Giudiziaria

Operazione antidroga: ricercati in tre

A distanza di poco piu’ di cinque mesi dall’operazione “Lucus Angitiae 2”, quest’oggi, su disposizione del Tribunale di L’Aquila, sono stati nuovamente ricercati tre soggetti marocchini oggetto di misura restrittiva cautelare in carcere. La Forestale – a coordinare le indagini e’ stato il vice questore aggiunto Luigi Margarirta – ha dato corso alla sentenza delle Suprema Corte di Cassazione, del 15 maggio scorso, recepita dal Tribunale del capoluogo, nella quale i giudici di piazza Cavour hanno evidenziato la pericolosita’ sociale, il pericolo di recidiva, l’associazione a delinquere e l’inclinazione dei tre marocchini a commettere reati della stessa specie (traffico e cessione di sostanze stupefacienti). L’attivita’ di ricerca ha portato nell’immediato alla nuova cattura di Omar Toubi, 27 anni anni, nato in Marocco, mentre per gli altri due i provvedimenti verranno eseguiti. La pericolosita’ di detti soggetti e’ riscontrata anche dal fatto che, dopo la liberazione ottenuta con la revoca delle misure cautelari da parte del Riesame nel marzo 2014, l’uomo di riferimento del traffico di sostanze stupefacenti nel territorio marsicano veniva nuovamente arrestato per reati della stessa indole. Quanto ai reati contestati sussistono, stando alle indagini, gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza relativi al coinvolgimento alle persone oggetto dei nuovi provvedimenti, in diversi episodi di cessione, prevalentemente cocaina, riscontrati dagli uomini del Corpo forestale dello Stato i quali hanno adottato puntuali tecniche operative in merito. Importante e’ stato l’apporto delle intercettazioni telefoniche ed ambientali ed il riscontro di cospicue quantita’ di droga acquistata e rivenduta direttamente o per tramite altri soggetti (prevalentemente di nazionalita’ marocchina) associati fra di loro. Secondogli investigatori “le indagini svolte dalla Sezione Regionale di Analisi Criminale del Cfs di L’Aquila hanno avuto con l’odierna operazione il giusto riconoscimento da parte dell’autorita’ giudiziaria e alla reclusione di soggetti pericolosi per il territorio marsicano”.

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