Cronaca e Giudiziaria

Oltre 3.000 operatori marsicani nel mirino del Cam, la Regione Lazio invece salda il debito corrente

Il Consorzio Acquedottistico Marsicano inizia “a battere cassa” nei confronti delle oltre 3.000 -su un totale di 6.225- utenze non domestiche morose emerse al termine del controllo a tappeto effettuato dalla società di gestione del servizio idrico integrato per mettere all’angolo i“furbetti” dell’acqua.
Le prime duecento “cartelle” son state consegnate ad operatori di Celano, Tagliacozzo e Luco dei Marsi che detengono il debito più sostanzioso con il Cam: contestualmente è scattata la seconda tranche di richieste di pagamento alle “seconde file” dei debitori di Avezzano dove, nei giorni scorsi, la società ha recapitato i primi 30 solleciti a mettersi in regola. Subito, quasi una decina di operatori ha risposto all’appello e iniziato a pagare in toto o a rate il debito pregresso. Ultimatum fruttuoso anche sul versante laziale, dove l’amministrazione Zingaretti ha saldato il conto per il 4° trimestre 2015 e il 1° trimestre 2016 evitando, seppur sul filo di lana, la riduzione del 50% della fornitura ai nove Comuni del Cicolano: Borgorose, Collalto Sabino, Collegiove, Fiamignano, Marcetelli, Nespolo, Pescorocchiano, Petrella Salto e Camerata Nuova.
Finalmente il direttore regionale, Mauro Lasagna, ad un passo dalla chiusura, risponde concretamente ai ricorrenti solleciti del Cam. La linea dura della nuova governance composta dal Presidente, Paola Attili, dall’Amministratore delegato, Giuseppe Venturini e dal Consigliere di gestione, Armando Floris, finalizzata ad arrestare un fenomeno insostenibile per le casse del Cam, sta facendo breccia anche nella Marsica, dove alcuni operatori morosi ancora non raggiunti dall’ultimatum si sono presentati “spontaneamente” per regolare i conti.
Tutte le attività commerciali interessate potranno pagare il debito, anche a rate, entro un breve lasso di tempo,onde evitare l’ interruzione del servizio. L’azione mirata al risanamento finanziario della società, infatti “non ammette deroghe e fa della tolleranza zero nei confronti di chi evade ingiustificatamente il pagamento dell’acqua”.

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