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Ambiente

Orso ucciso, Wwf Italia si ritiene persona offesa


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Esposto denuncia del Wwf Italia per l’uccisione con una fucilata di un esemplare di orso Marsicano, lo scorso 12 settembre, su una pista ciclabile di Pettorano sul Gizio, nell’aquilano. Per l’uccisione è indagato un’operaio che nei giorni precedenti al ritrovamento del plantigrado aveva dichiarato di essersi ferito dopo un incontro ravvicinato con un orso che aveva compiuto una razzia nel suo pollaio. «Nella denuncia, attraverso l’avvocato Michele Pezone del Foro di Chieti – dice il presidente della sezione abruzzese del Wwf, Luciano Di Tizio – la presidente Donatella Bianchi, a nome dell’associazione ambientalista, specifica di ritenersi persona offesa in quanto il Wwf è notoriamente, e per statuto, portatore di quegli interessi diffusi lesi dal reato». «Anche alla luce della campagna nazionale lanciata in questi giorni per dire basta ai crimini di natura – commenta il delegato regionale Di Tizio – per il WWF è semplicemente doveroso perseguire reati contro l’ambiente. Nel caso specifico dell’orso Marsicano siamo di fronte a una emergenza di carattere mondiale, che forse in Abruzzo non è stata ancora recepita con l’attenzione che una situazione così grave richiederebbe. Una situazione che va affrontata con mezzi e misure eccezionali». «Per la salvaguardia di una popolazione ai limiti della sopravvivenza – aggiunge l’avvocato Pezone – bisogna spendere tutte le energie possibili e sforzarsi di far capire, anche attraverso l’applicazione delle norme di legge, come sia necessario cambiare atteggiamento, per quei pochi che non l’hanno ancora capito, nei rapporti con quello che ovunque in Italia e nel mondo è recepito come l’animale simbolo dell’Abruzzo e dei suoi Parchi nazionali».

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