza

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POLIZIA DI STATO: OPERAZIONE “FARE CENTRO” DURO COLPO AL TRAFFICO DI STUPEFACENTI.

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Ieri mattina, personale della Squadra Mobile di L’Aquila, al termine di una complessa e articolata attività investigativa, ha eseguito sette, delle nove, ordinanze di custodia cautelare disposte dal GIP del Tribunale di L’Aquila, Dr. Giuseppe Romano GARGARELLA, nei confronti di sei uomini ed una donna, indagati per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti.

In particolare, R. K., 32enne di nazionalità albanese, e M. M., 46enne di nazionalità italiana, sono stati destinatari della misura cautelare della custodia in carcere, mentre sono stati posti agli arresti domiciliari S. O., 28enne, R. S., 25enne, e H. E., 40enne, tutti cittadini albanesi, S. D., 30enne romena, e S.T. , 50enne macedone.
Sono in corso le ricerche di altri due indagati, un 27enne romeno e un 32enne albanese, destinatari, rispettivamente, della custodia cautelare in carcere e di quella degli arresti domiciliari.
Sei di loro dovranno rispondere del delitto di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina, gli altri tre delle varie cessioni dello stupefacente.
Le indagini, durate circa un anno, sono iniziate nell’estate del 2017, allorquando nel corso dei continui servizi di osservazione effettuati dagli operatori della Sezione Antidroga è stato notato un anomalo via vai di persone nei pressi di un’abitazione della centrale Via del Guasto.
Gli investigatori, approfondendo il fenomeno, hanno capito che, all’interno e nei pressi dello stabile, avvenivano numerose cessioni di sostanza stupefacente del tipo cocaina.
Le attività investigative, coordinate dal P.M., dr. David MANCINI della DDA di L’Aquila e dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Ministero dell’Interno, hanno permesso di documentare, anche attraverso l’utilizzo di intercettazioni telefoniche ed ambientali, una fiorente attività di spaccio di cocaina.
I clienti, dopo aver preso accordi telefonici con gli indagati, utilizzando anche whatsapp, entravano nell’abitazione e ricevevano la cocaina pattuita: il prezzo di ogni singola dose (mezzo grammo) era di circa 50 euro.
In alcuni casi, per eludere i controlli delle Forze dell’Ordine, alcuni clienti consumavano la droga direttamente nell’abitazione.
Le articolate attività operative hanno consentito, inoltre, di dimostrare l’esistenza di una vera e propria associazione, di cui facevano parte alcuni degli indagati, costituita allo scopo di reperire e poi vendere al dettaglio la cocaina, evidenziando i singoli ruoli degli appartenenti all’associazione criminale.
Lo spaccio avveniva, principalmente, nell’abitazione di Via del Guasto, luogo scelto dai malviventi perché vicino ai locali di intrattenimento della città; in alcuni casi è stata documentata la cessione di droga anche in altri luoghi cittadini,
Già ai primi stadi delle indagini, R.K e T.M. , uno dei soggetti al momento irreperibile, sono stati arrestati in flagranza di reato, con conseguente sequestro di circa 450 gr. di cocaina.
La puntuale e analitica ricostruzione degli episodi di spaccio, l’individuazione del modus operandi e dei “compiti” che ogni appartenente all’organizzazione svolgeva, hanno consentito alla Squadra Mobile di prospettare alla Procura della Repubblica un solido quadro probatorio circa le responsabilità degli indagati e hanno così permesso all’Autorità Giudiziaria di disporre i provvedimenti cautelari oggi eseguiti dalla Polizia di Stato.

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FESTA DEL PAPÀ : QUANDO LA LEGGE NEGA L’ESSERE PADRE

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Ci sono padri straordinariamente felici di essere padri e di fare da padri. Perché è l’esperienza più bella della loro vita. Perché il figlio è, la loro vita. Perché crescere, educare, giocare, gioire col proprio cucciolo nutre il cuore, la mente, l’anima.

Ci sono madri (non tutte chiaramente) che negano ai padri questo diritto. Negandogli così di vivere.

Ci sono padri che passano notti e settimane insonni; che subiscono: alienazioni genitoriali, telefonate interrotte con il figlio, figli manipolati, menzogne inculcate nel figlio e parole infamanti; assistono ad: accordi violati, aggressioni al patrimonio; vivono improvvisi sospetti imprevisti del figlio. Padri che vivono il figlio come un ostaggio, vile merce di scambio, corpo contundente, strumento di vendetta; arma non convenzionale. Ci sono padri che non vivono più serenamente, che non lavorano più serenamente, che non gioiscono più, che non riescono più ad immaginare il proprio futuro. Ci sono padri che si impoveriscono, aggrediti patrimonialmente. Che finiscono a fare la coda dai padri gesuiti o dormono in auto. Che hanno sconvolgimenti esistenziali non più riparabili, destinati a restare come inchiostro d’odio su candida seta. Ci sono padri negati.

Uno dei maggiori drammi della società moderna, nella quale una coppia su due è destinata a separarsi, riguarda i padri che si “separano”, ai quali si oppongono le madri con “violenza” negando loro l’esercizio della condivisione genitoriale nella crescita del figlio. La letteratura spiega che in una “separazione” (in un matrimonio o in una convivenza more uxorio) le donne tendono spesso a usare il figlio come arma e i padri invece strumentalizzano il mantenimento.

Diventa dunque essenziale il ruolo del giudice e degli avvocati che assistono le parti.

Occorre infatti che la legge venga applicata con equilibrio, saggezza e responsabilità, dai giudici minorili e che gli avvocati che assistono i genitori in tale delicato conflitto siano innanzitutto competenti, esperti e responsabili. Ho invece conosciuto tanti cialtroni che danneggiano le parti e soprattutto l’interesse dei minori arrecando danni irreparabili. Tali incompetenti andrebbero sanzionati con la radiazione o l’espulsione.

Il Tribunale per i Minorenni (T.M.) esercita nello spirito della realizzazione del migliore interesse del minore e ha giurisdizione penale, civile e amministrativa. E’ organo specializzato della giustizia, composto da quattro giudici (due togati e due onorari). In Italia ci sono 29 tribunali minorili, con 782 magistrati, dei quali circa 600 sono onorari. La selezione dei giudici andrebbe fatta col massimo rigore possibile poiché gestiscono situazioni di straordinaria importanza.

La competenza in materia civile non è esclusiva (concorrente con il tribunale ordinario e e il giudice tutelare) ma di assoluto rilievo, decidendo anche in tal senso: interventi a tutela dei minori i cui genitori non adempiono in modo adeguato o affatto ai doveri verso i figli (art. 147 cod. civ.); può limitare l’esercizio della potestà genitoriale, attivando l’intervento dei servizi socio-sanitari (art. 333 cod. civ.); può allontanare il minore dalla casa familiare (artt. 330, 333 e 336 cod. civ.); può dichiarare i genitori decaduti dalla potestà sui figli (art. 330 cod. civ.); può dichiarare lo stato di adottabilità del minore; regola l’affidamento dei figli di genitori non sposati, che hanno cessato la convivenza e che sono in situazione di conflitto rispetto all’esercizio della potestà genitoriale (art. 317 bis cod. civ.).

Ricordiamoci dunque che dove c’è un padre negato, c’è sempre un bambino negato.

STORIA DELLA FESTA DEL PAPÀ

La Festa del papà è celebrata in tutto il mondo, anche se in date differenti, e la tradizione vuole che i figli festeggino i papà con regali e biglietti pieni di sentimento. La storia di questa festa è piuttosto recente e risale precisamente al 5 luglio del 1908, giorno in cui venne festeggiata per la prima volta nella città di Fairmont, in Virginia Occidentale, presso la chiesa metodista locale in commemorazione della morte di oltre 360 uomini, 250 dei quali padri di famiglia, nel disastro di Monongah, la più grave sciagura mineraria degli Stati Uniti.

Successivamente, per la precisione il 19 giugno del 1910 a Spokane nello Stato di Washington, la Signora Sonora Smart Dodd, all’oscuro della celebrazione avvenuta a Fairmont e ispirata da un sermone ascoltato in chiesa per la festa della mamma del 1909, organizzò la prima festa del papà così come la conosciamo oggi e fece in modo che la ricorrenza venisse ufficializzata. Ancora oggi infatti diversi Paesi seguono la tradizione statunitense e festeggiano i propri papà la terza domenica di giugno. Nei Paesi cattolici invece, proprio come l’Italia, questa festa viene legata al giorno di San Giuseppe e celebrata quindi il 19 marzo.

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