Ambiente

Orso e TBC: precisazioni sulle dichiarazioni della ASL

Come ho già avuto modo di dire, non mi piace fare distinguo e polemizzare con altre istituzioni pubbliche perché ad esse i cittadini chiedono di risolvere i problemi non di rimpallarsi le responsabilità.

Qualche giorno fa, ho ritenuto necessarie alcune precisazioni sul focolaio di TBC presente in un’area del Parco e della sua zona di protezione esterna e, evitando di polemizzare, ho ribadito alcune delle azioni necessarie per evitare che la TBC possa trasmettersi agli orsi, come è già accaduto. Devo, mio malgrado, prendere atto che il direttore dei servizi veterinari della ASL dell’Aquila piuttosto che esercitarsi nel fornire le informazioni più precise, dettagliate e puntuali sulla vicenda – come la delicatezza della stessa avrebbe meritato – preferisce tirare il pallone sugli spalti e polemizzare direttamente con il Parco, fornendo informazioni non veritiere e attribuendogli posizioni mai espresse. Ero convinto che ai funzionari pubblici competesse dare attuazione a norme, regolamenti e piani di intervento decisi a livello nazionale e regionale e non esprimere opinioni discutibili e fuori luogo sull’operato del Parco. Prendo atto che non è così e questo mi costringe a fare alcune precisazioni:

· Sostiene il Direttore della Asl che le relazioni del progetto life arctos “hanno volutamente” (sic!) sottovalutato il monitoraggio della TBC tra la fauna selvatica. Si tratta di un’affermazione grave e – in questo caso si può dire – volutamente diffamatoria. E’ bene per tutti precisare che l’azione relativa al controllo sanitario è stata gestita dalla Regione Abruzzo che ha messo a disposizione di tutti alcune relazioni tecniche e una proposta di linee guida per un monitoraggio sanitario in linea con le esigenze di tutela dell’orso marsicano. Il monitoraggio sanitario, inoltre, è stato limitato alle prime 7 malattie non per scelta del Life Arctos, ma del Tavolo Tecnico Sanitario su richiesta del Ministero della Salute.

· La Asl, così come i servizi veterinari, al contrario di quello che scrive il Direttore, è stata sempre invitata alle riunioni del tavolo tecnico sanitario presso il Ministero della salute.

· Il giochetto di spostare l’attenzione sui selvatici in presenza di un focolaio di tbc su animali domestici lasciati al pascolo brado è del tutto fuorviante e inutile, basta leggere le relazioni del progetto life dove si segnala che un “dato fondamentale che può essere estrapolato dallo studio è rappresentato dall’elevato numero di specie, domestiche e selvatiche, in grado di condividere gli stessi patogeni”.

· Si afferma che la fauna selvatica è infetta da TBC, se la si cerca. E’ possibile e verosimile, ma a parte l’Orsa deceduta, fino ad oggi sulla fauna selvatica morta e recuperata non è stato mai isolato l’agente della Tubercolosi (Mycobacterium tuberculosis complex). Sono stati isolati altri Micobatteri (ne esistono tantissime specie, patogene e non), regolarmente segnalati dall’IZS, che ha fatto l’accertamento, alle ASL competenti.

· Secondo il Direttore, il Parco dichiara di voler mitigare il conflitto con i residenti ma poi chiede lo stamping out e vuole cacciare e affamare gli allevatori. Orbene, è giusto che si sappia che il Parco, insieme al Sindaco di Gioia, ha sostenuto lo stamping out su indicazione della stessa ASL, in quanto dopo mesi e mesi non si riusciva a concludere i controlli sanitari pur in presenza di un focolaio di TBC. La stessa richiesta è stata condivisa dalla Regione Abruzzo e dal Ministero della salute. Tutti affamatori?

· Il Parco vuole semplicemente che le attività zootecniche siano svolte nel rispetto delle regole e con pratiche compatibili con la presenza di un’area protetta, nell’interesse di tutti, a cominciare dagli allevatori, per i quali la presenza della TBC non è certamente un indicatore di qualità.

Le precisazioni sono doverose per evitare inutili polemiche e strumentalizzazioni, come è già avvenuto. L’Ente parco è interessato a risolvere il problema, non a polemiche che finiscono per nasconderlo, e confida nella Regione Abruzzo che saprà mantenere gli impegni assunti per la tutela dell’orso marsicano.

Il Presidente

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