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Omeopatia, solo acqua fresca o qualcosa in più? Due casi risolti

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Considerato che l’articolo sull’Omeopatia ha suscitato molto entusiasmo ed accesi dibattiti, mi dicevo: “Perché non parlarne ancora, visto che ora è indiziata di essere una medicina centrata sull’acqua fresca”?
A chi di voi non avesse letto la mia risposta sull’articolo precedente, parlo in particolare ai detrattori di questa disciplina, li rimando lì, per ovvie ragioni di spazio, ma una cosa la devo ricordare assolutamente: esiste una certa organizzazione che si chiama OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che ha riconosciuto, da moltissimi anni ormai, la valenza di molte medicine tra cui l’Omeopatia e ne ha premesso l’utilizzo in ambito sanitario.

Ci sono stati in Europa, come Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera, Svezia che le riconoscono e ne permettono l’uso da lungo tempo e credo che noi italiani abbiamo, ahimè, molto da imparare, visti i loro privilegiati trend di riferimento in ambito sociale, ma soprattutto sanitario. Altro aspetto importante: esiste uno studio scientifico fatto da Masaru Emoto sulla memoria dell’acqua e sulle sue capacità di trasferire informazione. E’ uno studio scientifico che sta andando avanti e che evidenzia la qualità dell’acqua di sapersi trasformare in virtù di segnali che provengono dall’esterno. A segnali ben definiti l’acqua si trasformerebbe in cristalli che assumerebbero una forma armonicamente simmetrica o, al contrario, caotica e disordinata, in conseguenza dell’inquinamento dell’acqua stessa e della presunta “energia” a cui sarebbero esposti; sia essa sotto forma di suono (voce, musica), parola scritta (etichetta applicata a una brocca).

Ancora una considerazione. Non si dimentichi una importante legge di Heisemberg (fisico di meccanica quantistica) sull’Indeterminazione, che dice quanto segue: due particelle dello stesso atomo se prese ed isolate anche a distanza di migliaia di chilometri l’una dall’altra, risponderebbero vicendevolmente allo stesso spin (direzione) che verrebbe indotta ad una qualsiasi di loro. Quindi i processi vitali dell’uomo non possono prescindere da fattori e componenti di biologia, chimica, biochimica, da fattori di fisica pratica e da quelli di fisica quantistica e, aggiungerei, da fattori “sottili”, ma, riguardo questi ultimi, non pretendo che persone razionali e peculiarmente mentali debbano esserne convinte come lo sono io e tanti altri come me! Questa è la condizione di questa terza dimensione di esistenza! Detto questo, prima di parlare di due, dei tanti casi di guarigione ottenuti grazie all’acqua fresca, partirei immediatamente con i ringraziamenti e, consentitemi, con le strigliatine per cavalli…spero di razza!

L’articolo ha avuto più di 15.000 contatti e questo vi farà comprendere quanto interesse può aver suscitato ed è per ciò che ringrazio vivamente tutti coloro che lo hanno letto e commentato. In particolare il mio sentito ringraziamento va, non me ne vogliano i sostenitori, ai detrattori dell’Omeopatia, a coloro che sul blog hanno avuto il coraggio (ne abbiano di più quelli che si firmano con pseudonimi, firmandosi almeno con il nome) di attaccarla inesorabilmente, attirando l’attenzione e pensando di screditarla. Dico bene, pensando, perché, cari amici non è con le chiacchiere che si risolvono i problemi e tantomeno con esse pensate di giudicare qualcosa che non conoscete per niente. Ma siamo italiani, quindi abituati a sentirne di cotte e di crude e di credere come i mammalucchi a tutto ciò che ci viene propinato senza andare a scandagliare per bene l’argomento. Grazie ancora a questi ragazzi che si sono prodigati nel criticare, perché almeno hanno acceso una discussione. A me, da grande buongustaio della medicina naturale, fa piacere che si “accenda” il fuoco, un po’ come quando arriva la febbre.

Viva la febbre, viva il fuoco!!! Attraverso di essa si riaccende il nostro sistema immunitario che crea gli anticorpi necessari per sconfiggere gli intrusi di turno. Il fuoco “brucia” ed annienta tutto ciò che deve essere distrutto ed espulso! Attraverso di esso si attua un cambiamento, che ci porterà verso il benessere e verso il potenziamento del corpo e delle sue difese immunitarie appunto. Grazie per aver acceso questo fuoco che, quantomeno, ha dato un senso a ciò che ho scritto, anche se non eravate d’accordo avete avuto la sfrontatezza di poter dire la vostra. Strigliata per cavalli ….di razza!?! (fate vobis), invece, ai “colleghi” Omeopati. Colleghi! La parola viene dal latino colligere, che significa: riunire, raccogliere insieme, fare gruppo!!! Tutto è successo, tranne questo! Complimenti!

Considerando che l’articolo è stato mandato all’interno di gruppi con decine di omeopati, mi aspettavo una risposta da qualcuno di loro. Questo non perché avessi bisogno di essere difeso o sostenuto, ma almeno potevano sostenere l’argomento e quelle tante persone che vanno da loro per essere curate, ops…scusate… miracolate! Questa la dice lunga. Paura! Paura! Paura! Sempre e soltanto paura! Non un “collega” che si sia adoperato a voler dire la sua. E’ molto, ma molto grave! Io ci ho messo la faccia, voi almeno potevate metterci un commento a patrocinio di quel folto popolo di pazienti e di quella materia, che tanto amate e a cui è stata data, almeno per qualche giorno, voce e risonanza. Quindi, come al solito, gli ignoranti l’hanno screditata tuffandosi nella fittizia gioia data dalla cieca inconsapevolezza, voi che la praticate siete rimasti nascosti come bambini sorpresi a rubare la marmellata. Vedete come funzioniamo? Ma la colpa di chi è? Giudicate voi! Ma ora passiamo a raccontare brevemente due episodi di “guarigioni miracolose” avvenute grazie all’acqua fresca.

Per dovere di cronaca e di deontologia professionale, visto che qui si sta “rischiando” di vincere il Nobel in virtù di questi casi di guarigione, non volendo scomodare il Barone De Coubertin, perché ai due esimi dottori piace solo vincere, tralascerò di citare i loro nomi, sperando siano almeno presi in considerazione per la nomina all’ambito premio. I due casi per motivi di spazio saranno sintetizzati per accoglierli entrambi.

 

 

Primo caso. DERMATITE ATOPICA

Gambe

Paziente di 15 anni con dermatite atopica. Questa patologia si manifesta con chiazze molto pruriginose, con localizzazione specifica a livello delle pieghe flessorie dei gomiti e dei cavi poplitei, che si desquamano continuamente, aprendo spesso piccole lesioni da grattamento. Sono molto fastidiose, per esempio la notte e, soprattutto, quando entrano a contatto con elementi che il paziente tollera poco, come saponi molto forti o indumenti di tessuto poco raffinato.

Altra caratteristica che rendeva il ragazzo sofferente era il fatto che il suo viso manifestava una elevata ritenzione idrica, con gli occhi completamente chiusi dal gonfiore delle palpebre, tanto che era costretto a portare occhiali scuri per quel suo aspetto certamente non confacente ad un ragazzo di quindici anni. Questo stato di continua tensione non permetteva al ragazzo un ottimale rendimento nello studio nonostante si applicasse quotidianamente, con ripercussioni anche nei rapporti sociali, poiché le stesse attività ludiche erano ben presto soppiantate dall’instaurarsi di astenia totale.

In questi casi si usa spesso attribuire le cause a dinamiche conflittuali di natura psichica e scaricare le colpe di tali patologie sulla psiche.

Nel caso specifico il nostro paziente, al termine di ogni ciclo di terapia allopatica prescrittagli non era mai migliorato, anzi il suo stato fisico dopo l’assunzione dei farmaci, spesso peggiorava. Questo tran tran andava avanti da troppo tempo.

Interessante il primo giorno di colloquio con la madre del paziente che riferì: “Sono ormai più di sette anni che mio figlio ha questi problemi, abbiamo girato molti specialisti e tutte le volte che andavamo gli prescrivevano farmaci che spesso lenivano solo momentaneamente i dolori e i bruciori delle piaghe, mentre altre peggioravano tale situazione immediatamente dopo la somministrazione. L’ultima visita che abbiamo fatto ci è stato risposto, proprio in sua presenza e in modo poco deontologico e professionale che avrebbe dovuto convivere con questa “Malattia” e che forse era diventato ormai più un problema psicologico che altro. Infatti visto che in sette anni non era stata definita, la suddetta ci lasciava pensare che avrebbe potuto essere solo di origine psicosomatica. Quel giorno uscimmo dallo studio con le lacrime agli occhi, disperando che non ne saremmo mai venuti a capo. Io stessa forzai la mano nei confronti di mio figlio cercando di convincerlo che probabilmente ormai era diventato un problema psicologico, ma lo vedevo sempre più sofferente soprattutto in questo ultimo anno”.

Dopo attento esame diagnostico omeopatico il farmaco di riferimento fu Plumbum Metallicum prima in varie diluizioni e in seguito Scalare Progressivo (ossia varie assunzioni dello stesso rimedio a “diluizioni” – dinamizzazioni – crescenti) e fu così che il ragazzo in pochi mesi guarì completamente, senza aver più avuto recidive. (Anno 2003).

 

 

Secondo caso. Morbo di Legg-Calvè-Perthes.

Lastra

 

La situazione è la seguente: il ragazzo di 22 anni, presentava sin da bambino una patologia all’anca, tanto che i genitori girarono per lungo e per largo ospedali specializzati per cercare di risolverla.

La diagnosi fu chiara fin dall’inizio: Morbo di Legg-Calvè-Perthes. Patologia benigna dell’anca, in cui la testa del femore tende a cambiare la sua normale forma e consistenza ossea; essa è causata da vari fattori: traumatici, vascolari o infiammatori(la cui origine è spesso sconosciuta). Questa patologia colpisce generalmente gli adolescenti di sesso maschile tra i quatto e gli undici/dodici anni; l’unica fortuna, si fa per dire, è legata al fatto che interessi solo un’articolazione!

Sovente quando ci si accorge della sua esistenza il danno è andato avanti un bel po’; il silente “lavoro” di lisi delle ossa porta ad un loro graduale sfaldamento: osso femorale (testa del femore) e cavità acetabolare dell’osso iliaco. Il paziente all’inizio presentava dolore e sensazione di pesantezza dell’arto che lo portava a trascinarlo per alleggerirne il disagio; con il tempo il dolore si faceva più insistente e sopravvenne una leggera zoppia. Con esami specifici, il più semplice è la radiografia dell’anca, in questo caso si evidenzia la patologia che si suddivide in quattro stadi. I primi due sono quelli più facilmente riconducibili a norma, mentre gli stadi tre e quattro sono quelli irreversibili, da cui non si torna indietro. Il paziente visitato nel mese di maggio si trovava nel quarto stadio della patologia e si avvicinava all’intervento di protesi dell’anca nel settembre dello stesso anno. La sua era certamente una fase “irreversibile” della patologia, come gli era stato diagnosticato dai vari chirurghi consultati.

Potete immaginare un bambino o un adolescente costretti a sopportare tutti i giorni disagi che vanno dal dolore lacerante (i normali antidolorifici sono acqua fresca e spesso si deve intervenire con alte dosi di farmaci potenti ed invasivi) a rinunce quotidiane.

Come può vivere un giovane che non può più correre, saltare, giocare a pallone o fare assolutamente alcun tipo di movimento? Il dado è tratto! Assicurò il medico omotossicologo, che guidò il paziente verso la guarigione. Un anno e mezzo di cure specifiche con prodotti omotossicologici (insieme di prodotti omeopatici raggruppati fra loro in  fiale) e alla fine accadde quanto segue. Diciotto mesi dopo il paziente ripeté sia la lastra che la risonanza magnetica, lasciando di sasso tutti! La situazione dopo la cura fu la seguente: non si evidenziava alcuna infiammazione; la lisi delle ossa era completamente assente; nei punti in cui le ossa si stavano sgretolando si era riformato osso compatto; le stesse non presentano più aree di necrosi; la cartilagine tra la testa del femore e la cavità acetabolare si era riformata! Solo la testa del femore rimaneva ancora leggermente ovalizzata, ma era davvero nulla rispetto a quello che si presentava un anno e mezzo prima. Il ragazzo ora può tranquillamente vivere tutta la vita in questo stato, senza bisogno di essere impiantato (Anno 2009).

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Questi sono due tra le migliaia di casi risolti con l’Omeopatia, pardon…con l’acqua fresca. Nutro la speranza che l’acqua, elemento primordiale, rimanga fresca a lungo, così da mantenere la qualità che la contraddistingue, la caratterizza e la rende l’elemento doc per eccellenza. In questi casi da me riportati doveva essere davvero fresca per ottimizzare i risultati ottenuti. Pazienza, studio e amore per la verità, questo caratterizza la scienza in genere e l’Omeopatia pur non essendo una scienza, è una concreta realtà sempre più in ascesa (in Italia dodici milioni di cittadini ogni anno la utilizzano), con cui, anche gli scettici ad oltranza, si dovranno confrontare d’ora in avanti. I tempi cambiano e l’evoluzione, per fortuna, è in atto…da sempre… ed i cambiamenti inarrestabili saranno scontati! Grazie!

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0 Comments

  1. Ely

    25 Ottobre 2013 at 14:04

    Personalmente , mi curo con l’omeopatia da molti anni, e, devo dire che ho sempre avuto ottimi riscontri. I migliori risultati, si ottengono chiaramente, conducendo uno stile di vita sano ed equilibrato (niente eccessi, ma neanche privazioni ,per intenderci ). Ricorro ai farmaci allopatici, solo in caso di estrema necessita’ ,come primo soccorso , ma comunque do la preferenza all’omeopatia….grazie dott. Masella per avermela fatta conoscere . Ely

  2. emilia

    25 Ottobre 2013 at 16:43

    non e’ acqua fresca! grazie all’omeopatia ho salvato mia figlia dall’operazione alle tonsille! curo anche le mie gatte con i farmaci omeopatici ed il veterinario e’ daccordo!

  3. Patrizia

    25 Ottobre 2013 at 16:58

    Leggo sempre con molto interesse i suoi articoli e li trovo sempre molto interessanti. Questo mi e’ piaciuto particolarmente sia perche’ scuote le nostre menti invitandole a essere curiose per amore di verita’, sia perche’ racconta due casi veri che parlano piu’ di ogni altra disquisizione. La ringrazio per mettere ogni volta la faccia pur sapendo di risultare “scomodo” ai piu’… Buon lavoro e grazie ancora!

  4. Antonietta

    26 Ottobre 2013 at 11:14

    Anch’io voglio lasciare la mia testimonianza. L’omeopatia e’ stato un valido aiuto per la mia forma di depressione. Mi sono affidata ad un medico omeopata che ha saputo scegliere la cura piu adatta al mio caso.

  5. Pingback: Casi clinici e omeopatia | omeopatiaparma

  6. Pingback: Medicina Omeopatica, l’arte dei “simili” | glaucosanti

  7. romolo

    26 Ottobre 2013 at 15:15

    Confermo la grande valenza ed efficacia dell’omeopatia. Un grande ringraziamento al Dottor Masella per avermi aiutato a superare molti ed importanti problemi di salute. Romolo

  8. Camelia NITA

    2 Novembre 2013 at 12:13

    L’ignoranza……Che è peggio del non sapere,sempre si può studiare ma….Viva uomini come lei Dott. Masella. Oltre la professionalità esiste un cuore grande e questo a volte il paziente è 20% guarito,si sente coccolato,con nuove speranze che secondo me non sono da poco….Auguri

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Abruzzo

FESTA DEL PAPÀ : QUANDO LA LEGGE NEGA L’ESSERE PADRE

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Ci sono padri straordinariamente felici di essere padri e di fare da padri. Perché è l’esperienza più bella della loro vita. Perché il figlio è, la loro vita. Perché crescere, educare, giocare, gioire col proprio cucciolo nutre il cuore, la mente, l’anima.

Ci sono madri (non tutte chiaramente) che negano ai padri questo diritto. Negandogli così di vivere.

Ci sono padri che passano notti e settimane insonni; che subiscono: alienazioni genitoriali, telefonate interrotte con il figlio, figli manipolati, menzogne inculcate nel figlio e parole infamanti; assistono ad: accordi violati, aggressioni al patrimonio; vivono improvvisi sospetti imprevisti del figlio. Padri che vivono il figlio come un ostaggio, vile merce di scambio, corpo contundente, strumento di vendetta; arma non convenzionale. Ci sono padri che non vivono più serenamente, che non lavorano più serenamente, che non gioiscono più, che non riescono più ad immaginare il proprio futuro. Ci sono padri che si impoveriscono, aggrediti patrimonialmente. Che finiscono a fare la coda dai padri gesuiti o dormono in auto. Che hanno sconvolgimenti esistenziali non più riparabili, destinati a restare come inchiostro d’odio su candida seta. Ci sono padri negati.

Uno dei maggiori drammi della società moderna, nella quale una coppia su due è destinata a separarsi, riguarda i padri che si “separano”, ai quali si oppongono le madri con “violenza” negando loro l’esercizio della condivisione genitoriale nella crescita del figlio. La letteratura spiega che in una “separazione” (in un matrimonio o in una convivenza more uxorio) le donne tendono spesso a usare il figlio come arma e i padri invece strumentalizzano il mantenimento.

Diventa dunque essenziale il ruolo del giudice e degli avvocati che assistono le parti.

Occorre infatti che la legge venga applicata con equilibrio, saggezza e responsabilità, dai giudici minorili e che gli avvocati che assistono i genitori in tale delicato conflitto siano innanzitutto competenti, esperti e responsabili. Ho invece conosciuto tanti cialtroni che danneggiano le parti e soprattutto l’interesse dei minori arrecando danni irreparabili. Tali incompetenti andrebbero sanzionati con la radiazione o l’espulsione.

Il Tribunale per i Minorenni (T.M.) esercita nello spirito della realizzazione del migliore interesse del minore e ha giurisdizione penale, civile e amministrativa. E’ organo specializzato della giustizia, composto da quattro giudici (due togati e due onorari). In Italia ci sono 29 tribunali minorili, con 782 magistrati, dei quali circa 600 sono onorari. La selezione dei giudici andrebbe fatta col massimo rigore possibile poiché gestiscono situazioni di straordinaria importanza.

La competenza in materia civile non è esclusiva (concorrente con il tribunale ordinario e e il giudice tutelare) ma di assoluto rilievo, decidendo anche in tal senso: interventi a tutela dei minori i cui genitori non adempiono in modo adeguato o affatto ai doveri verso i figli (art. 147 cod. civ.); può limitare l’esercizio della potestà genitoriale, attivando l’intervento dei servizi socio-sanitari (art. 333 cod. civ.); può allontanare il minore dalla casa familiare (artt. 330, 333 e 336 cod. civ.); può dichiarare i genitori decaduti dalla potestà sui figli (art. 330 cod. civ.); può dichiarare lo stato di adottabilità del minore; regola l’affidamento dei figli di genitori non sposati, che hanno cessato la convivenza e che sono in situazione di conflitto rispetto all’esercizio della potestà genitoriale (art. 317 bis cod. civ.).

Ricordiamoci dunque che dove c’è un padre negato, c’è sempre un bambino negato.

STORIA DELLA FESTA DEL PAPÀ

La Festa del papà è celebrata in tutto il mondo, anche se in date differenti, e la tradizione vuole che i figli festeggino i papà con regali e biglietti pieni di sentimento. La storia di questa festa è piuttosto recente e risale precisamente al 5 luglio del 1908, giorno in cui venne festeggiata per la prima volta nella città di Fairmont, in Virginia Occidentale, presso la chiesa metodista locale in commemorazione della morte di oltre 360 uomini, 250 dei quali padri di famiglia, nel disastro di Monongah, la più grave sciagura mineraria degli Stati Uniti.

Successivamente, per la precisione il 19 giugno del 1910 a Spokane nello Stato di Washington, la Signora Sonora Smart Dodd, all’oscuro della celebrazione avvenuta a Fairmont e ispirata da un sermone ascoltato in chiesa per la festa della mamma del 1909, organizzò la prima festa del papà così come la conosciamo oggi e fece in modo che la ricorrenza venisse ufficializzata. Ancora oggi infatti diversi Paesi seguono la tradizione statunitense e festeggiano i propri papà la terza domenica di giugno. Nei Paesi cattolici invece, proprio come l’Italia, questa festa viene legata al giorno di San Giuseppe e celebrata quindi il 19 marzo.

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Bcc Roma, la proposta del sindaco De Angelis: “Soci nell’Urban Center”

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«Propongo alla Bcc di entrare a far parte dell’Urban Center. In questi
giorni l’Urban Center sta partendo operativamente, il Comune di Avezzano ne
è stato soggetto ispiratore. Ora, con la vostra partecipazione, potremmo
arrivare a una forma ibrida, tra il pubblico e il privato, finalizzata alla
promozione di progetti sociali». È la proposta avanzata dal sindaco di
Avezzano, Gabriele De Angelis, che ha portato i saluti a uno
dei tradizionali incontri della Banca di credito cooperativo di Roma che ha
visto la partecipazione dei soci delle nove agenzie che si trovano nella
Marsica.

«La Bcc Roma è la più grande Banca di Credito Cooperativo in Italia», ha
aggiunto il sindaco, «e ha la forza di unire l’efficienza con la
solidarietà, contribuendo allo sviluppo dei territori in cui è presente,
mettendo al centro, le persone, i giovani, le famiglie. Anche nella Marsica
e nella provincia aquilana in generale, la Bcc può essere il nucleo intorno
a cui costruire una grande rete per far nascere imprese che diano
occupazione, troppi giovani sono senza lavoro. Con l’Urban Center di
Avezzano, che nasce come il luogo di sintesi di tutte le associazioni e dei
civismi cittadini, si può puntare sull’elaborazione di condivisi progetti
sociali, culturali e di sviluppo economico, così come si è fatto a Torino e
a Bologna. Entrando nell’Urban Center la Bcc potrà proporre e realizzare
nuove soluzioni di welfare, a partire dal campo della sanità e nuove idee
di sviluppo di impresa».

«Sul tema del credito», ha sottolineato De Angelis, «il nuovo governo
regionale ha assunto importanti impegni. Nel programma del presidente
Marsilio si prevede una profonda riforma della Fira, Finanziaria regionale
abruzzese, il cui ruolo sarà rilanciato nella funzione di assistenza alla
imprese interessate ad investire in Abruzzo, assumendo pure partecipazioni
nel loro capitale di rischio e garantendo un ritorno in termini di crescita
e valorizzazione delle eccellenze territoriali. La nuova Fira potrà
svolgere il ruolo di capogruppo di società di interesse strategico
regionale, alle quali fornisce i tipici servizi di
programmazione, di controllo, di amministrazione, servizi legali e
formazione. La Bcc Roma, per dimensione e qualità, per il suo essere
pienamente banca del territorio, potrà giocare un ruolo di primo
attore nel favorire lo sviluppo e il consolidamento delle aziende».
foto: Germana D’Orazio

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MERCATO DEL SABATO : L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE CONTINUA A VEDERE UNA REALTÀ DIVERSA DA QUELLA PALESE A TUTTI.

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Avezzano. È sempre polemica per il mercato del sabato ad Avezzano. Mentre gli ambulanti, ovvero gli attori protagonisti di questo “telefilm”, continuano a presentare le proprie lamentele e difficoltà per lo spostamento nella zona nord, dall’amministrazione comunale si continua a parlare e rilasciare dichiarazioni come se tutto quello che dicono o pensano gli ambulanti nom esista. Nel caso specifico è esplosa ancora una volta la polemica dopo le esternazioni a mezzo stampa del consigliere di maggioranza Alberto La Morgese, secondo il quale “

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Abruzzo

Consegnati i lavori per il nuovo plesso scolastico in via Puglie.

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Sono stati consegnati i lavori di realizzazione del nuovo complesso scolastico in via Puglie. Ad annunciarlo è l’assessore all’Edilizia scolastica, Chiara Colucci. “La nuova scuola”, spiega l’assessore, “ospiterà una scuola primaria di 10 classi, 250 alunni e una scuola media di 15 classi, 375 alunni, per un totale di 625 studenti”.

“L’edificio, che si estende su una superficie complessiva di circa 5.700 metri quadrati comprende spazi per aule didattiche, aule speciali e integrative, mensa, biblioteca, palestra e auditorium, oltre agli uffici amministrativi e alla presidenza”.

L’esecuzione è curata dall’associazione temporanea d’impresa aggiudicataria, composta dalle ditte Cobar Costruzioni Barozzi Spa di Altanura (Bari) e Upgrading Services Spa. La durata dei lavori è prevista in 360 giorni. “Con la consegna dei lavori alla scuola di via Puglie”, precisa il dirigente Sergio Pepe, “tutti i dieci interventi di edilizia scolastica programmati successivamente all’evento sismico del 6 aprile 2009, per un importo complessivo di 21.887.340 euro (di cui 18.291.341 euro sono fondi della ricostruzione, 1.879.370 euro sono fondi Miur e 1.716.629 euro sono fondi comunali), sono in fase di realizzazione. Quattro sono già conclusi”.

Sono già stati ultimati la demolizione e ricostruzione dell’ala sud della scuola secondaria di primo grado “Vivenza” per un importo di 1.400.000 euro con fondi della ricostruzione, l’adeguamento sismico dell’ala nord della scuola secondaria di primo grado “Vivenza” per un importo di 1.500.000 euro di cui 1.250.000 con fondi del Miur; l’adeguamento sismico della scuola materna della frazione di Paterno per un importo di 300.000 euro con fondi della ricostruzione, la demolizione e ricostruzione della scuola primaria di via Cairoli “A. Persia” per un importo di 2.850.000 con fondi della ricostruzione mentre è in fase di conclusione l’intervento di costruzione del nuovo edificio della scuola primaria “M. Pomilio”, per un importo di 2.100.000 euro di cui 1.680.000 con fondi della ricostruzione. Sono invece in avanzato stato di realizzazione la demolizione e ricostruzione della scuola materna di via De Gasperi per un importo di 700.000 euro di cui 370.000 con fondi della ricostruzione, la costruzione del nuovo edificio della scuola materna in via America per un importo di 1.220.000 euro di cui 1.629.370 con fondi del Miur.

“Sono orgoglioso che il programma di edilizia scolastica proceda speditamente verso l’obiettivo di assicurare massima sicurezza agli alunni che saranno finalmente in condizione di studiare in ambienti moderni e confortevoli “, il commento del sindaco Gabriele De Angelis, “a conferma del buon lavoro portato avanti da tutto il settore tecnico”.

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Abruzzo

LANCIANO: BIMBA DI 8 ANNI SI SVEGLIA DAL COMA : “NON SMETTETE MAI DI LOTTARE” (VIDEO)

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Diventa virale il video della piccola lancianese che lotta contro una malattia rara La gioia del papà: dopo aver sentito la musica della mamma è tornata alla vita.

https://youmedia.fanpage.it/video/aa/XH6cR-Sw9KuxdIJThttps://youmedia.fanpage.it/video/aa/XH6cR-Sw9KuxdIJT
Ha aperto gli occhi e ha sorriso vedendo i genitori Serena e Filippo. Elisabetta ce l’ha fatta. Un’altra volta, l’ennesima volta ha riabbracciato la vita, a cui si aggrappa con tutte le sue forze da 8 anni.
Ha solo 8 anni infatti la bimba lancianese che lotta contro una malattia rara che anziché abbatterla l’ha resa una guerriera.
Con lei ci sono i genitori, le sorelle, i compagni di classe, la parrocchia di Sant’Antonio e una città intera. A raccontare il suo risveglio dal coma dopo un mese, che sa di miracolo, sono i genitori e un video che su Fanpage è stato visto migliaia di volte. Un video che è un messaggio di speranza e un inno alla vita. Un risveglio avvenuto dopo che la mamma Serena, ballerina, aveva danzato nell’ospedale di Ancona dove è ricoverata la bimba, con l’ex ballerino di Amici Ivan Cottini, affetto da sla. «Un caso, una coincidenza», commenta il papà Filippo, scenografo, «mia moglie Serena e Ivan stavano lavorando ad un videoclip di beneficenza con il comitato genitori dei bambini cardiopatici Torrette di Ancona. Ma Serena lo aveva avvisato che si fermava perché Elisabetta era in coma. Ivan allora le ha voluto fare una sorpresa. Si è presentato in ospedale per ridarle un sorriso grazie alla danza e hanno ballato emozionando tutti. Appena rientrata in stanza la sorpresa più grande: il cuore di Elisabetta aveva ricominciato a battere regolarmente e dopo un po’ lei è uscita dal coma lasciando increduli persino i medici».
Era in coma dal 1° febbraio, dopo un interminabile intervento al cuore. L’ennesimo, perché la piccola, affetta dalla sindrome di George che colpisce un bambino su quattromila, e una cardiopatia rara congenita aveva già subito altri 7 interventi. «I primi sei nel primo anno e mezzo di vita», riprende il papà, «che abbiamo vissuto qui all’ospedale di Ancora. Il 31 gennaio è stata sottoposta al nuovo intervento a cuore aperto: 36 ore interminabili ore di operazione con problemi infiniti e la sua piccola vita appesa ad un filo. Noi lì come sempre a sperare, pregare. Poi la sorpresa a Serena, la danza e il risveglio di Elisabetta e un recupero che i medici stentano a spiegare, anche se è ancora in terapia intensiva e i problemi non sono tutti risolti».
Elisabetta però lotta, non vuole saperne di stare allungata, si vuole sedere – cosa estremamente difficile da fare dopo quello che ha passato – guarda i disegni dei compagni di classe. È debilitata, scioccata, ma nonostante tutto, sorride alla vita.
«Lei è speciale», riprende il papà, «prima di entrare in sala operatoria ha indossato una maglietta con su scritto “buon lavoro a tutti”, ai medici che l’hanno operata. Viviamo giorno per giorno. Ci addormentiamo nella speranza che ci sia un domani, con le sue difficoltà, ma che ci sia. Ti confronti con altri genitori che sono qui, nel reparto di cardiochirurgia pediatrica diretto da Marco Pozzi, ti aggrappi alla speranza, alla fede, alla scienza e alla ricerca che va sostenuta. Grazie alla ricerca anche Elisabetta magari potrà ritardare gli interventi che dovrà fare e vivere meglio. Ai genitori che hanno figli malati vogliamo dire di non arrendersi, di continuare a sperare. La malattia di un figlio ti toglie il respiro, ti cambia il sorriso e ti spegne gli occhi ma il tuo cuore batte anche per quello del tuo guerriero, se serve. E quando tutto sembra essere perduto, la vita ti stupisce».

Fonte articolo: ilcentro.it

Fonte video : fanpage.it

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IL DISTROFICO FELICE GRAZIE A DIO

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Evento: domenica 17 marzo alle 17

Marco Solimeo sarà ad Avezzano
e presenterà il suo libro Il distrofico felice grazie a Dio
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Insieme al vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, un pomeriggio di confronto sui temi legati alla vita, al dolore, alla malattia
,alla forza e all’amore, che alla fine è quello che vince su tutto.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Diocesi di Avezzano

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Abruzzo

Concorso di Poesia “Romolo Liberale” 2019

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Il concorso – articolato in tre sezioni e aperto a tutti – ha lo scopo di rendere omaggio alla
memoria di un poeta e scrittore di profonda sensibilità e di grande impegno, nelle cui
opere le difficoltà e le ingiustizie, che caratterizzano la condizione esistenziale e sociale
dell’uomo del nostro tempo, assumono particolari accenti lirici, solcati sempre dalla
speranza e dalla prospettiva del riscatto.

REGOLAMENTO
Il concorso è articolato in tre sezioni:
 Adulti
 Studenti delle scuole secondarie di secondo grado
 Studenti delle scuole secondarie di primo grado

La partecipazione è gratuita e si potrà concorrere con un massimo di tre poesie inedite a tema libero.
Le opere dovranno pervenire entro il 12 aprile 2019, al seguente indirizzo:
Segreteria del premio di poesia Romolo Liberale, Via America 60, 67051 Avezzano (AQ)
Gli elaborati saranno inviati in busta chiusa e NON dovranno essere firmati. In busta separata, inclusa quella contenente l’elaborato, dovrà essere inserita la scheda di partecipazione, firmata, contenete i dati del concorrente.
Gli elaborati e la scheda di partecipazione potranno essere inviati tramite e-mail al seguente indirizzo : e-mail: romololiberale@presenzaculturale.it
Per ciascuna delle tre sezioni in cui si articola il concorso, valutate da una selezionata giuria, saranno premiate tre poesie con opere artistiche elaborate dal Liceo Artistico “Vincenzo Bellisario” di Avezzano. In occasione della quinta edizione del premio la famiglia Liberale contribuisce con i seguenti premi:

1° classificato sezione adulti: 500 euro;
2° classificato sezione adulti: 300 euro;
3° classificato sezione adulti: 200 euro;

Primi tre classificati sezione scuole secondarie di secondo grado: 100 euro (in buono libri).
Primi tre classificati delle scuole secondarie di primo grado: 50 euro (in buono libri).

La cerimonia di premiazione si terrà nell’aula magna del liceo classico “Alessandro Torlonia” di Avezzano in data 25 maggio 2019

per info : romololiberale@presenzaculturale.it www.presenzaculturale.it

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